Revoca del permesso a guidare l’Assm:
bocciato il ricorso di Servili

TOLENTINO - Il tribunale ha dato ragione all'allora Asur, che prima diede l'ok e poi fece retromarcia in autotutela. All'epoca il sindaco aveva sostenuto la posizione del medico nominato alla guida della municipalizzata, che aveva chiesto 50mila euro di risarcimento danni

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Stefano Servili

di Luca Patrassi

I giudici della sezione Lavoro del Tribunale di Macerata hanno respinto il ricorso presentato dal chirurgo Stefano Servili contro la revoca in autotutela da parte dell’Area Vasta 3, all’epoca diretta da Daniela Corsi, dell’autorizzazione a svolgere la funzione di presidente dell’Assm di Tolentino.

Ricorso respinto, bocciata la richiesta di risarcimento danni per 50mila euro, i giudici hanno compensato le spese di lite, quindi la parte del legale è rimasta a carico dell’azienda pubblica.

Servili aveva fatto ricorso al giudici della sezione Lavoro del Tribunale di Macerata per dichiarare, come è scritto nell’atto, «l’illegittimità, ai fini della sua disapplicazione, del provvedimento con cui era stato revocato in autotutela il provvedimento di autorizzazione allo svolgimento di un’attività extra-istituzionale, nonché condannasse l’azienda alla corresponsione in suo favore della somma di 50mila euro a titolo di risarcimento dei danni». L’azienda ha ritenuto di costituirsi in giudizio, per difendere la legittimità del proprio operato ed ha provveduto a dare incarico all’avvocato Gianluca Brizi prevedendo un compenso complessivo di circa 6.700 euro.

L’Ast chiarisce anche il criterio di selezione degli avvocati: ha pubblicato, con determina del 2024, un avviso pubblico finalizzato ad acquisire manifestazioni di interesse all’inserimento in un elenco aperto di avvocati del libero foro, ai fini del conferimento da parte dell’ente di incarichi di rappresentanza e difesa in giudizio, domiciliazione e patrocinio legale. A un paio di anni di distanza dall’avvio del procedimento, il giudizio è stato definito di recente: il Tribunale ha rigettato le domande proposte dal chirurgo Servili e ha compensato integralmente tra le parti le spese di lite.

All’epoca il testacoda dell’Asur (l’autorizzazione seguita dalla revoca in autotutela) aveva provocato la protesta del sindaco Sclavi che, correva l’anno 2022, disse che non si prospettavano profili di incompatibilità per la nomina visto che ad occuparsi delle Terme Santa Lucia (gestite dall’Assm), convenzionate con l’Asur, era stato sempre il vicepresidente Lombardelli. Servili, candidato consigliere regionale nella lista Avanti a sostegno di Matteo Ricci, era stato consigliere personale del sindaco, ma si era dimesso dall’incarico lo scorso febbraio, poco dopo che sua moglie Elena Lucaroni era stata cacciata dalla giunta.

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