
Il colonnello Raffaele Ruocco
I carabinieri festeggiano giovedì i 211 anni della fondazione, a Macerata la ricorrenza sarà celebrata in piazza Vittorio Veneto alle 10,30. Sarà la prima volta che il colonnello Raffaele Ruocco, comandante provinciale dell’Arma, festeggerà nella nostra città (è arrivato lo scorso anno).
«È un privilegio poter festeggiare il 211esimo annuale della fondazione dell’Arma al centro di Macerata, in una magnifica piazza recentemente ristrutturata, tra l’altro prossima alla sede del Comando provinciale – dice il colonnello Ruocco -. La piazza è il luogo della comunità, dell’incontro dei cittadini, al servizio dei quali noi carabinieri dobbiamo profondere ogni impegno». Il colonnello Ruocco è a Macerata da circa nove mesi e l’occasione della festa dell’Arma è anche utile per un primo bilancio.
«Mi conforta e credo debba rendere felici anche tutti i maceratesi la straordinaria collaborazione tra le istituzioni della provincia. Inoltre, la sinergia tra le tra le forze di polizia, con il coordinamento attento del prefetto e la guida investigativa del procuratore, consentono di dare puntuale risposta a tutti gli episodi che destano maggior allarme sociale».
Sui militari in servizio in provincia: «Ho il privilegio di avere accanto a me donne e uomini straordinari, dei quali ho avuto modo di apprezzare giornalmente la generosità, il coraggio, la competenza, l’empatia. Si tratta di un gruppo in cui l’esperienza e la maturità dei più anziani ispira e guida la freschezza e l’entusiasmo dei più giovani, che, peraltro, dovranno confrontarsi con sfide più insidiose e ben più complesse. Presenza e comprensione, gentilezza e trasparenza, fermezza e determinazione costituiscono le caratteristiche peculiari del nostro quotidiano impegno, affrontato con fiducia e ottimismo, certi che solo così potremo essere all’altezza delle aspettative dei maceratesi».
Carabinieri che ogni giorno sono impegnati a tutela della sicurezza e a dare risposte a chi è stato vittima di qualche crimine. Secondo il comandante provinciale, nel Maceratese «la criminalità è prevalentemente dedita ai reati connessi con gli stupefacenti e ai cosiddetti reati predatori, spesso conseguenza del disagio sociale e della difficile realtà economica in cui versa, purtroppo, una crescente parte della popolazione. Sia per i furti sia per le truffe in danno di anziani, gli autori sono prevalentemente bande di pendolari. Lo dimostrano, tra l’altro, due eventi degli scorsi mesi: il fermo di due campani a Castelraimondo per una tentata truffa in danno di una anziana e l’arresto, su disposizione della procura di Macerata, di quattro cerignolani per furto di autovetture da parte della Stazione carabinieri di Montecosaro». Il colonello anche recentemente nell’indagine che ha portato a 19 misure cautelari per un ingente giro di spaccio di droga con base a Cingoli, aveva evidenziato il ruolo decisivo che hanno le stazioni dei carabinieri sul territorio. «La Stazione carabinieri è l’emblema della nostra prossimità al cittadino. Dallo straordinario lavoro di questi nostri fondamentali presidi passa una parte significativa dell’efficacia della nostra azione».
In merito a quella indagine: «Ritengo che l’attività investigativa abbia fornito importanti indicazioni sui canali di approvvigionamento dello stupefacente in questa provincia, sulle tempistiche, sulle quantità e sulle modalità di consegna dello stesso. Si tratta di una attività molto remunerativa che purtroppo dà la possibilità a chi la organizza di “sedurre” chiunque con somme di denaro importanti per il trasporto della droga. Il fenomeno della droga, come dimostrano le quotidiane attività condotte, è adeguatamente contrastato dal punto di vista investigativo, ma dal punto di vista sociologico ha sicuramente in sé indici di allarme – continua il colonnello -. La criminalità attua la vendita di piccole dosi che possono essere acquistate da chiunque abbia anche pochi euro in tasca. Inoltre, le nuove tipologie di stupefacente non sono, a differenza del passato, incompatibili con la vita sociale e chi le assume è più difficilmente “individuabile”».
Il comandante provinciale è molto attento anche sul fronte delle truffe. E visto che prevenire sarebbe l’ottimo, si è impegnato per realizzare l’idea di portare nelle case dei Maceratesi qualcosa che li possa aiutare a contrastare le truffe, qualcosa alla portata di tutti, come bere un bicchier d’acqua. L’idea è una collaborazione con la ditta Nerea. Sono state realizzate bottiglie con una speciale etichetta che mette in guardia dalle truffe. «Sono particolarmente orgoglioso dell’iniziativa e ringrazio ancora una volta il presidente di Nerea per la collaborazione – dice il colonnello Ruocco -. L’acqua è un bene di consumo che offre una straordinaria possibilità di diffusione del nostro messaggio. Vogliano incrementare in tutte le fasce della popolazione, e in particolare tra gli anziani, una sana diffidenza».
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Un grazie di cuore alle forze dell'ordine ....... e una riflessione è d'obbligo: grazie ai nostri concittadini regionali che finanziano questa criminalità andando ad acquistare stupefacenti rendendo la nostra regione sempre meno sicura ...... li rimpatriamo in Albania questi nostri corregionali, cosa ne facciamo, visto il loro disinteresse verso la collettività marchigiana ....... Il problema sono sempre gli Italiani che acquistano droghe ...... ma nessuno fa nulla!!!!!!
Antonella Gentile il proibizionismo porta a questo
Sarà, ma a me sembra che ai Giardini il "commercio" sia alquanto stabile, altro che pendolari...
Leggi inadeguate magistratura.....poi vedremo..... carabinieri e polizia per la strada ogni giorno a combattere con un nemico...che azzarda sempre di più...
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C’è differenza tra spaccio e droga?
…e c’è ancora chi da la colpa al ‘proibizionismo’ (chissà dove lo vede, forse nella sua fantasia…) e crede che la droga libera sia arrivare al paradiso degli uomini, che sono liberi di drogarsi (ma di certo più schiavi ancora…) e quindi, poi, magari (secondo loro) non lo fanno più, oppure raggiungono il ‘paradiso’ (quello vero, si, più in fretta), o anche che gli spacciatori muoiano tutti di fame (ridicolo…)! Ma dove vivete, ma aprite gli occhi, guardatevi intorno (se ci riuscite), si drogano ragazzini poco più che dodicenni, oltre a tanti ‘padri’ e ‘nonni’, e forse perché c’è il ‘proibizionismo’, si si, certo, è proprio per quello e gli spacciatori, con la ‘droga libera’ (liberi di uccidersi pensando che sia libertà…), faranno ancora più affari, vendendo droghe più forti, dopo che il popolino si sarà abituato ancor più a drogarsi, per colpa, ovviamente, del proibizionismo!!! gv