«Strumentalizzati e inopportuni?
No, mortificati da Gentilucci:
non ha mai risposto ai nostri inviti»

RIFIUTI - Il comitato No discarica Montefano ribatte alle parole del presidente della Provincia: «Noi siamo solamente disperati. Quello che è successo all’Ata è un sopruso così grave che travalica i colori politici. Ai pievetorinesi non chiediamo di capirci, hanno perso tutto in una notte. Almeno noi possiamo lottare per una decisione ingiusta e discriminatoria»

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incontro pieve torina discarica

L’incontro a Pieve Torina tra il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci (a sinistra) e il comitato

«Strumentalizzati? Inopportuni? No, presidente Gentilucci. Noi siamo solamente disperati». Dopo la sindaca Angela Barbieri, anche il comitato No discarica Montefano ribatte alle parole del presidente della Provincia Alessandro Gentilucci dopo il confronto di domenica durante la manifestazione contro la localizzazione del nuovo impianto di smaltimento rifiuti organizzata a Pieve Torina, paese guidato da Gentilucci.

«Siamo disperati perché, da un momento all’altro, in un giorno di primavera, abbiamo saputo che si era tenuta una cena in cui alcuni amministratori avevano deciso che la discarica andava fatta a Montefano, per salvare altri Comuni – tuonano il presidente Giuseppe Stacchiotti e il vice Enrico Filipponi – siamo disperati perché, successivamente, in un’assemblea Ata, di cui Gentilucci è presidente, sono stati introdotti criteri politici per l’individuazione dei siti, criteri che hanno finito per travalicare quelli scientifici, e oggi ci troviamo davanti alla prospettiva di una discarica costruita sopra i pozzi di captazione della condotta idrica del lago di Castreccioni, a pochi metri dalle abitazioni e dai centri abitati, proprio nel territorio in cui le nostre aziende producono prodotti biologici e un vino che rappresenta Montefano e il nostro territorio in tutto il mondo. Siamo disperati perché avrebbe potuto incontrare i cittadini montefanesi, che stanno vivendo una situazione di grave incertezza per il proprio futuro, sia al termine dell’assemblea del 15 maggio, sia alla Colazione in discarica, sia in qualsiasi altra iniziativa svolta dal comitato. Invece, non solo non si è mai presentato, senza neppure farci la cortesia di dichiarare almeno la sua assenza rispondendo alle email che le abbiamo inviato all’indirizzo istituzionale del suo Comune, ma, nella manifestazione di domenica, davanti a noi e ai cittadini di Pieve Torina, ha falsamente affermato che da parte nostra non c’era mai stato alcun invito».

Stacchiotti e Filipponi affermano che la manifestazione non ci sarebbe mai stata se avessero avuto la possibilità di incontrare Gentilucci prima. «Ma non al chiuso delle sue stanze, con una delegazione, perché ognuna delle persone che domenica erano a Pieve Torina ha una propria storia e nessuno può essere delegato a esprimere i sentimenti che solo ciò che si è vissuto sulla propria pelle può provocare – continuano i due esponenti del comitato – chi era a manifestare domenica oggi non può che sentirsi offeso per le parole che ha preferito affidare ai giornali il giorno successivo, così da non permetterci un immediato diritto di replica. Dice che siamo stati strumentalizzati? È fin troppo facile buttarla in caciara. La verità, però, è un’altra: noi non abbiamo agito su mandato di nessuno, ma esclusivamente in base alla nostra coscienza di cittadini. Chi c’era domenica, c’era personalmente, perché quello che è successo all’Ata è un sopruso così grave che travalica i colori politici. È un’intera comunità che si troverà una discarica proprio sotto casa e, tra chi si è mobilitato, c’è chi non appoggia l’amministrazione e chi sì, c’è chi è di destra e chi è di sinistra. Voler spostare l’attenzione pur di difendere chi ha compiuto questo colpo di mano significa solo una cosa: nella nostra provincia i cittadini, la salute e la tutela dell’ambiente vengono solo dopo gli interessi privati degli amministratori. E noi ce ne dovremmo fare una ragione? No, non ce ne faremo una ragione, perché noi siamo suoi cittadini e lei è il nostro presidente. Facciamo parte di un’unica comunità e non possiamo accettare di essere considerati meno importanti degli altri cittadini della provincia di Macerata. E, come suoi cittadini, ci lasci dire che non riteniamo molto istituzionale che un presidente di Provincia mortifichi pubblicamente i propri cittadini con frasi come: «Sono tornati con i piedi per terra e hanno chiesto scusa». Noi abbiamo avuto il coraggio di chiedere scusa ai cittadini di Pieve Torina; lei, invece, non solo non si è mai scusato con noi per non aver voluto incontrarci prima, ma ha addirittura sostenuto, davanti a tutti, di non essere mai stato invitato».

Infine, le parole per i pievetorinesi. «Non potremmo mai chiedervi di capire fino in fondo quello che stiamo vivendo, perché voi avete perso una vita intera in una notte. Noi, invece, almeno abbiamo ancora la possibilità di opporci a una decisione che riteniamo ingiusta e discriminatoria – conclude il comitato – vi chiediamo però, con il cuore in mano, di non giudicarci come persone insensibili. Siamo soltanto persone disperate, che temono di ritrovarsi con case invivibili, proprietà senza più valore, aria irrespirabile e una discarica sopra pozzi di captazione che servono un’intera vallata».

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