«Istituto De Magistris,
accorpamento con Sarnano negativo:
ora puntiamo su Tolentino»

CALDAROLA - La mossa del sindaco Giuseppe Fabbroni dopo la sentenza del Tar che ha bocciato il ricorso contro la fusione con il Leopardi-Frau: una delibera di giunta per chiedere un nuovo cambio: «Territorio più omogeneo al nostro. E quest'anno una prima classe con 23 alunni, in controtendenza rispetto ad altri plessi»

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giuseppe fabbroni

Il sindaco di Caldarola Giuseppe Fabbroni

Accetta il verdetto ma rilancia il sindaco di Caldarola Giuseppe Fabbroni, dopo la sentenza del Tar che ha dato ragione alla Regione sugli accorpamenti scolastici, tra cui quello che ha portato l’istituto comprensivo De Magistris a unirsi al Leopardi-Frau di Sarnano. Fabbroni spera infatti che l’istituto cittadino, per il prossimo futuro, possa invece prendere la strada di Tolentino, se proprio fusione deve essere.

«Noi continuiamo a impegnarci per superare questo accorpamento negativo – dice il primo cittadino – proprio in questi giorni abbiamo approvato una delibera di giunta con la quale proponiamo alla Regione e alla Provincia di Macerata di modificare il nostro accorpamento verso Tolentino, che riteniamo più omogeneo al nostro territorio e funzionale alla nostra popolazione. Attendiamo finalmente risposte adeguate».

Nel merito della sentenza, ovviamente Fabbroni non condivide il contenuto ma ne rispetto l’effetto. «Il ricorso era stato avviato con il solo e fondamentale obiettivo di tutelare e salvaguardare l’identità e l’autonomia del De Magistris, nella convinzione, che resta tale tuttora, di aver subito un abuso grave e immotivato da parte della Regione, inteso a sottrarre al territorio un servizio essenziale per la popolazione e più in generale per la rinascita del territorio – evidenzia il sindaco – confermiamo tutte le nostre censure sulla delibera che ha operato l’accorpamento, senza che siano state preventivamente ascoltate le ragioni dei Comuni, della scuola, e delle popolazioni, come pure la normativa prevederebbe. Ricordiamo che il consiglio di istituto, il collegio docenti, i sindacati, la stessa Provincia di Macerata hanno condiviso la nostra posizione. Qui non si tratta di correttezza degli atti, come afferma l’ex assessora regionale Chiara Biondi, autrice del misfatto insieme a tutta la giunta regionale, si tratta di scelte politiche che, aldilà delle roboanti affermazioni verbali di tanti politici, vanno a penalizzare ancora una volta territori montani e ricompresi nel cratere sismico, contro gli stessi indirizzi precedentemente assunti dal Consiglio regionale e il parere della Commissione consiliare regionale. Decisioni che generano un clima di sfiducia nelle amministrazioni e nella popolazione, un clima  che non favorisce i nostri tentativi di risollevare i territori dal declino accentuatosi dopo il sisma del 2016».

Nei fatti, comunque, la sentenza non cambia una situazione già cristallizzata da tempo, con la nascita dell’Istituto omnicomprensivo Leopardi-Frau-De Magistris. «Nessun cambio per la didattica e l’organizzazione: il plesso scolastico di Caldarola, come quello degli altri comuni, rimane pienamente operativo sul nostro territorio – precisa Fabbroni – le attività didattiche, gli orari e i servizi continuano e continueranno regolarmente, anche se non saranno più presenti in loco, se non sporadicamente, il dirigente scolastico e la segreteria amministrativa. Inoltre la prima classe della scuola primaria registra quest’anno 23 iscritti, in controtendenza rispetto a tanti altri istituti. Continuità amministrativa e impegno: l’attenzione, l’investimento e la presenza dell’amministrazione comunale a supporto della scuola, dei ragazzi e del personale scolastico restano e resteranno prioritari e invariati. La tutela dei servizi scolastici di qualità e la vicinanza alle famiglie di Caldarola continuano a essere al centro del nostro operato quotidiano, a prescindere dalle scelte regionali».

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