
Filippo Ciccarelli a Barcellona
Filippo Ciccarelli vive a Barcellona da cinque anni, ma è maceratese doc. Dopo che il sindaco e candidato del centrodestra alle prossime elezioni Sandro Parcaroli ha annunciato di avere nella sua visione una Macerata che, entro il 2031, si configuri come una “smart city” sul modello di città come Singapore, Amsterdam e, appunto, Barcellona, Ciccarelli ha voluto marcare le differenze tra la città in cui vive e quella in cui è cresciuto.
«Buongiorno sindaco. Non conosco Amsterdam, ma vivo a Barcellona da oltre cinque anni ormai. Le do qualche numero. A Barcellona ci sono 8mila biciclette disponibili per il noleggio, che coprono tutta la città. Oltre 550 stazioni. Sono sia elettriche che “classiche”. A Macerata abbiamo tre stazioni, senza nessuna bici, da anni. Barcellona ha completamente pedonalizzato alcune arterie del centro (come Carrer Consell de Cent, Carrer de Girona, Carrer Rocafort e altre), interamente ricoperte di alberi ora. Le auto dei garagisti possono ovviamente entrare, così come il carico-scarico. Il fatturato per i commercianti è sensibilmente aumentato, insieme alla qualità della vita dei residenti. Noi gli alberi li estirpiamo e, nonostante Macerata sia diventata città della Silicon Valley e durante il suo mandato si è sconfitta Amazon, ci sono ancora un po’ di vetrine sfitte in centro».

Postazione Bicing nell’emblematica Rambla Catalunya
«A Barcellona non cancellano Pez, uno dei più famosi writer europei – aggiunge Ciccarelli – a Barcellona se vuoi pagare parcheggio, prendere a noleggio una moto, una bici o altro, pagare il permesso residenti o una multa puoi farlo tutto da una app che si chiama Smou. La nostra app dell’Apm non è usabile se non si ha una sim italiana e molte volte gli stranieri (soprattutto targhe olandesi e tedesche) che vanno al ParkSì non capiscono come usare la macchinetta, che tra l’altro funziona solo con contanti (mai la carta)».

Uno screenshot della app Smou
«A livello culturale non vengono Porro e Cruciani, ma la città è governata da un sindaco del Partito Socialista. I vostri alleati (della Lega) di Vox, nonostante i discorsi di odio e razzismo, hanno due soli rappresentanti. I cittadini sono coinvolti, a Les Corts, il 30% del bilancio è stato partecipativo. Cioè hanno votato i residenti del quartiere su come impiegare le risorse economiche (per esempio la seconda biblioteca è stata progettata e realizzata così)».

Giardino e giochi urbani in Carrer de Rocafort, pedonalizzata al 100%
Ciccarelli torna poi a parlare di viabilità. «Molta parte di Barcellona è a zona 30, ci sono intorno ai 300 chilometri di piste ciclabili e dove non c’è spazio per realizzarle condividono lo spazio con le auto. In orario lavorativo è attiva la Zbe (Zona a bassa emissione), dove possono circolare senza restrizioni veicoli elettrici, alimentati a idrogeno, a metano, ibridi. Possono anche circolare veicoli benzina Euro 3 (immatricolati da gennaio 2001) in poi e a diesel dall’Euro 4 in poi. A livello di tecnologie, la digitalizzazione consente di realizzare la stragrande maggioranza delle pratiche online.
Oltre alla già citata Smou, chi vuole avvantaggiarsi delle 12 linee tra metro e tram, degli autobus che coprono in maniera capillare tutta la città, può scaricarsi l’app della Tmb, che è l’azienda di trasporti locale. Ovviamente orari aggiornati in tempo reale, eventuali disservizi o chiusure programmate sono consultabili in un clic.

Carrer Consell de Cent, dove possono passare carico-scarico, taxi e residenti. Sono state tolte le due corsie, cambiata la pavimentazione, piantumata tutta la via
Al di là delle evidenti differenze di bilancio, c’è una differenza culturale enorme secondo il maceratese in Catalogna. «Barcellona da anni si è domandata come il cambiamento climatico che purtroppo anche qui picchia fortissimo. Con 5 milioni di euro hanno riconvertito 11 scuole, una per ogni distretto, in spazi di “rifugio climatico”. Il rifugio climatico è il posto pubblico (scuola, biblioteca, centro civico, mercato comunale coperto, complessi sportivi pubblici, etc) dove potersi riparare se fuori ci sono 40 gradi oppure se c’è un’ondata di freddo in inverno. Ce ne sono oltre 450 in tutta la città. Noi con poco meno ci abbiamo fatto un marciapiede per la corta di Villa Potenza. Ma la città si è anche chiesta come far convivere centinaia di migliaia di turisti che sbarcano ogni giorno da aerei, treni e navi da crociera. E ha preso una direzione molto scomoda, elettoralmente: dal 2028 nessuna casa potrà più avere la licenza turistica, cioè quella che consente di affittare sulle piattaforme online tipo Booking o Airbnb a turisti. Questo perché in tutta la città e in generale in Spagna c’è un enorme problema legato alla residenzialità, disponibilità di case in affitto e in vendita.
Con questa manovra decisa dalla giunta vengono reimmessi sul mercato degli affitti oltre 10.500 case ed appartamenti. Si tratta di una goccia nel mare, che fa arrabbiare i proprietari e le aziende che lavorano sul turismo e certamente non è sufficiente per aiutare chi a Barcellona invece vuole viverci, oppure i residenti storici, obbligati sempre più a spostarsi fuori. Ma, ecco, è affrontare un problema senza paura di scontentare un potentato forte. Dal 2018 si raggiungeranno così 42mila unità abitative tolte alla speculazione turistica».

Giardino al centro di Carrer de Consell de Cent con zona centrale esclusiva per i pedoni
Ma Ciccarelli si rende conto che paragonare una grande città come Barcellona con Macerata sia un po’ ingiusto. Anche perché Macerata, per abitanti, potrebbe valere giusto un quartiere della città.
«Provo a confrontarmi con il quartiere de Les Corts. È il mio quartiere e, a parte per lo stadio, non è particolarmente turistico. Ha 46mila abitanti. Qui ha sede l’istituto dove tutte le app della smart city vengono programmate e testate, ci sono due biblioteche e quattro isole ecologiche (i “punt verts”). Non c’è la raccolta dei rifiuti porta a porta, ma ogni lunedì si possono lasciare rifiuti ingombranti/elettrodomestici fuori di casa perché passano a raccoglierli (letti, mobili, frigoriferi). Ci sono 4 centri civici (li chiamo così e non sociali per non farle venire un coccolone), che fanno le attività più disparate: corsi di fotografia, di giardinaggio, informatica per adulti, corsi di lingua, film, approfondimenti culturali di ogni tipo. Tutti in capo al Comune».
In sintesi: Pedonalizzazione, nuovo verde pubblico, spazi recuperati, mobilità sostenibile, cultura incoraggiata, partecipazione attiva, internet, raccolta di rifiuti ingombranti una volta a settimana e varie isole ecologiche disseminate in tutto il quartiere, che è grande come Macerata. «La “smart city” a me pare vada in direzione opposta rispetto all’ennesimo parcheggio (Rampa Zara), al disboscamento di Fontescodella, dei giardini, alla mano di grigio sui murales della terrazza dei Popoli – finisce Ciccarelli – perfino quando si tolgono posti auto o transito c’è una logica, perché viene incentivato commercio e residenzialità. Un po’ diverso rispetto a quando si levano almeno 10 stalli per il parcheggio in largo Beligatti, vicino teoricamente all’uscita dell’ascensore di via Mozzi, se gli ascensori non decidessero però di funzionare a piacere. Mi rendo perfettamente conto che Barcellona è una città per lo più pianeggiante ed in effetti sono rimasto un po’ sorpreso dal paragone del sindaco, ma in realtà ha quartieri che sono molto più scoscesi di Macerata. In molti di questi ci sono scale mobili che aiutano a salire e scendere, colmando il dislivello. E in tutti questi (Vallvidrera, Montjüic, La Salut, El Carmel, lo stesso emblematico Park Güell è tra i punti più alti di Barcellona) sono presenti gli stessi servizi che nel resto della città».
«Ho una visione per Macerata: nel 2031 una vera “smart city” come Amsterdam e Barcellona»
X ora la migliore campagna elettorale della sinistra
Grazie Filippo, mia figlia vive ad Amsterdam....ancora ride da quando ha letto le dichiarazioni di incompetenza.
Marco Moretti A Barcellona c è stata la cementificazione del piano casa e minitematica avvenuta qui da noi nel ventennio di centrosinistra?
Articolo scritto decisamente bene, dettagliato quanto basta e con una sottile ironia che allevia il confronto, dando una sorta di speranza anche alla Città di Maria. Penso che, come è successo altre volte, chi può fare tesoro di quanto riportato potrà essere Citanò che è più paragonabile a Barcellona (anche come logistica) e che può sperare di avere, prossimamente, una Giunta di Centro Sinistra.
Filippo Ciccarelli ... Qualcosa né sa
Pietro Giulianelli sci, mò più de lu sindacu??
Mauricio Pasquali e dajeee tu
Pallotto Giuseppe certo che sci..
È scemmo. Confrontare Barcellona con Macerata (o viceversa)?
La visione allucinata di Parcaroli, con una città in cui l'ambiente è gestito da dilettanti allo sbaraglio, parchi cementificati , alberi sani tagliati, centro storico in balia delle auto e ciclopedonale senza ciclopedonale (caso unico in Italia) . Dovrebbe cambiare dieta.
Le Marche non le cambio con nessuna, non è tutto oro quello che luccica! A chi non piace può rimanere o andare in Spagna o altre!
Cose a caso. Le mele con le pere
A parte tutto , ma per quanto riguarda la presenza di tutori dell'ordine qualche indicazione? Potrebbe essere utile
Ad Amsterdam hanno investito più di 100 mila euro per mettere scalette sui canali per consentire, agli animali che dovessero cadere, di uscirne. A gennaio ho mandato una PEC per chiedere il posizionamento di un dosso artificiale nei pressi di una colonia felina (non c'è solo la colonia, ma anche una parrocchia dove si fanno varie attività e le auto passano a missile). Sto ancora aspettando una risposta.
Si sogna Barcellona ed Amsterdam, quando in periferia c'è Calcutta
Il paragone con Barcellona e Amsterdam può andar bene a chi, nella propria vita non è andato più in là di Gabicce, Colfiorito o San Benedetto.
A la amable atención del Alcade de Macerata. Señor Porcaroli. Confronto impietoso tra Macerata e una qualunque cittadina della Spagna. Civico A Macerata attraversare sulle strisce è un gioco di fiducia estrema. In Spagna le auto si fermano: da noi sembrerebbe una forma avanzata di magia. Sportivo A Macerata si celebrano imprese atletiche come trovare parcheggio vicino al centro. In Spagna pure la squadra del quartiere ha più entusiasmo di una campagna elettorale. Ludico A Macerata dopo le 22 il centro storico sembra il set di un documentario sulle civiltà scomparse. In Spagna a quellora stanno ancora scegliendo dove iniziare la serata. Sociale Urbanistico A Macerata una buca stradale viene lasciata maturare finché non sviluppa personalità propria. In Spagna la riparano prima che apra un profilo social. Mentalità A Macerata ogni idea nuova viene accolta con: Mah. Che da queste parti significa no, mai, e possibilmente neanche parlarne. In Spagna la provano subito e al massimo sbagliano divertendosi. Clima umano A Macerata si riesce a creare tensione perfino durante una sagra. In Spagna trasformano una fila in un momento comunitario. Sintesi finale Macerata è la prova vivente che si può avere qualità della vita e sembrare comunque infelici. La Spagna invece dimostra che con meno drammi e più piazza si campa meglio.
Si e quindi?....
Macerata come Barcellona e Villa Potenza come Rimini
Emiliano Filippetti Se riuscissimo a far arrivare il mare a Powerville, non sarebbe male.
Certo certo il Clima e le pendenze di Macerata uguale uguale a Barcellona per non parlare della densità abitativa
Bravo....un applauso fino a spellarsi le mani per questi 4 cantonari, che non buttano ne la testa ne un occhio fuori dal loro orto. Ottimo report e dichiarazione da chi per anni ha scelto una strada verso la modernità anziché la provincialità.
Andrea Feliziani ... si, però non puoi paragonare Barcellona, o anche i dintorni di Barcellona, con Macerata che a momenti non sta neanche sulla cartina geografica ....
Bravo rimani a Barcellona
Elisabetta Torresi penso proprio che ci rimane senza il suo consiglio,da quello che ha scritto lo capisco
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Grazie noto utile, il suo è un bell’esempio programma elettorale per la città
Ho l’impressione che qualsiasi critica alla sparata visionaria di Parcaroli venga subito etichettata come ‘di sinistra’, invece di essere letta per ciò che è: un tentativo di far capire con chi si ha a che fare….
— Le CITTÀ PIÙ CIVILI E RINOMATE d’ EUROPA, ampliano: i viali alberati, i parchi e i giardini pubblici.!!!!
A Macerata:
— Tagliati 50 grandi alberi, estirpati 60 grandi olivi, per il sottopasso ferroviario di Collevario, dal costo scandaloso.!!!
— Era sufficiente realizzare la strada v.Mattei– la Pieve (meno di 1 km.) e tutto era risolto, dopo 5 anni.!!!
— L’ enorme antenna “telefonia”, proprio in mezzo al parco panoramico di Collevario: IMPATTO SQUALLIDO E DISGUSTOSO.!!!!!!
— Il parco della A.S.L. di S. Croce v.Indipendenza, ROVINATO e DEVASTATO da una ORRENDA e DISGUSTOSA COLATA di CEMENTO, il parcheggio per gli utenti del poliambulatorio A.S.L. viene limitato e i percorsi ciclo pedonali sono in parte impediti.!!!!!!
— Taglio di grandi e utili alberi al parco di Montalbano per sistemare i giochi dei piccoli,
con tutto lo spazio disponibile.!!!
Che pugno sugli occhi per le famiglie che portano i figli a camminare per il parco.!!!!
–Taglio di alberi a Fontescodella.!!
Carissimo Filippo,
con ogni probabilità adesso l’assessore tuttofare e tuttodire ti rimbeccherà precisando che “quelli di prima” non hanno fatto niente per anni mentre loro si sono prodigati tra piscine (impostate dal “nemico”), un sottopasso ferroviario scambiato per il traforo del monte Bianco (tale e tanta ne è stata l’enfasi), alcuni marciapiedi, un po’ di “sano cemento” ai Giardini e per nuove palazzine, una un po’ “meno sana deforestazione” e – attenzione attenzione – rifacimento di alcuni pavè e asfalti, sopreattutto nella metà di mura frequentata dai melomani (con fondi mille volte superiori a tutti quelli degli anni precedenti).
Non so se accetterà gli ottimi spunti che offri, temo di no. Peccato.
Quando torni la prossima volta, però, vediamoci noi due per un caffè che così mi spieghi meglio come funziona la tua nuova città d’elezione. Non sono candidato, è che non perdo mai il gusto e il piacere di conoscere cose nuove. Tu mi capisci, abbiamo lo stesso nome…