Il primo nato in provincia è a Macerata:
benvenuto al piccolo Francesco
2026 - E' venuto al mondo alle 10,07. I genitori Cristina e Fabio, sono di Treia. A Macerata anche l'ultimo nato del 2025, si chiama Davide. Il primo nato al Salesi (alle 2,19) è il piccolo Muyaz

Francesco, il primo bimbo nato all’ospedale di Macerata questa mattina alle 10,07 assieme alla mamma Cristina e al papà Fabio
di Laura Boccanera
Fiocchi azzurri per i primi nati dell’anno nelle Marche, anche se il primo vagito del 2026 in provincia di Macerata si è fatto attendere. Bisogna aspettare la mattinata per accogliere il primo nuovo arrivo: alle 10,07, nel reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Macerata, diretto da Mauro Pelagalli, è nato il piccolo Francesco, primo nato del nuovo anno in provincia.
Un’attesa che si è conclusa con grande emozione per mamma Cristina e papà Fabio, di Treia, che hanno stretto tra le braccia il loro bambino, un bel fagottino di 3.345 grammi, inaugurando così il 2026 sotto il segno della vita.

Diana ultima nata a Civitanova con la mamma e il papà
L’ultimo nato del 2025 invece è a Macerata. Alle 11,22 di ieri Elisabetta, insieme al papà Marco, ha dato alla luce il piccolo Davide, ultimo nato dell’anno appena concluso. Con lui si è chiuso il bilancio delle nascite all’ospedale di Macerata, che nel corso del 2025 ha registrato 1.031 parti complessivi.
All’ospedale di Civitanova, invece, la mattinata del primo gennaio è trascorsa senza nuovi arrivi, nonostante il dato complessivo del 2025 segni un segnale positivo in controtendenza rispetto al calo demografico nazionale, con 40 nascite in più rispetto al 2024.
L’ultima nata dell’anno a Civitanova è stata la piccola Diana, figlia di Rachele Properzi e Armando Coku, originari di Pollenza, venuta al mondo negli ultimi giorni del 2025 e 772esima nascita dell’anno.
Guardando al resto della regione, il primo nato del 2026 è arrivato all’ospedale Salesi di Ancona. Si chiama Muyaz, è un maschietto di 2.690 grammi, nato alle 2,19 da una famiglia di origine bengalese.
«Siamo contenti che in tempo di baby crash ancora superiamo i mille parti e siamo il primo punto nascita ospedaliero, secondo solo al Salesi – ha commentato il primario Mauro Pelagalli – e ancora possiamo annunciare l’ultimo nato del 31 dicembre e il primo di gennaio. Il futuro delle nascite in Italia è un punto di domanda al quale prima o poi dovremo trovare una adeguata risposta».
Soddisfazione arriva anche da Civitanova con la dottoressa Elisabetta Garbati: «Sempre più donne scelgono di partorire all’ospedale di Civitanova – ha detto – Un risultato attribuito alla professionalità dei medici, del personale ostetrico e infermieristico e al supporto della Direzione sanitaria, con la direttrice Daniela Corsi, il direttore generale Alessandro Marini e la responsabile di presidio Nadia Mosca, impegnati nel progetto di crescita del percorso nascita. Il reparto punta sulla continuità assistenziale, seguendo le future mamme dall’inizio della gravidanza al post-parto con lo stesso team coordinato da Tania Paoltroni e Laura Pompini, favorendo un’esperienza più serena e consapevole. Ampio spazio è riservato al parto naturale, con possibilità di parto in acqua, libertà di movimento, utilizzo di ausili e assistenza ostetrica continua. Fondamentale anche la collaborazione con il reparto di Pediatria e Neonatologia diretto dalla dottoressa Enrica Fabrizi. Tra i servizi più apprezzati figura la parto-analgesia, attiva dal 2023 e diretta dal dottor Antonio Conte, che nel 2025 ha registrato un aumento delle prestazioni e un alto livello di soddisfazione delle pazienti».


Forse, come dice Pelagalli, la questione della neonatologia andrebbe seguita con maggiore profondità.
A un politico e anche a Daniela Corsi chiederei come mai il primo punto nascita dopo il Salesi, tale da una ventina d’anni e soprattutto capace della gestione della prematurità (e unico nelle Marche in regola rispetto ai criteri dell’accordo stato-regione) si toglie un’unità operativa complessa di neonatologia per metterla a Civitanova. Cosa significa sta roba nei fatti? Lo spieghino.
Lo scopo è avere due (piccoli) punti nascita di primo livello mentre altrove, si cresce? Perché il “progetto di crescita del punto nascita” non può essere quello di demolire un centro consolidato e competente, o no? Perché, magari sbagliando, vedo in tutto questo grandi proclami ma un futuro di micro realtà, che può portare solo alla crescita di altri territori, che non avevano la competenza che qui c’è.
Forse i giornalisti dovrebbero analizzare meglio questa storia.
Continueranno articoli che enfatizzano scelte discutibili e non chiare?
Intanto non si trovano pediatri, ma per altri centri (meglio gestiti?) sì.
Quanti parti (in più rispetto all’anno precedente) a Fermo?
Una terapia intensiva neonatale, dato che nelle Marche dovrebbero essere due, quello sì, sarebbe un evento da festeggiare per la provincia.
Ma queste politiche, volte a spartire i servizi, qualora anche fosse, porterebbero solo acqua al mulino di chi proporrebbe poi di farla a Pesaro.