«Il Pd voleva la discarica a Macerata:
Parcaroli e il centrodestra
avevano visto giusto»
RIFIUTI - Il vice presidente della Provincia Luca Buldorini risponde all'ex deputato dem Mario Morgoni: «Perché ciò che allora era possibile e legittimo oggi viene definito addirittura un “delitto politico-amministrativo”?»

Il vicepresidente della Provincia e Sandro Parcaroli (ex presidente dell’ente e sindaco di Macerata)
«Ringrazio Mario Morgoni perché ha finalmente risposto alla domanda che avevo rivolto al Partito democratico. Sostiene che si sarebbe dovuta rispettare la graduatoria dell’Università politecnica e afferma testualmente che “quella era la soluzione”. Poiché quella graduatoria collocava al primo posto contrada Botonto, a Macerata, la conseguenza politica delle sue parole è evidente: secondo Morgoni, la discarica avrebbe dovuto essere realizzata nel capoluogo». Il vicepresidente della Provincia Luca Buldorini risponde all’ex deputato dem sulla polemica relativa alla discarica nata dalla protesta dei rappresentanti del comitato No discarica Montefano del 6 settembre a Pieve Torina.
«Ora dovrebbe però spiegare perché questa improvvisa devozione alla graduatoria non sia stata applicata quando governava il centrosinistra – continua Buldorini -. Nel precedente studio dell’Università di Ancona, fosso Mabiglia risultava sesto tra nove siti potenzialmente idonei. Eppure venne scelta Cingoli. I giudici amministrativi chiarirono successivamente che la posizione non era vincolante, perché la decisione poteva ricadere su una delle aree tecnicamente utilizzabili. Perché ciò che allora era possibile e legittimo oggi viene definito addirittura un “delitto politico-amministrativo”? La graduatoria diventa intoccabile soltanto quando conduce la discarica a Macerata e consente di scaricare la responsabilità della scelta su Sandro Parcaroli e sul centrodestra? Il dubbio è che qualcuno sperasse proprio in questo, per poi presentarsi davanti ai cittadini come difensore del capoluogo».
Il vicepresidente Buldorini ricorda anche il lavoro svolto dalla Provincia dal 2021. «All’insediamento del centrodestra, lo studio avviato quasi dieci anni prima presentava oltre ottanta aree. Durante la presidenza Parcaroli è stato compiuto un complesso percorso tecnico-amministrativo, riducendo i siti potenzialmente idonei a poco più di venti e facendo avanzare le procedure per l’ampliamento della discarica di Cingoli – spiega Buldorini -. Il presidente Alessandro Gentilucci ha raccolto questo lavoro e condotto l’Ata alla fase delle determinazioni. Non è stata la scelta solitaria di un uomo: la mozione è stata approvata collegialmente dall’Assemblea con il 63% dei voti. Eventuali illegittimità saranno valutate dagli organi competenti, non stabilite attraverso un post social».
Buldorini ricorda, infine, che «Montefano non è stata definitivamente individuata come sede della discarica. Le aree sono soltanto potenzialmente idonee e dovranno affrontare ulteriori approfondimenti ambientali, progettuali e autorizzativi. Comprendo le preoccupazioni dei cittadini. Ma se, e sottolineo se, si vuole realmente salvaguardare Montefano, occorre sostenere il nuovo Piano regionale, accelerando su termovalorizzatore, Ata unica e aumento del riciclo. Dire soltanto “no alla discarica a Montefano” significa chiedere di trasferire il problema a Macerata o altrove. La vera battaglia deve essere “no a nuove discariche”, costruendo finalmente un sistema moderno, sicuro e rispettoso dell’ambiente» conclude il vicepresidente della Provincia.
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