«Celebriamo le gesta di Murat nel 1815
ma in quei luoghi potrebbe sorgere
la nuova discarica provinciale»

POLLENZA - Il comitato No discarica Cantagallo evidenzia la contraddizione tra i festeggiamenti per la rievocazione storica in corso in questi giorni e il fatto che l'area sia tra quelle in lizza per l'impianto: «Che senso ha allora ricordare se si vuole coprire tutto con tonnellate di rifiuti?»

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La zona di Cantagallo

Mentre proprio in questo fine settimana Tolentino rievoca le battaglie del 1815 e le gesta di Gioacchino Murat, gli stessi luoghi potrebbero ospitare una discarica. A segnalarlo è il comitato No discarica Cantagallo, che evidenzia come i terreni a cavallo tra i territori comunali di Tolentino e Pollenza siano tra i siti in graduatoria per la scelta del nuovo impianto regionale.

Una coincidenza che il comitato definisce senza mezzi termini «una follia. Da una parte si organizzano celebrazioni solenni, cortei storici, rievocazioni internazionali e commemorazioni per ricordare il sacrificio di centinaia di uomini morti combattendo per un’idea di indipendenza nazionale, dall’altra, quasi contemporaneamente, si annuncia che proprio quelle stesse colline potrebbero trasformarsi nell’ennesima area destinata ai rifiuti provinciali. Il contrasto è talmente evidente da sembrare una provocazione».

Nel maggio del 1815, sulle alture di Cantagallo, tra Pollenza e Tolentino, si consumò uno dei momenti decisivi della campagna di Gioacchino Murat contro gli austriaci. Fu lì che il re di Napoli tentò l’ultima grande offensiva per sostenere l’idea di un’Italia libera e indipendente, ispirata dal celebre Proclama di Rimini. Quelle colline furono il luogo in cui centinaia di uomini persero la vita inseguendo un ideale che avrebbe poi alimentato il Risorgimento italiano. Dopo lo scontro, costato circa 1300 vittime, gli abitanti del contado raccolsero i resti dei caduti, custodendone le ceneri nel cinerario di Cantagallo, ancora oggi segnato da una grande croce lignea e dalla vicina chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, eretta proprio in memoria di quei soldati. «Un luogo che per molti rappresenta non soltanto una testimonianza storica, ma anche un simbolo identitario e morale del territorio – rimarca il comitato – ed è proprio qui che potrebbe sorgere la nuova discarica. Il sito individuato si troverebbe a pochissima distanza dal Castello della Rancia, cuore della rievocazione storica, e nell’area che vide la fase più cruenta della battaglia. Una scelta che appare incomprensibile non solo dal punto di vista storico e culturale, ma anche umano e territoriale. Le popolazioni della zona convivono già da anni con i disagi ambientali e i miasmi provenienti dagli impianti del Cosmari. Pensare di aggiungere un nuovo impianto impattante nello stesso territorio viene percepito come un accanimento verso una comunità che ha già pagato abbastanza».

E allora a No discarica Cantagallo viene spontanea una domanda. «Che senso ha celebrare la memoria storica, parlare di rispetto per il passato, organizzare manifestazioni commemorative e poi, contemporaneamente, valutare di coprire quei luoghi con tonnellate di rifiuti? Che valore diamo davvero alla nostra storia, se siamo disposti a sacrificarla davanti all’ennesima scelta calata dall’alto? Il rischio non è soltanto ambientale. È culturale. È morale. Perché qui non si discute semplicemente della collocazione di una discarica, ma del modo in cui una comunità decide di trattare la propria memoria collettiva. Due secoli dopo la battaglia di Murat, Pollenza si ritrova ancora una volta a dover combattere. Stavolta non contro un esercito straniero, ma contro il rischio che la memoria storica venga sepolta sotto una montagna di rifiuti».

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