A nuoto e in kayak, Alessandro Gattafoni
fa andata e ritorno attraverso lo Stretto:
«Mi sono confrontato con una mia paura»
IMPRESA - L'atleta civitanovese, testimonial della Lega italiana fibrosi cistica, ha completato la nuova sfida di "125 Miglia per un respiro" per sensibilizzare sulla malattia. Ha completato la doppia traversata in una mattina. «È una sfida che mi ha messo alla prova come atleta, ma soprattutto come persona»

A nuoto attraverso lo stretto
Prima ha pagaiato dalla Calabria alla Sicilia, poi si è tuffato in mare per percorrere il tragitto inverso a nuoto, completando l’attraversamento dello Stretto di Messina in una sola mattinata. È la nuova impresa di Alessandro Gattafoni, atleta civitanovese affetto da fibrosi cistica e testimonial della Lifc, protagonista della sesta edizione di “125 Miglia per un respiro”, l’iniziativa nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla fibrosi cistica e promuovere l’attività sportiva come parte integrante del percorso terapeutico.

Partito alle 8 dalla costa calabrese in kayak, Gattafoni ha raggiunto la Sicilia per poi affrontare subito il ritorno a nuoto, approdando nuovamente in Calabria alle 11, accolto dai rappresentanti della Lifc e dai volontari delle associazioni regionali. Un’impresa dal forte valore simbolico, pensata per ricordare che, per chi convive con la fibrosi cistica, anche un semplice respiro può rappresentare una sfida quotidiana. Ad accoglierlo il presidente Lifc Antonio Guarini, i rappresentanti delle associazioni regionali Michele Rotella (Lifc Calabria), Giuseppe Davì (Lifc Sicilia), Rosalba Ficarra (Lifc Sicilia comitato territoriale di Catania) e i volontari attivi sul territorio.

«In passato ho affrontato imprese sportive più lunghe, più dure e, probabilmente, anche più impegnative agli occhi degli altri – ha detto Alessandro Gattafoni – Questa volta, però, il significato della sfida non risiede nella distanza da percorrere o nel risultato da raggiungere, ma nel coraggio di confrontarmi con una mia paura, con un limite personale, con qualcosa che rappresenta davvero una prova importante. Ho iniziato a nuotare da poco e attraversare lo Stretto di Messina, dopo averlo raggiunto in kayak, rappresenta per me un’impresa autentica.

È una sfida che mi ha messo alla prova come atleta, ma soprattutto come persona. A chi vive con la fibrosi cistica, e più in generale a chi sta affrontando un momento difficile, vorrei dire di non confrontarsi continuamente con le imprese degli altri, ma di trovare la propria sfida, il proprio obiettivo, il proprio percorso. Ognuno di noi ha uno “Stretto” da attraversare. Non sono i record a dare valore a un’impresa, ma il coraggio, la determinazione e la volontà di affrontare ciò che sembra impossibile per arrivare dall’altra parte. È lì che nasce il vero traguardo».

«Ogni nuova edizione della “125 Miglia per un respiro” rappresenta un passo avanti nel percorso di sensibilizzazione sulla fibrosi cistica – aggiunge Antonio Guarini, presidente Lega italiana Fibrosi cistica -. Alessandro continua a trasformare la sua esperienza personale in un potente messaggio di speranza, dimostrando come lo sport possa diventare uno strumento straordinario per affrontare la malattia e guardare oltre i propri limiti. La traversata dello Stretto di Messina e la prossima partecipazione ai campionati mondiali di kayak in Spagna sono sfide dal forte valore simbolico».
Dopo l’estate, la seconda tappa porterà il messaggio di Alessandro oltre i confini nazionali: dal 9 all’11 ottobre 2026, parteciperà infatti al campionato del mondo Icf di canoe ocean racing, in programma in Spagna, continuando a dare visibilità alla fibrosi cistica anche in un contesto internazionale.



125 miglia sono circa 231 chilometri, la distanza tra l’Italia e la Croazia.
Complimenti al protagonista di questa simbolica e coraggiosa impresa, e auguri per la sua patologia.