Bimbi costretti a colpirsi da soli
e lasciati al buio, orrore all’asilo:
arrestate due educatrici
POLVERIGI - Sono accusate di farli camminare scalzi, rimanere da soli in giardino o senza cappellino sotto il sole cocente, ma non solo. Le due donne sono ai domiciliari. Le indagini sono state svolte dai carabinieri. ll sindaco Daniele Carnevali: «Notifica arrivata in mattinata, anche i miei figli sono andati lì»

I carabinieri di Osimo
di Alberto Bignami
Schiaffi al volto e alla testa, pizzicotti, tirate di capelli, ma anche punizioni degradanti come essere chiusi al buio in bagno o costretti a camminare scalzi.
E’ il drammatico quadro emerso dalle indagini condotte dai carabinieri delle Stazioni di Agugliano e Loreto, insieme al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo, che hanno portato all’arresto ai domiciliari di due educatrici di una scuola d’infanzia situata in un comune dell’entroterra Anconetano.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip del tribunale di Ancona su richiesta della locale Procura della Repubblica. Le due donne sono accusate di maltrattamenti e abbandono di minori.
L’attività investigativa, scattata lo scorso giugno, ha permesso di fare luce su quanto accadeva quotidianamente all’interno della struttura. Attraverso prolungati e capillari servizi di osservazione, i militari dell’Arma hanno documentato una condotta sistematica da parte delle indagate che avrebbero sottoposto i bimbi (tutti sotto i 6 anni) a perduranti vessazioni sia fisiche che psicologiche, creando un clima di totale intimidazione.
Oltre ai maltrattamenti fisici, fatti di spintoni, strattonamenti, pizzicotti, tirate di capelli e percosse, le educatrici avrebbero inflitto ai piccoli alunni umiliazioni particolarmente severe: in diverse occasioni i bambini venivano privati del cappellino anche sotto il sole cocente, costretti a colpirsi la testa da soli o puniti facendoli rimanere scalzi.
A completare il quadro delle contestazioni c’è anche l’accusa di abbandono di minori. Le maestre avrebbero infatti lasciato i piccoli incustoditi in giardino per diversi minuti, totalmente privi di vigilanza e sicurezza, venendo meno ai fondamentali doveri di custodia e cura legati al loro ruolo.
Accogliendo appieno le risultanze investigative della Procura, il Gip ha sottolineato la gravità degli indizi e la condotta “sistematica e illecita” delle due donne, ritenuta del tutto incompatibile con la gestione e l’educazione di bambini in tenera età.

Il sindaco Daniele Carnevali
Lo sgomento per l’arresto ai domiciliari delle due educatrici della scuola d’infanzia accusate di maltrattamenti e abbandono di minori, investe direttamente anche le istituzioni locali. La notizia è stata appresa anche dal sindaco di Polverigi, Daniele Carnevali, primo cittadino del comune dell’entroterra anconetano coinvolto, e raggiunto telefonicamente da Cronache Ancona.
Notizia che «ci è arrivata questa mattina, quando ci è stata notifica da parte dei carabinieri, riguardo all’emissione delle misure cautelari», spiega il primo cittadino, sottolineando come inizialmente l’atto non specificasse i dettagli dei reati, emersi poi con l’ordinanza del Gip di Ancona.
Il sindaco ha poi chiarito la natura del legame tra la struttura e l’amministrazione locale. «C’è una convenzione con il Comune – ha detto -, trattandosi di una struttura parificata che gestisce sia il nido che la scuola materna. Tuttavia, si tratta di una convenzione sul servizio».
Circa eventuali anomalie o segnalazioni giunte in passato, il primo cittadino ha tenuto a precisare che non vi è mai stato alcun campanello d’allarme. «Non sono mai emerse lamentele da parte di nessuno – spiega -. Anche io ho mandato lì i miei figli in passato – aggiunge -. Si tratta di una struttura privata ma storica per il nostro comune, che ha sempre fornito un servizio a tantissime famiglie».
La notizia degli schiaffi, delle punizioni al buio e del clima di intimidazione documentato dai carabinieri di Osimo, Agugliano e Loreto, ha colto la comunità di sorpresa.
«E’ una situazione del tutto inaspettata, che ci scappa da un fianco — ha concluso il sindaco —. C’è un’indagine in corso ed è giusto che la magistratura faccia ora piena luce su quello che è veramente accaduto».
Rispetto alla possibilità di una futura costituzione di parte civile da parte del Comune l’amministrazione si riserva di valutare i prossimi passi formali non appena il quadro giudiziario sarà più chiaro.
(in aggiornamento)
Visto che ci sono le prove di tali comportamenti vergognosi, voglio vedere quanto tempo passerà prima della sentenza; e anche che tipo di condanna verrà eventualmente emessa. CRONACHE ci tenga informati.
@Alessandro Paesani: saremmo stati compagni di cella..
Alle due educatrici auguro tutto il male possibile…
Ode all’Archetipo della Madre TerribileNel silenzio primordiale dell’inconscio collettivo, là dove le immagini non hanno ancora forma ma già possiedono potenza, sorge Lei: la Madre Terribile.Non è una donna. È una forza. È l’altro volto inevitabile della Grande Madre, colei che genera e distrugge, che contiene e divora, che culla e soffoca. È Kali con la collana di teschi, è Medea, è la Strega delle fiabe che spinge i bambini nel forno, è la Gorgone il cui sguardo pietrifica. È l’aspetto dell’archetipo materno quando l’Eros si ritira e rimane soltanto il potere assoluto sulla creatura.Nella piccola scuola di Polverigi ha indossato di nuovo sembianze umane. Due educatrici, chiamate a incarnare la funzione materna positiva – la Madre Buona che nutre, protegge, accompagna l’Io nascente verso la luce della coscienza –, hanno invece costellato il suo aspetto oscuro. Il buio del bagno è diventato il suo ventre nero, non più luogo di gestazione ma di dissoluzione. I colpi autoinflitti dai bambini sono il rito con cui l’Ombra si introietta precocemente: il piccolo impara che l’aggressore è anche dentro di sé, che non c’è salvezza neppure fuggendo all’esterno.La Madre Terribile non odia i figli. Li reclama. Li vuole indietro, indistinti, fusi, annientati nella partecipazione mistica originaria. Non tollera la separazione, la nascita dell’Io, l’individuazione. Per questo lascia il bambino scalzo sul freddo, senza cappellino sotto il sole bruciante, incustodito in giardino: è il rifiuto della custodia, il ritiro della libido materna. È l’abbandono archetipico.Jung ci avverte: gli archetipi non scompaiono. Quando non vengono onorati nella loro polarità luminosa, si manifestano in forma distruttiva. La società contemporanea, che ha delegato la funzione materna a istituzioni spesso svuotate di anima, ha creato il terreno fertile perché questa Ombra si incarnasse. L’asilo, che dovrebbe essere un temenos di trasformazione, è diventato invece il luogo dove il Puer Aeternus viene ferito prima ancora di poter sognare il proprio mito eroico.E tuttavia, proprio nell’orrore si nasconde il germe della presa di coscienza. Riconoscere la Madre Terribile – non demonizzandola soltanto, ma guardandola negli occhi – è il primo passo dell’individuazione collettiva. Solo chi ha incontrato la Madre Nera può veramente apprezzare e servire la Madre Luminosa. Solo chi ha visto il volto divorante può scegliere consapevolmente di proteggere l’innocenza.Che questa vicenda, dunque, non sia soltanto scandalo e condanna giudiziaria, ma un’immagine potente che resta impressa nell’anima della collettività. Che ci costringa a chiederci:
In quali luoghi della nostra cultura stiamo ancora lasciando i bambini soli con la Madre Terribile?
E quanta Ombra materna non integrata portiamo ciascuno dentro di noi, pronti a proiettarla sui più deboli?Perché l’archetipo non dorme. Veglia. E sceglie sempre i luoghi più sacri per manifestarsi quando viene trascurato.Così parla l’Anima del mondo attraverso il pianto silenzioso di quei bambini. E noi siamo chiamati ad ascoltare.