Da Giotto al Dittico di Rambona:
torna “Il Nome Perduto”

POLLENZA - Tre giovedì all'insegna della cultura: il via domani con un parallelo tra il grande pittore e San Francesco, gran finale il 30 luglio dedicato all'opera conservata nei Musei Vaticani

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Il dittico di Rambona

Il Comune di Pollenza presenta l’edizione 2026 de “Il Nome Perduto”, l’annuale rassegna culturale che si svolgerà al Chiostro di Sant’Antonio nei prossimi tre giovedì, 16, 23 e 30 luglio.

Nata da un’idea di Mauro Pignani, profondamente legato alla storia della sua Pollenza, la manifestazione è cresciuta negli anni fino a diventare una rassegna trasversale in cui storia, arte e spiritualità si fondono in un unico percorso culturale. L’obiettivo è promuovere il patrimonio storico e identitario del territorio, nella convinzione che la riscoperta delle proprie radici rappresenti il presupposto per costruire un futuro più consapevole. L’edizione 2026 nasce dalla collaborazione tra numerose realtà associative del territorio, in particolare Pro Rambona, Pro Loco Pollenza, Corporazione del Melograno, Club per l’Unesco Tolentino e Terre Maceratesi e associazione Cantagallo 815, da sempre impegnata nella tutela del paesaggio e dell’ambiente, anche attraverso l’opposizione al progetto di discarica previsto nell’area della storica Battaglia.

Il programma propone appuntamenti di alto profilo culturale. La rassegna si aprirà domani con la conferenza “Francesco e Giotto”, a cura dello storico dell’arte Luca Caricato, noto per i suoi studi sull’esoterismo avviati presso la Sorbona di Parigi. Da Milano, dove vive e lavora, Caricato accompagnerà il pubblico in un affascinante percorso dedicato al rapporto tra Giotto e San Francesco d’Assisi, nell’ottocentesimo anniversario della morte del Santo. Il francescanesimo, infatti, non può essere compreso senza il fondamentale contributo delle Marche e del genio di Giotto, definito simbolicamente il primo “cineasta” della storia per la straordinaria capacità narrativa dei suoi cicli pittorici.

La seconda serata, giovedì 23 luglio, vedrà protagonista Fabio Sileoni, pollentino doc, studioso attento e raffinato, che guiderà il pubblico alla scoperta dei personaggi che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a rendere grande Pollenza.

Giovedì 30 luglio sarà una giornata interamente dedicata alla valorizzazione del territorio. Alle 11 in municipio, saranno accolti il presidente della Commissione parlamentare per la tutela delle aree interne Mauro Alvisi, e il presidente di Slow Tourism Italia, Luciano Luateri. Nel pomeriggio, la passeggiata organizzata dalla Pro Rambona nei suggestivi luoghi dell’Abbazia di Rambona offrirà un momento di incontro tra natura, cultura e convivialità, arricchito dalla presenza della “Sibilla delle Erbe”, Maria Sonia Baldoni, recentemente protagonista dell’inaugurazione della rete internazionale delle Case delle Erbe, un modello di microeconomia sociale e di sviluppo ecosostenibile. La rassegna si concluderà, nella serata con una conferenza dedicata al Codice, o Dittico, di Rambona, prezioso manufatto eburneo dell’Alto Medioevo commissionato dall’imperatrice d’Italia Ageltrude e oggi custodito nei Musei Vaticani. Si tratta di un’opera di straordinario valore storico e artistico, alla quale l’Accademia Nazionale dei Lincei dedica periodicamente specifiche sessioni di studio e che, nonostante la sua importanza, rimane ancora poco conosciuta dal grande pubblico. L’incontro sarà affidato a due autorevoli studiosi: Alvise Manni, storico locale e profondo conoscitore della storia di Rambona, e Massimo Rogante, membro della Commissione scientifica d’inchiesta sulla Sacra Sindone di Torino.

“Il Nome Perduto 2026” è organizzato dall’associazione Arte per le Marche, con il patrocinio del Comune di Pollenza e della Cisl Marche. Gli incontri saranno moderati dal giornalista Maurizio Verdenelli e saranno conclusi dagli interventi dell’attore teatrale Emanuele D’Agapiti.


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