«Uno ha preso la radio al vigile,
l’altro gli ha buttato il cappello»
CIVITANOVA - Sotto accusa al tribunale di Macerata, per resistenza, padre e figlio. Oggi hanno patteggiato con conversione in pena pecuniaria
Uno aveva gettato a terra la ricetrasmittente di un agente, l’altro gli avrebbe preso il berretto: nei guai padre e figlio, un 64enne e un 32enne, che oggi hanno patteggiato al tribunale di Macerata (con conversione in una pena pecuniaria). I fatti contestati sono avvenuti l’estate scorsa a Civitanova. Il 28 giugno gli agenti della polizia locale, dice l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, erano impegnati in un servizio sul lungomare nord di Civitanova.
Poi per via di una questione legata allo scarico delle merci, sarebbe iniziata una discussione e un agente aveva detto al 64enne, di scrivere una mail al comando per far presente le proprie doglianze, si sarebbe sentito rispondere dall’uomo che se ci fosse andato «buttava giù il comandante». Poi, continua l’accusa, il 64enne avrebbe sottratto all’agente la radio ricetrasmittente che avrebbe lanciato sulla strada e il secondo imputato, il 32enne, avrebbe afferrato il berretto dell’agente buttandolo sul marciapiede.
I vigili a quel punto avrebbero chiesto ai due di dare le loro generalità e uno degli imputati, il 64enne, si sarebbe allontanato e l’altro si sarebbe frapposto davanti agli agenti, avrebbe spinto uno di loro contro il muro dicendo “io ti massacro” per poi allontanarsi pure lui.
Entrambi gli imputati sono finiti sotto accusa per oltraggio (reato estinto con il risarcimento) e resistenza a pubblico ufficiale. Per questo reato i due imputati hanno patteggiato davanti al giudice Domenico Potetti del tribunale di Macerata. La pena è stata convertita in 1.800 euro per il 64enne e in 1.200 euro per il 32enne. Sono assistiti dagli avvocati Giorgio Di Tomassi e Paolo Cammertoni.
(Redazione Cm)