Riccardo Giacconi sbarca a Venezia
con il film “Memoria del lampo”
TOLENTINO - Il regista parteciperà alla 83esima Mostra internazionale d’arte Cinematografica nella sezione “Giornate degli autori”: «La pellicola evoca una serie di immagini che il pubblico non potrà vedere, solo ascoltare»

Riccardo Giacconi
di Francesca Marsili
Torna a Venezia il cinema di Riccardo Giacconi. Il regista tolentinate, che negli anni si è imposto come una degli sguardi più originali del documentario italiano d’autore, porta alla 83esima Mostra internazionale d’arte Cinematografica di Venezia il suo nuovo film, “Memoria del lampo”, selezionato nella sezione “Giornate degli Autori” e in programma per il 5 settembre.
L’ultima fatica del regista racconta di Sibilla, una giornalista radiofonica che arriva in un piccolo paese dell’Italia centrale per realizzare un documentario radiofonico. Qui, nel 1982, una ragazza fu uccisa in un atto di violenza rimasto senza spiegazioni.
Attraverso interviste, registrazioni e passaggi sonori, Sibilla ricostruisce le tracce di un evento ancora presente nella memoria della comunità. “Memoria del lampo” nasce dalla ricerca di ciò che resta invisibile: il film affida al suono la capacità di evocare ciò che le immagini non possono raccontare, restituendo la persistenza di un trauma collettivo nel tempo.
A dare corpo e voce a Sibilla è la marchigiana Sibilla Scinti Roger, protagonista del film che firma, assieme a Giacconi, la sceneggiatura. Un doppio ruolo che rende ancora più stretto il legame tra chi racconta la storia e chi ne ha costruito, dietro la macchina da presa, l’architettura narrativa.

L’attrice e co-sceneggiatrice Sibilla Scinti Roger in un frame del film
«Il suono – spiega Giacconi – è lo strumento attraverso il quale Sibilla indaga le tracce che un evento passato ha lasciato in una comunità. Memoria del lampo evoca una serie di immagini che il pubblico non potrà vedere, solo ascoltare». “Memoria del lampo” è il terzo film di Riccardo Giacconi che viene proiettato nel Festival cinematografico più antico e prestigioso del mondo, quest’anno in programma dal 2 al 12 settembre, e conferma la qualità delle sue opere in cui unisce cinema, arte contemporanea, performance e il rapporto tra tecnologia e narrazione. Nel 2017 è approdato in Laguna con “Due”, nella sezione Settimana della Critica, film tuttora disponibile su Raiplay.
Nella 78esima edizione, nel 2021, il suo “Diteggiatura”, realizzato con la storica Compagnia marionettistica “Carlo Colla & Figli”, è stato selezionato nelle Giornate degli Autori. A questi appuntamenti veneziani si aggiunge un riconoscimento importante arrivato nel 2023: il film “Giganti Rosse” si è aggiudicato il premio come Miglior film nella categoria Documentari italiani alla 41esima edizione del Torino film festival, confermando la costanza con cui il regista maceratese viene intercettato dai principali festival italiani.
Cresciuto a Tolentino, Riccardo Giacconi ha costruito negli anni un percorso artistico che intreccia cinema documentario, ricerca sonora e arte contemporanea, portandolo a esporre e proiettare i propri lavori su scala internazionale. Ha presentato i suoi film ai festival di New York, Rotterdam, a Visions du Réel, al Torino Film Festival e al Fid Marseille, dove nel 2015 si è aggiudicato il Grand Prix della competizione internazionale. Sempre attento alla dimensione dell’ascolto, Giacconi ha co-fondato il festival Helicotrema, dedicato interamente al suono, e il laboratorio di narrazione sonora Botafuego. Dal 2024 al 2027 è fellow al Film study center della Harvard University, mentre insegna alla School of the Museum of fine arts della Tufts university, a Boston: un impegno accademico che affianca, senza mai sostituirla, la sua attività di filmmaker.
Il tolentinate Riccardo Giacconi porta al Festival di Venezia il punto di vista delle marionette