Dante Ferretti torna a pungere Macerata:
«Ci sono nato, nessuno è perfetto»
CINEMA - Fanno discutere le parole dello scenografo premio Oscar dopo la presentazione della mostra dedicata a Pasolini a Gradara. Una battuta che riporta alla mente le polemiche dello scorso autunno per l'inaugurazione di largo Beligatti e la mancata realizzazione del museo in città

Dante Ferretti durante la conferenza in Regione di mercoledì
di Alessandro Vallese
«Io sono nato a Macerata, purtroppo nessuno è perfetto». Basta una battuta, pronunciata con il suo consueto sarcasmo, per riaccendere il rapporto mai del tutto sereno tra Dante Ferretti e la città che gli ha dato i natali. Lo scenografo maceratese, tre volte premio Oscar, è tornato a parlare della sua terra al termine della conferenza stampa di presentazione della mostra “Dante Ferretti – Bella imperfetta, io e Pasolini”, in programma a Gradara dal 3 agosto al 13 settembre (leggi qui).

Dante Ferretti, tre volte premio Oscar
Parlando dell’inizio della sua carriera e dell’incontro con Pier Paolo Pasolini, Ferretti ha ripercorso i suoi primi passi nel mondo del cinema. «Il mio rapporto con Pasolini è cominciato che avevo addirittura 18 anni. Io sono nato a Macerata, purtroppo nessuno è perfetto, e ho convinto mio padre a mandarmi a Roma perché volevo fare il cinema». Una frase che non è passata inosservata e che torna dopo le polemiche seguite all’inaugurazione del rinnovato largo Beligatti dello scorso ottobre (leggi qui), dove sono state collocate le sculture ideate dallo stesso Ferretti. Lo scenografo, infatti, non era stato invitato alla cerimonia ufficiale e aveva affidato a Cronache Maceratesi tutta la sua amarezza. «In tanti anni non mi era mai capitata una cosa del genere – aveva dichiarato –. Mi addolora che sia successo proprio a Macerata, la mia città, la città dove sono nato e cresciuto. Mi piace tanto tornarci, l’abbiamo raccontato nella mia autobiografia quanto siano importanti per me i vicoli e le atmosfere di Macerata. Non mi aspettavo di essere trattato così, forse do fastidio a qualcuno, ma davvero non riesco a capire perché».

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A quella che aveva definito una mancanza istituzionale si aggiungevano anche critiche all’allestimento. «Tra i tanti registi con cui ho lavorato, sul pannello hanno scritto dell’unico con cui non ho mai lavorato, Bernardo Bertolucci. Inoltre questo allestimento è bello per specchiarsi, ma non certo per vedere le opere all’interno». Le parole pronunciate a Gradara sembrano dunque confermare che quello strappo non si sia ancora ricucito.
Del resto, Ferretti non ha perso l’abitudine alle battute taglienti nemmeno parlando dei suoi nuovi progetti. Lo scenografo sarà infatti direttore artistico e padrino di Ancona Capitale italiana della Cultura 2028, dove curerà il nuovo Museo della civiltà del mare Adriatico. Alla domanda su quale fosse la sua prima idea per il museo, ha risposto con l’ironia che lo contraddistingue: «Un’idea che ho per il museo? I soldi che mi aspetto che mi daranno».
Una battuta che arriva mentre ad Ancona prende forma un nuovo progetto culturale affidato proprio al tre volte premio Oscar. Un destino diverso da quello immaginato anni fa per Macerata, dove si era parlato della possibilità di realizzare uno spazio museale dedicato alla sua carriera e alle sue opere. Un’ipotesi che non si è mai concretizzata e che, alla luce delle tensioni emerse negli ultimi mesi tra Ferretti e la sua città, appare oggi ancora più lontana.
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Ode all’assenza del Bene
Non c’è nessun bene, soprattutto a Macerata.
La frase cade come una pietra nel pozzo
e non produce eco, solo il tonfo sordo
dell’acqua nera che si richiude.
Qui le colline sono belle di una bellezza
che non salva. La torre, i mattoni
antichi, il vento che porta odore di stalla
e di incenso spento: tutto è perfetto
perché sia visibile l’assenza.
Il Bene non abita i palazzi né le piazze,
non si siede ai tavoli dei bar all’ora dell’aperitivo,
non scende con la pioggia sulle strade lucide
di novembre.
È altrove, infinitamente altrove,
e proprio per questo la sua mancanza
ha qui un peso esatto, insopportabile.
O Macerata, città crocifissa senza croce,
tu sei il luogo dove il male non è neppure tragico:
è piccolo, ostinato, quotidiano,
come la muffa che sale sui muri bassi,
come la parola gentile che non arriva mai
fino in fondo all’occhio dell’altro.
Chi abita qui impara, senza volerlo,
la virtù suprema: l’attenzione al vuoto.
Sedersi alla finestra, guardare il corso
dove nessuno cammina veramente,
e sentire che ogni cosa grida
ciò che non è.
Il Bene è ciò che non c’è.
E proprio perché non c’è,
può essere amato senza idolatria.
Qui, soprattutto qui,
dove anche la speranza sarebbe
una forma di menzogna,
l’anima è costretta a spogliarsi
fino alla nudità atroce
della pura attesa.
Non consolare, o Dio che non consoli.
Non riempire, o Dio che sei Assente.
Lascia che Macerata sia il luogo
dove il mondo intero si rivela
per quello che è:
una tavola apparecchiata
per un ospite che non verrà mai.
E tuttavia – proprio qui,
nel cuore della privazione più grigia –
qualcosa veglia.
Qualcosa che non è di qui.
Un’attenzione più acuta della luce,
una compassione più fredda della neve,
un amore che non ha bisogno
di esistere per amare.
Non c’è nessun bene, soprattutto a Macerata.
Sia benedetta questa parola
che toglie ogni illusione
e lascia l’anima nuda
davanti all’Invisibile.
se le frasi dette da Ferretti sono vere forse non si è accorto di aver insultato tutti i Maceratesi nativi ivi compreso io.
Se i Maceratesi non si sentono offesi, io si!
Volevo ricordare che nessuno è comunque perfetto in qualunque posto sia nato a meno che, sentendosi Padre Eterno, allora puo’ essere perfetto in qualsiasi luogo il caso lo abbia fatto nascere.
Ricordo a Ferretti che la città non ha mai idolatrato i propri uomini e donne illustri se non dopo morti.
l’unica eccezione è VALERIANO TRUBBIANI al quale Macerata non ha riconosciuto nulla neppure da morto: Nè un vicolo nè una via della città nè qualche cosa che lo possa ricordare almeno nella sua amatissima e come soleva lui chiamare “la piccola Villapotenza” .
Ricordo inoltre che a Jimmy Fontana è stata intitolata la galleria del palazzo degli studi dopo molti anni dalla sua morte.
Tutti i Maceratesi amano il Maceratese che si fa onore fuori quindi Ferretti si deve sentire amato dai Maceratesi e per quanto riguarda chi purtroppo deve evidenziare questo amore è la politica che ha i suoi tempi che a Macerata sono biblici anche se il rispetto non puo’ mancare per chi porta “con orgoglio” il nome di Macerata in giro per il mondo.
Per il sig. Ferraccio. Trubbiani è scomparso nel 2020, non sono quindi trascorsi i 10 anni che occorrono per legge per potergli intitolare una strada, una piazza, eccetera.
per il Dott. Iacobini: ci sono delle possibilità di saltare il limite minimo temporale di anni 10 quando il personaggio è realmente importante per la comunità.
Va be’ ma anche meno. A un certo punto il silenzio è dignitoso, le frecciatine sanno di rosicata.
Esiste il dialogo, vuole realizzare qualcosa in città? Lo dica e collabori, chiudendo un occhio su dissapori antichi che non servono a nessuno. Non vuole farlo? La vita gli ha dato tanto, un buon silenzio a questo punto ha più senso di inutili bisticci…
Per il sig. Ferraccio. Ha ragione, ci sono esempi più o meno recenti in vari campi.
– Sandro Pertini: Vie e piazze intitolate in tutta Italia subito dopo la morte (1990) per l’immenso affetto popolare.
– Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: L’aeroporto di Palermo e centinaia di strade dedicati a pochi mesi dalle stragi del 1992.
– Diego Maradona: Lo stadio di Napoli rinominato ufficialmente in pochi giorni nel 2020.
– Silvio Berlusconi: L’aeroporto di Malpensa intitolato nel 2024, a poco più di un anno dalla scomparsa.
Non siete riusciti a scrivergli bene neanche il titolo della mostra, che è “Bellezza imperfetta. Io e Pasolini” e non quel “Bella e imperfetta. Io e Pasolini” che leggo in questo momento nell’articolo.
…bè, anch’io, Massimo, sono nato a Civitanova (e per fortuna quella di una volta…), e ci vivo ancora oggi…valla un po’ tu a pescare l’imperfezione!!! Dai, su, Massimo, tu sei molto intelligente, forza, non è poi così difficile… gv
“Bellezza imperfetta, Io e Pasolini” è anche il titolo di un libro di Dante Ferretti:
https://www.artribune.com/editoria/libri/2025/02/bellezza-imperfetta-dante-ferretti-pier-paolo-pasolini/
Magari potreste anche leggerlo, tra una manifestazione di bellezza perfetta maceratese ed un’altra.
Tu, Giuseppe, stai buono che io ora vado a nanna.
…perfettamente d’accordo, Massimo, anche perché ‘so’ stracco e ci vadi pure io’…gv
Ma Dante Ferretti cosa vuole esattamente da Macerata ?? Non capisco questi attacchi senza senso !!!
Provate a proporgli il ruolo di Capo di Gabinetto maceratese DOC, magari si rabbonisce.
Scherzo eh
Cosa vuole Ferretti da Macerata ??? —Bartolò l’ha capito pure Romagnoli cavolo.. eddaje…sveja sa Marmotta..
c’e’ qualcuno che senza probabilmente conoscere i fatti e la storia ha premuto sul commento negativo o ha espresso il proprio commento a vanvera.