Tarlo asiatico a Collevario,
sono 240 le piante da tagliare:
«Per ogni abbattimento, 2 piantumazioni»
MACERATA - Inizialmente erano stati solo quattro gli alberi individuati come malati. L'assessore Paolo Renna: «L'intervento riguarderà quelle potenzialmente attaccabili dall'insetto»

I controlli effettuati a Collevario
di Luca Patrassi
Se prima erano in quattro con il tarlo asiatico, adesso sono in 240 a dover lasciare campo libero in giro per Collevario. Secondo quanto emerso dall’ultima analisi fatta dai tecnici regionali dell’Amap (Agenzia Marche agricoltura e pesca) sono appunto 240 gli alberi da abbattere nel rione.
La presenza del parassita è stata riscontrata in otto piante sparse in diverse vie della zona (da via Verga a Colleverde) e nel corso di un’assemblea pubblica svoltasi a Collevario i tecnici hanno esposto i contenuti dell’iniziativa che si rende necessaria.

L’assessore Paolo Renna
«Si tratta – ha commentato l’assessore al verde urbano Paolo Renna – dell’applicazione di un protocollo che prevede appunto il taglio delle specie di piante attaccabili dal tarlo, quindi tigli e ippocastani tra gli altri, non le piante resinose come abeti e pini, nel raggio di 100 metri dall’albero infetto. L’intervento è competenza dell’Amap, che penserà all’abbattimento degli alberi, alla frantumazione del legno e al traporto in centrali a biomasse. Per ogni albero abbattuto in area pubblica, a spese dell’Amap, ne saranno piantati altri due di varietà autoctone mentre nelle aree private Amap si accolla le spese di abbattimento e trasferimento del legname mettendo però a disposizione del privato convenzioni a prezzi agevolati per l’acquisto di nuove piante».
Anni fa lo stesso problema si era manifestato per alcune piante nel parcheggio dell’Abbadia di Fiastra ma in quel caso il problema era risultato circoscritto per via del fatto che non si trattava di un bosco ma di un’area ben delimitata, un parcheggio appunto.
Allarme tarlo asiatico a Collevario: ha attaccato 4 aceri di monte. Al via il piano salva-alberi
E gli asini continuano a volare liberi nel cielo stellato…
Chissà perché ho in mente Zelig..
Leggiamo bene cosa dice il decreto ministeriale. Le associazioni ambientaliste dove sono?
https://santarcangelo-di-romagna-api.municipiumapp.it/s3/6582/allegati/novit/avvisi/tarlo-asiatico/tarlo-asiatico_decreto-ministeriale-9-11-2007.pdf
Questa volta i commenti sono tutti unanimi nel condannare l’ennesimo scempio dei vandali che si stanno calando in città. Basta!!!! cambiate metodica!. Questi pseudo-esperti dell’amap, dove hanno studiato??? Fabio Pettinari suggerisce dei metodi meno invasivi e meno costosi, sarà quest’ultimo il vero motivo dei tagli?
Scatenare sul tarlo i pistacoppi antagonisti.
Esperti mi dicono che i pistacoppi sono insettivori solo occasionalmente, ma quella di difendere il verde patrio mi sembra la migliore delle occasioni.
Il termine “assessore al verde” andrebbe forse rivisto … di verde in questa giunta non c’è neanche più il colore della Lega
Lungi da me polemica. Forse l’errore è stato fatto, quando si è piantumato con specie a rapido accrescimento. Se ci si fosse orientati principalmente verso il Leccio (Quercus ilex) già presente sul territorio (v. dirimpettaio Istituto Agrario), o l’Albero di Giuda, i danni di questo coleottero, potevano essere più contenuti. Trattare con insetticidi, in centro abitato, desta qualche preoccupazione, quindi si hanno pochi spazi di manovra.
ma che cià un amico boscaiolo?