Riduzione della sete durante la dialisi
e miglior controllo della pressione:
Nefrologia in vetrina a Glasgow
SANITA' - Lo studio scientifico svolto al reparto diretto da Franco Sopranzi è stato presentato al Congresso europeo di Nefrologia e selezionato tra i contributi scientifici di maggiore rilievo. Il primario: «Migliaia di pazienti dipendono quotidianamente da tale terapia e il nostro obiettivo è renderla sempre più efficace»

Mattia Berrettoni, Franco Sopranzi e Nicolò Natali
Uno studio per la regolazione del sodio durante l’emodialisi al centro di una presentazione a Glasgow, in Scozia. Lo studio è stato svolto dalla Nefrologia di Macerata in occasione del 63esimo congresso della Società europea di Nefrologia.
In uno dei più autorevoli appuntamenti scientifici internazionali nel campo delle malattie renali, che ogni anno riunisce specialisti, ricercatori e professionisti provenienti da tutto il mondo per condividere le più recenti innovazioni in ambito nefrologico, il progetto della nefrologia maceratese, rappresentata dal direttore Franco Sopranzi e dai dirigenti medici Mattia Berrettoni e Nicolò Natali, è stato selezionato per una comunicazione orale perché valutato di elevato valore scientifico.

Mattia Berrettoni e Nicolò Natali
La ricerca ha coinvolto pazienti in trattamento dialitico cronico e si è focalizzata sullo studio dell’emodialisi isonatrica (senza variazione del sale), una strategia innovativa che consente di personalizzare in modo più preciso la gestione del sodio durante la seduta dialitica.
I dati hanno evidenziato come tale approccio riduca il senso della sete, limiti l’accumulo di liquidi tra una dialisi e l’altra e migliori il controllo della pressione arteriosa, con possibili benefici anche sul rischio cardiovascolare.
«Elemento innovativo e di particolare rilievo è stato l’utilizzo dell’holter pressorio delle 24 ore – dicono dall’Ast -, reso possibile dalla presenza dell’ambulatorio ipertensione della stessa unità operativa. Tale metodica, ancora poco applicata alla popolazione dialitica, ha permesso di valutare l’andamento della pressione arteriosa anche al di fuori del centro dialisi e, quindi, nella vita quotidiana».
I risultati dello studio sono stati illustrati dal medico Mattia Berrettoni durante una sessione orale tematica dedicata alle più recenti innovazioni in emodialisi.
«Negli ultimi anni si è parlato spesso di una vera e propria “primavera nefrologica” per descrivere le più importanti ed emergenti evidenze che stanno rivoluzionando il trattamento delle glomerulopatie e la gestione della malattia renale cronica – ha spiegato il medico Franco Sopranzi -. Tuttavia è fondamentale che la ricerca continui a svilupparsi anche in ambito dialitico. Migliaia di pazienti dipendono quotidianamente da tale terapia e il nostro obiettivo è renderla sempre più efficace, personalizzata e capace di migliorare non soltanto la sopravvivenza, ma anche la qualità della vita.
Il progetto di ricerca è stato accolto con particolare interesse dalla comunità scientifica internazionale e questo ci riempie di orgoglio e ci rende ancora più motivati a proseguire il percorso già avviato. Si tratta di un risultato frutto di una stretta e preziosa collaborazione tra il personale medico ed infermieristico».
«Lo studio presentato a Glasgow dal medico Franco Sopranzi e dai suoi collaboratori dimostra come la ricerca clinica possa nascere e svilupparsi anche all’interno di una realtà ospedaliera territoriale e contribuire concretamente all’innovazione delle cure.
La partecipazione al congresso europeo rappresenta un importante riconoscimento per l’attività scientifica della nefrologia e dialisi dell’ospedale di Macerata, confermando l’impegno della struttura nel coniugare assistenza, ricerca e innovazione al servizio dei pazienti» ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini.