Bike sharing senza bici:
le stazioni di sosta utilizzate
come parcheggio per gli scooter
MACERATA - Lo strano utilizzo della struttura in piazza Pizzarello. La mobilità sostenibile resta ancora invisibile nel capoluogo

Le postazioni per il bike sharing a Macerata ancora nel mirino. Questa volta, a evidenziare come l’investimento del progetto Iti – finanziato con fondi europei – non abbia avuto un seguito sono alcuni cittadini che hanno scattato delle foto in piazza Pizzarello per dimostrare come, al posto delle biciclette, lo spazio realizzato per la ricarica delle bici elettriche venga utilizzato come parcheggio per gli scooter.

Quella di piazza Pizzarello è solo una delle cinque stazioni finanziate dall’intervento che includeva il parcheggio scambiatore a Fontescodella e la creazione di una rete di bike sharing. Peccato però che le stazioni inaugurate tempo fa non abbiano ancora le due ruote da noleggiare e nel frattempo c’è chi ha deciso di dare un’altra vita agli spazi di sosta: quella di parcheggio per gli scooter.

Un vuoto che non passa inosservato né ai residenti né alle opposizioni: proprio la scorsa estate, il leader del Movimento 5 Stelle maceratese, Roberto Cherubini, aveva criticato con ironia il progetto «inaugurato nel 2021 ma mai partito» sostenendo che il capoluogo potesse «ricevere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità per le infrastrutture dedicate alla mobilità invisibile».
Soldi pubblici buttati al vento e messaggi sbagliati arrivati ai cittadini . la mobilità sostenibile è un percorso auspicabile anche per Macerata ma in questo caso è lo strumento bike sharing (specie se elettrico ) ad essere inadeguato . se l’amministrazione si fosse guardata un po’ attorno alle esperienze esistenti avrebbe imparato che questi sistemi per funzionare ed essere economicamente sostenibili hanno bisogno di condizioni irrealizzabili a Macerata. Al di là dell’aspetto orografico che certo non aiuta.E’ per questo che presi i soldi per l’investimento poi le bici non sono mai comparse , perché nessuno se ne prende l’onere , nemmeno il comune , sapendo che i costi sarebbero inevitabilmente superiori ai ricavi. Per di più le poche stazioni e le poche postazioni di bici rendono il progetto senza senso anche dal punto di vista della mobilità. Ma questa è la cifra della attuale amministrazione .
Soldi di tutti buttati per iniziative propagandistiche a favore di alcuni. Ma evidentemente la maggioranza dei marchigiani è contenta così. Io abito in un comune molto più interno di Macerata è sostanzialmente in pianura, ma la musica è la stessa: stazione di ricarica sempre vuota. È solo propaganda.
E pensare che voleva fare il sindaco… forse era meglio lasciarglielo fare: peggio di così, difficile!..In ambo i sensi di marcia…
Stanno già preparando la “Prima Coppa Cobram della Città di Maria” per due ruote, per qualunque modello e aperto a tutti anche senza esperienza. Ne parleranno al prossimo consiglio comunale dove verrà anche consegnata una Targa ricordo, a chi ancora da decidere per il gran numero di riunioni che vengono fatte e quasi sempre per elencare le cose su cui necessariamente ci si dovrà lamentare alla prossima assemblea.
‘Inops potentem dum vult imitari perit’, trad.: Quando il debole vuole imitare il potente perisce. In questo caso i potenti sono i privati che gestiscono il bike sharing, il debole è il comune di Macerata.