
Il Consiglio comunale di oggi pomeriggio
di Luca Patrassi (Foto di Fabio Falcioni)
Il Consiglio comunale ha votato oggi pomeriggio l’istituzione della commissione di indagine sulla questione dell’asta del mattatoio. Voto all’unanimità dopo che la maggioranza aveva chiesto di partire dal 1992, da quando cioè la struttura è stata costruita eppoi affidata al Cemaco per la gestione.

Ventidue i consiglieri presenti, 22 i voti favorevoli. «Negli ultimi anni non è mai stata fatta richiesta di una commissione di indagine per l’attività amministrativa. Già questo è indicativo della gravità di quanto accaduto»: parte così l’intervento del consigliere comunale del Pd Andrea Perticarari sulla vicenda dell’asta per il mattatoio.

Andrea Perticarari
Perticarari prosegue con la cronistoria della questione sottolineando la delibera di Consiglio per partecipare all’asta e i vari passaggi successivi fino alla mancata partecipazione da parte dell’ente. «Il Comune – ha concluso l’esponente Dem – aveva tutte le carte in regola per partecipare ma tutto questo non è accaduto, vogliamo sapere perchè».

Andrea Marchiori
L’assessore Andrea Marchiori: «Come amministrazione non diamo una indicazione di voto, non critichiamo la proposta avanzata dalle opposizioni. Nessuno può discutere sulla trasparenza dell’amministrazione e del sindaco Parcaroli, nessuno può mettere in discussione la lealtà del primo cittadino. La trasparenza non è solo un dovere giuridico ma è anche un dovere morale. Due curiosità. Il presentatore ha esposto la questione con una infinita dovizia di particolari ma gli atti parlano più delle parole. C’è una prova provata della lealtà dell’amministrazione e del sindaco e sono le date. Prima della richiesta della commissione, la giunta si era già attivata per fare tutto il possibile per partecipare all’asta, l’indirizzo dato dal Consiglio è stato rispettato. Perticarari dimentica che era accaduta una cosa simile con il sindaco Carancini per la vicenda delle piscine e in quel caso l’allora maggioranza di centrosinistra aveva respinto la richiesta di commissione di indagine. Noi siamo per la trasparenza, all’epoca la commissione non fu autorizzata. Mentre c’è un’asta in corso ci sarà una commissione che indagherà sul perchè il Comune non ha partecipato all’asta, lo dico per curiosità. Questa situazione è lo specchio della politica maceratese, da una parte c’è una politica orientata al bene della città che anche di fronte a un attacco politico risponde con trasparenza e non con la logica dei numeri».

Narciso Ricotta
La discussione sulla delibera è aperta dal consigliere dem Narciso Ricotta: «La risposta dell’avvocato d’ufficio del sindaco non mi convince, avrei preferito che avesse parlato il sindaco. La seconda asta non è la prima, costa un po’ di più. La questione è di rispetto del Consiglio. La mail di richiesta di partecipazione non andava mandata al delegato alla vendita ma al giudice come ha fatto successivamente l’avvocato del Comune. Se è vero che lei ha avuto un colloquio con chi ha partecipato all’asta, direi che sarebbe stato inopportuno».

Barbara Antolini, Fi: «Per chiarire le circostanze bastava studiare gli atti. Non ci sono i presupposti per una commissione d’inchiesta, non emerge nessun atto illegittimo, nessuna condotta dolosa. Non c’è stato alcun danno per l’Ente, il sindaco ha agito in maniera lineare. L’opposizione ha colto l’occasione per attaccare il sindaco, non per accertare i fatti. Si costruiscono sospetti dove non ci sono. Se la minoranza vuole andare con la commissione di indagine, noi siamo favorevoli perchè il sindaco non ha nulla da nascondere, non c’è nulla da nascondere».

Barbara Antolini
Pierfrancesco Castiglioni, Fdi: « C’è un sindaco che ha affrontato la questione del mattatoio e del mercato ortofrutticolo: il sindaco si muove e ottiene ma viene criticato. Non si può puntare il dito su alcune cose ma non sul resto: i fatti ci interessano tutti, la commissione di inchiesta serve solo per la campagna elettorale. Siamo sicuri di aver agito bene».

Pierfrancesco Castiglioni
Aldo Alessandrini, Lega: «Ho chiesto gli atti per difendere il sindaco. Se la minoranza avesse chiesto i documenti, si sarebbe resa conto che non c’è nulla su cui indagare. Non abbiamo nulla da temere, si indaghi fin dall’inizio della storia del mattatoio».

Il sindaco Sandro Parcaroli
Prende il microfono il sindaco Sandro Parcaroli: «Il sindaco è fatto così, lavora per risolvere i problemi. Voi volete fare la commissione? Bene, fatela. Io in queste settimane sono andato al mattatoio una decina di volte, ho incontrato gli operatori che mi hanno detto che ero il primo amministratore, il primo politico che si faceva vedere in questi anni. Perticarari tu lo sai dove sta il mattatoio? L’imprenditore Ilario Marcolini l’ho incontrato diverse volte per salvare la struttura di macellazione e per farlo ci vogliono i bovini.

Mi dite che c’è una imprenditrice che vuole partecipare? Venga, io non l’ho mai vista o sentita in tutto questo tempo. Ci sono i sindaci che vogliono partecipare all’acquisto e alla gestione? Il sindaco di Appignano ha già detto che scherzava, voglio incontrare i sindaci che hanno dichiarato di voler partecipare. Ho parlato con il primo cittadino di Treia Franco Capponi, Treia i bovini ce li ha, non come Porto Recanati che non ne ha uno ma il sindaco parla lo stesso di mattatoio. Sulla struttura bisogna metterci le mani perchè è stata costruita male, gli impianti sono sovradimensionati e i costi sono alti. Dobbiamo salvare i piccoli imprenditori perchè i grandi imprenditori vanno fuori a costi più bassi. Non è un problema di destra o sinistra, ho solo voluto salvare il mattatoio. Fate la commissione di indagine, io non ho mai fatto cose illecite in vita mia».

Sabrina De Padova
Sabrina De Padova, gruppo misto: «Ribadisco la determinazione con cui ho sempre svolto il mio mandato, esercitando sempre con autonomia il ruolo di controllo e approfondimento, anche all’interno della maggioranza. Sulla vicenda del mattatoio dico di non aver riscontrato irregolarità sostanziali, ma solo alcune superficialità operative, come tempistiche troppo ristrette e un errore formale nell’ indirizzo Pec. Riconosco la buona fede e l’impegno del sindaco, ma sostengo che fare piena luce sia un dovere politico e morale. Una commissione d’inchiesta sia per gli anni della nostra amministrazione che nella precedente, conclude, sarebbe uno strumento di trasparenza, non un attacco. L’amministrazione continuerà ad agire con correttezza e nell’interesse del Comune. »

Alberto Cicarè
Alberto Cicarè, Strada Comune: «Apprezzo l’impegno del sindaco, ha ripetuto tante volte la parola salvare ma ho il timore che sia un accanimento terapeutico. E’ una situazione disastrosa che parte dal ’96. Dobbiamo andare a controllare una vicenda complessa e poco chiara» .

Aldo Alessandrini
Il capogruppo della Lega Aldo Alessandrini propone un emendamento per inserire nel lavoro della commissione di indagine tutta la storia del mattatoio, dalla sua realizzazione alle gestioni passate del Cemaco, dal 1992 ad oggi.Ventidue i consiglieri presenti, 22 voti favorevoli all’emendamento, stesso risultato per la commissione di indagine.
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Io credo che il Sindaco sia in buona fede peró rimane il fatto che una struttura del valore di 3,5 milioni o giú di lí, venga data all’asta per circa un decimo. Il Mattatoio è del Comune da ció che ho letto e per mancanza di bovini la struttura perde denaro e tanto. E teniamolo chiuso allora, lo si attiva quando si accumulano tot numero di capi. Volete un informatico che crei un’app di prenotazione bovini da matare?
Ora ne sono certo la sinistra e’ alla canna del gas !!!!!
Sarà venuto sovradimensionato perché all’epoca Macerata credeva d’essere la Chicago dove tutti portano le mandrie nei film western?
errata corrige. il Mattatoio è gestito dal Cozoma ( consorzio zootecnico maceratese) non só se gestione equivale a proprietà non credo. Ma se il comune forse lo riprende alla nuova asta, ora il proprietario chi è?