Gestore unico per l’acqua,
il 9 maggio l’assemblea dei soci
MACERATA - I tecnici hanno ultimato il lavoro di preparazione degli atti per il servizio idrico. Intanto Rifondazione comunista accusa nuovamente il centrodestra di puntare in realtà all'intervento dei privati

Alessandro Gentilucci, presidente dell’Aato3
di Luca Patrassi
Assemblee Aato3 a ripetizione convocate dal presidente Alessandro Gentilucci. Oggi l’incontro con i sindaci aveva una serie di punti all’ordine del giorno e tra questi l’approvazione del rendiconto 2024 di bilancio che ha avuto il via libera all’unanimità con un avanzo di amministrazione di circa 133mila euro.
Al punto “varie e eventuali” il presidente Gentilucci, in accordo con l’assemblea, ha fissato per il prossimo 9 maggio la nuova assemblea per l’illustrazione degli atti relativi alla costituzione del soggetto unico gestore dell’Aato3. Documentazione che che i tecnici, tramite comunicazione ufficiale, invieranno alle società di gestione nei primi giorni di maggio. Inoltre è stato aumentato il fondo per il voucher Aato3 per i nuclei familiari in difficoltà economica, fondo che passa da 120mila euro a 180mila con un tetto di 30 euro per ogni componente del nucleo, oltre ai voucher Arera. Dunque i tecnici dovrebbero aver ultimato il lavoro preparatorio degli atti che ora dovranno essere approvati dalle società di gestione e dai Consigli comunali degli Enti soci dell’Aato3 per poi arrivare alla formulazione di una proposta per il gestore unico del servizio idrico.
A far polemica arriva comunque Rifondazione comunista che, con una nota a firma di Gianmarco Mereu, osserva: «I fatti avvenuti oggi nel durante dell’assemblea Aato3 sono l’ennesima dimostrazione dei veri interessi della classe dirigente maceratese. Questa classe non è (per) l’acqua, l’avevamo detto nel consiglio comunale di marzo, quando presentammo con Strada Comune la mozione per la gestione pubblica del servizio. È inaccettabile che si procrastini con così tanta nonchalance quando le scadenze sono alle porte e quindi anche la messa all’asta del servizio idrico. Lo stato del processo di transizione nel consorzio idrico è altrettanto precario, insidioso, mal congegnato: l’utilizzo di una società che cede il ramo idrico del privato osimano in affitto crea un precedente non del tutto legittimo che potrebbe far scattare già al 30 giugno la messa al bando del servizio idrico. I ritardi, poi segnalano a nostra detta proprio queste difficoltà legali. Nel compiere un capolavoro da azzeccagarbugli da parte degli uffici tecnici dei vari comuni partecipanti del Aato3. Perciò, ancor più pesanti sono le negligenze di Parcaroli come sindaco e presidente di provincia. Oggi abbiamo avuto dalla sua inadempienza la conferma che tutti i proclami a favore del pubblico di Lega e destre sono depistaggi dal programma di privatizzazione».
Ringrazio a nome del PRC di Macerata dello spazio ricevuto e aggiungo alcune note a margine del nostro comunicato.
Come cittadin3, ci aspettavamo di ricevere in questa seduta avanzamenti concreti nella fusione dei servizi idrici dei vari comuni e invece s’è rimandato al 9 maggio. Ci troveranno ai nostri posti a ricordare che il tempo è scaduto, che le necessità della cittadinanza e soprattutto il loro voto vanno rispettati, accolti, eseguiti con dovizia e chiarezza. Oggi, invece, si è scelto di fare un buco nell’acqua e ritardare questi atti importantissimi per la prosecuzione del processo di transizione verso il consorzio pubblico. Le colpe, purtroppo, ricadono sui tecnici che però sono solo attuatori di quei politici locali che oggi stanno gettando la spugna (o non l’hanno mai presa, ahinoi) a pochi metri dal fotofinish. Se avessimo una classe dirigente popolare, democratica e coscienziosa ora saremmo in un altro stato, ma così non è. Perciò in qualità d’assemblea cittadina di Rifondazione Comunista, abbiamo denunciato questa procrastinazione ed indicato nel sindaci di dx ed affini le colpe di tale grave impedimento alla transizione di tutte le società comunali in SI Marche, come prevedrebbe la legge.
Non soltanto, quindi, il nostro sindaco Parcaroli, ma la classe dirigenziale tutta necessita un rinnovamento totale ed un profondo cambio di passo da queste premesse ed atteggiamenti immobilistici che non devono e non possono portarci alla privatizzazione d’un bene essenziale come l’acqua. Ovviamente i lavoratori e le lavoratrici del settore debbono continuare a compattarsi nella lotta e sostenere il processo di consorzializzazione proprio per evitare che quei privati e speculatori finiscano per licenziare in massa la forza-lavoro e fare la cresta sulle ristrutturazioni d’azienda e sulla bassa manutenzione delle condutture, ossia le tipiche prime manovre che gli appaltatori fanno appena acquisiscono il ramo idrico.
Siamo preoccupatissimi/e di tale scenario e del suo rapido avvento, perciò saremo al sit-in del 9 maggio e continueremo a fare pressione per l’immediata ultimazione degli atti e passaggi societari.