«Le Marche non finiscono sulla costa»
La Cisl rilancia il ruolo dell’entroterra
SAN SEVERINO - All’assemblea territoriale Tolentino–Camerino un appello per ridurre lo squilibrio tra aree interne e fascia costiera: «Servono investimenti mirati e servizi di prossimità»

«Le Marche non finiscono sulla costa», così i vertici della Cisl in occasione dell’assemblea pre-congressuale dell’area sindacale territoriale Tolentino – Camerino, ospitata nei giorni scorsi a San Severino.
Un incontro denso di contenuti e riflessioni, intitolato “Il coraggio della partecipazione”, che ha visto l’intervento del responsabile della Ast Cisl, David Ballini, e la partecipazione dell’amministrazione comunale settempedana rappresentata dall’assessore Jacopo Orlandani. Presente anche il segretario regionale Cisl Marco Ferracuti. Dal tavolo dell’assemblea è arrivato un appello forte alla politica e alle istituzioni: non si può parlare di sviluppo senza tenere conto delle aree interne. «C’è un cuore dell’entroterra che pulsa tra i monti e le colline – è stato detto – fatto di comunità resilienti, bellezza, lavoro e fatica. Ma troppo spesso queste zone sono lasciate ai margini, con servizi che arretrano, infrastrutture carenti e giovani costretti ad andarsene».

Il sindacato chiede un cambio di passo concreto: «Serve una strategia vera, con investimenti mirati, mobilità sostenibile, servizi di prossimità e incentivi per chi sceglie di restare e costruire futuro. Le Marche crescono solo se crescono tutte. E le aree interne devono tornare al centro delle scelte politiche». Una riflessione che arriva in un momento cruciale per i territori colpiti dal sisma e segnati dallo spopolamento, e che rilancia con forza la necessità di riequilibrare le priorità tra costa e entroterra.