«Via oltre la metà dei tesserati,
Giannoni dovrebbe chiedersi perchè.
In Forza Italia serve rinnovamento»
CIVITANOVA - I 191 ex forzisti rispondo al segretario cittadino e lamentano: «Non siamo stati coinvolti nelle decisioni»

Paolo Giannoni
I tesserati fuoriusciti da Forza Italia al segretario Paolo Giannoni: «A volte meglio tacere. Sarebbe più utile domandarsi perché ce ne siamo andati». A Civitanova sono 191 gli iscritti che hanno deciso di riconsegnare la tessera e ad annunciarlo è stato l’ex assessore Sergio Marzetti in una lettera. Ne è nato un botta e risposta col segretario cittadino Giannoni. Ora sono loro a rispondergli: «ci definisce “tesseramenti di massa”, parla di “opportunismo”, di “manovre di comodo” e arriva persino a distinguere tra iscritti e “militanti autentici”.
Come può parlare di “autenticità” quando oggi Forza Italia è rappresentata in Consiglio comunale da chi non è stato eletto con il simbolo di Forza Italia ed è arrivato successivamente nel partito, mentre chi con quel simbolo si era candidato, ci aveva messo la faccia, aveva raccolto i voti ed era stato eletto è stato progressivamente escluso dal confronto e oggi non ne fa più parte? Come può parlare di “militanza autentica” quando nessuno di noi ha mai visto una convocazione da parte del partito? La verità, dimostrabile con i fatti, è che non siamo mai stati chiamati, non siamo stati informati delle date e non siamo stati coinvolti nelle decisioni».

Sergio Marzetti
Secondo gli ex forzisti il problema sta qui: «a Civitanova la base serviva per fare numero e per votare. Per decidere, invece, bastavano i soliti pochi. Da un partito ci aspettavamo ben altro: dialogo, confronto, ascolto e rispetto anche per chi esprime una posizione diversa. Una comunità politica non può ricordarsi dei propri iscritti soltanto quando servono numeri, consenso e voti». E aggiungono che 191 tesserati sono «più della metà degli iscritti cittadini. Forse davanti a 191 iscritti che se ne vanno, anziché stabilire chi sia un militante autentico e chi no, sarebbe stato più utile chiedersi perché. Ed evidentemente è proprio vero che Forza Italia ha bisogno di quel rinnovamento auspicato anche da Marina Berlusconi. Un partito che smette di ascoltare la propria base non si rafforza. Si indebolisce e si prepara alle sconfitte. Forse il rinnovamento dovrebbe cominciare proprio da qui. E dopo aver letto il comunicato del segretario, una considerazione finale ci sia consentita: a volte è meglio tacere. Soprattutto quando sono i numeri a parlare».
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Signori faccio notare che se alle prossime elezioni politiche Forza Italia e la Lega non dovessero raggiungere insieme il 15% dei voti sarà un problema poi raggiungere il 42% per il premio di maggioranza.Quindi se non si fa’ qualcosa per limitare l’emorragia di voti ci saranno conseguenze eccome se ci saranno.
Effetto Vannacci?