«Il centro per l’autismo può attendere,
ma la foto di propaganda no»

CIVITANOVA - La segretaria del Pd, Lidia Iezzi, attacca l’assessora Barbara Capponi: «Corsi di formazione usati per scopi elettorali e il servizio promesso da anni non esiste ancora»

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Lidia Iezzi segretario Pd

«Il centro per l’autismo può attendere, ma la foto di propaganda no». Lidia Iezzi, segretaria del Pd di Civitanova, commenta la recente iniziativa dell’assessorato ai Servizi sociali che ha organizzato per i dipendenti del Cuore Adriatico un corso di formazione per aiutare gli addetti alla vendita a gestire clienti con comportamenti autistici.

La notizia era stata diffusa dal Comune nei giorni scorsi Iezzi, nel suo intervento, stigmatizza l’uso propagandistico che viene fatto dell’iniziativa, tacendo il fatto che il centro per l’autismo attende da quasi 10 anni una variante, come già il Paolo Ricci, il soggetto che avrebbe dovuto gestire la nuova struttura a Civitanova Alta, ha più volte fatto presente.

Iezzi parla di un’amministrazione «che vive in un altro pianeta» e aggiunge: «Con la solita roboante prosopopea Capponi parla di “progetto innovativo sull’autismo che segna un importante cambio di paradigma nella promozione dell’inclusione e della consapevolezza nella nostra città”. Dichiarazioni fatte da chi vive su un pianeta parallelo rispetto alla realtà perché questi amministratori sono gli stessi che da 6 anni prendono in giro le famiglie che ogni giorno si confrontano con le difficili problematiche dell’autismo, alle quali hanno garantito l’apertura di un centro dedicato. Questa tarantella di promesse fatte sulla pelle delle gente, di chi ha più bisogno, rinnovate ad ogni apparire di elezioni, dura da sei anni. Intanto il progetto non c’è, semplicemente ancora non esiste. Tutto bloccato dalle divisioni politiche interne al centro destra e dall’avversità dell’assessora Capponi al Paolo Ricci guidato da Alfredo Perugini. Sia chiaro – prosegue Iezzi – va bene organizzare incontri formativi che aiutano i commercianti a gestire le esigenze dei clienti con disturbi autistici, ma in mano a Capponi e soci iniziative come queste assumono il sapore della propaganda, proprio perché invece un supporto serio come il centro per l’autismo non è nemmeno all’orizzonte. E lasciamo stare poi il fatto che questi incontri formativi taglino fuori una fetta gigantesca del commercio cittadino, quello delle attività al dettaglio. Ma tra tre mesi si vota e ogni occasione è buona per contattare fette di categoria, stringere mani, farsi una foto e il centro per l’autismo può aspettare».

Autismo, al Cuore Adriatico si fa formazione al personale


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