Il prof non può più insegnare a scuola,
ricorso respinto: «Lo decide una legge
di 70 anni fa»

PENSIONE - Protagonista della vicenda il civitanovese Cosimo Franco Manni, docente di Storia e Filosofia al Liceo scientifico "Leonardo" di Brescia. Il suo commento: «Una sentenza ingiusta. Non era una questione di stipendio»

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Cosimo Franco Manni

di Maurizio Verdenelli

Lui vuole ancora insegnare ma il tribunale dice, definitivamente, no. Cosimo Franco Manni, 67 anni, civitanovese, da domani sarà in pensione nonostante le sue intenzioni fossero ben diverse. Manni, docente di Storia e Filosofia al Liceo scientifico “Leonardo” di Brescia, si è visto rigettare dal tribunale di Brescia il ricorso che aveva presentato. Il giudice del tribunale del Lavoro lombardo Isabella Angeli ha confermato il suo collocamento a riposo obbligatorio per raggiunti limiti d’età.

«Una sentenza ingiusta» ha commentato a caldo Manni, molto conosciuto a Civitanova dato che suo padre, Giuseppe, è stato direttore della ex Sgi.

cosimo franco manni

Una battaglia legale, la sua, con un solo precedente. A Camerino era toccato al professor Cesare Testa. Stesso impegno, stesso esito. La pensione di vecchiaia è oltre che un diritto anche un dovere. Un’anomalia tutta italiana in Occidente. Resta la discrezionalità della scuola a voler trattenere in servizio chi vorrebbe.

A parte i due casi giudiziari c’è chi lo ha richiesto, in silenzio. Ma senza ottenere, sembra, portoni aperti. «Non sono bastate le firme di 47 miei ex allievi a garantire la propria certezza che avrei potuto continuare a essere un eccellente insegnante – ha detto Manni -. Per me non era neppure questione di stipendio perché mi sarei accontentato del minimo che sarebbe stato deciso». E ora? «Ho fatto domanda per insegnare nelle scuole private, ho un ottimo curriculum ma aver insegnato nei migliori licei non ha più l’importanza di tanti anni fa. Lascia l’amaro in bocca dover obbligatoriamente lasciare la scuola in base a una legge di 70 anni fa».

La sua vicenda aveva suscitato un eco nazionale ma, in modo bipartisan, non era entrata la politica. «Eppure il problema, a parte la pressione ricorrente per l’innalzamento dell’età pensionabile, riguarda tutti. Tuttavia è indubbio  che sia poco popolare» ha concluso Manni.

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