Castellaro e zona industriale,
via libera alle varianti urbanistiche.
La Tari aumenta del 7,74%

CIVITANOVA - Consiglio comunale "veloce" per le tante assenze tra la minoranza. La Lega esce dall'aula ed evita il voto sulle nuove destinazioni urbanistiche per non spaccare la maggioranza. Ok all'edificazione vicino alla pista ciclabile e possibilità di residenziale e commerciale nell'area produttiva di Civitanova Alta. Nessuna apertura per i comitati sulle ubicazioni alternative per le antenne. Disco verde per le linee guida per il Borgo marinaro. Approvata tra le polemiche anche le nuove tariffe per i rifiuti

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di Laura Boccanera

Consiglio comunale, passano le nuove varianti e l’approvazione delle linee guida per il piano particolareggiato del borgo marinaro. Nessuna speranza per i comitati contro le antenne. 

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I consiglieri della Lega più civici Giorgio Pollastrelli e Fabiola Polverini

Un consiglio comunale anomalo quello di ieri sera, scivolato via velocemente vista l’esigua presenza dei consiglieri di minoranza (c’erano solo Francesco Micucci del Pd, Letizia Murri di “Ascoltiamo la città” ed Elisabetta Giorgini “Dipende da noi”) e che come nota politica registra però un segnale forte da parte del gruppo Lega più civici con Giorgio Pollastrelli, Fabiola Polverini e Pierpaolo Turchi che presenti dall’inizio hanno abbandonato l’aula quando si è trattato di passare ai punti relativi all’urbanistica. di fatto evitando il voto sulle varianti relative al parco del Castellaro e della zona industriale B di Civitanova Alta e quello sul piano del Borgo marinaro.

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Letizia Murri di Ascoltiamo la città

L’assise si è aperta con l’interrogazione sugli impianti di telefonia con le domande della consigliera Murri a cui ha dato risposta l’assessora Roberta Belletti senza lasciare però margini di manovra per un possibile ripensamento dell’ubicazione rispetto a via Indipendenza e contrada Castelletta. L’assessore ha riferito infatti che «nonostante le interlocuzioni non è stato possibile dirottare la proposta – ha detto – abbiamo come amministrazione ribadito la preferenza per i siti individuati nel piano antenne, ma in quella di via Indipendenza il terreno è di un privato e in particolare delle ferrovie dello stato. Anche l’incontro con l’istituto diocesano proprietario del campo in contrada Castelletta non ha dato esito positivo e anche dalle interlocuzioni con Inwit e gestori Tim e Vodafone non ci sono stati esiti favorevoli alla delocalizzazione degli impianti. Ad oggi – ha concluso l’assessore – non risultano nuove istanze a Santa Maria Apparente.

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L’area del Parco del Castellaro oggetto di variante

I punti finali quelli di urbanistica i più “interessanti”. Il consiglio ha dato l’ok alla variante del Parco del Castellaro. L’area è un rettangolo di terra che si trova tra via Civitanova, fosso Castellaro e a est con il poliambulatorio con una capacità edificatoria stabilita da una sentenza del Tar. In cambio della variante che modifica l’estensione fondiaria il privato cede un’area pubblica destinata ad attrezzature sportive all’aperto all’interno del parco del Castellaro. «Il privato non aveva l’obbligo di cessione – sottolinea l’assessore Belletti – e ha evidenziato spirito di collaborazione e il comune acquisisce un’area di 5 ettari. Inoltre abbiamo ridotto l’impatto visivo, erano permessi tre piani, ne sono stati autorizzati due con una riduzione di sul e un accoglimento dell’aumento della superficie fondiaria. Le potenzialità edificatorie passano dai 3.938 mq vigenti ai  3.290 metri quadri a fronte dell’accoglimento dell’aumento della superficie fondiaria richiesto, a 9.300 mq al fine di permettere lo sviluppo di lotti edificabili che consentano una maggiore flessibilità nella realizzazione di tipologie edilizie che privilegino soluzioni non intensive e maggiormente compatibili con il contesto territoriale interessato. E’ stato inserito pertanto graficamente il limite, prescrittivo, relativo al massimo ingombro che l’edificato potrà occupare, oltre il quale la destinazione sarà a verde privato rendendo di fatto edificabile solo una superficie fondiaria di 7.200 mq».

consiglio-comunale-aprile-24-micucci-civitanova-FDM-325x216Per Micucci (Pd) si tratta di «una narrazione distorta che va ad autorizzare un’edificazione che oggi non c’è e che serve al privato che può già costruire senza alcuna variante ma che non lo fa perché evidentemente ad oggi così non è conveniente. La variante permette di costruire su un’area che è doppia rispetto all’attuale. Non è un regalo che ci fa lui, ma uno che noi facciamo a loro. C’è meno superficie utile lorda, ma più suolo occupato». Per Murri si tratta «dell’aggressione del cemento fin dentro il parco del Castellaro» mentre Elisabetta Giorgini ha ricordato la «ribellione della città rispetto alle aggressioni del piano casa e del consumo di suolo». Il punto è passato con i 13 sì della maggioranza, assenti perché usciti Pollastrelli Polverini e Turchi di Lega più civici e i 3 voti contrari della minoranza.

Stesso voto anche per la variante della zona industriale che rimodula le percentuali di attività produttive, dando la possibilità di trasformare capannoni in disuso in residenziale o commerciale. La variante della zona industriale B prevede la divisione in tre blocchi. «la zona industriale B ha vissuto nel passato la presenza di  attività artigianali legate al calzaturiero – spiega l’assessore all’urbanistica Belletti – ma oggi ha perso la sua funzione originaria, non c’è più una produzione attiva e va ripensata in chiave contemporanea. Ad oggi è zona bianca e sono ammessi solo interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma non riconversione. La proposta di variante individua tre ambiti. Pertanto nella zona tra via Cattolica e San Domenico c’è un tessuto edilizio già consolidato simile ad una zona b di completamento e si prevede mantenimento della superficie e destinazione per il 70% residenziale 30% garage e cantine. La quota di 70% di superficie utile lorda può essere per il 50% residenziale, 40% artigianale e 10% commerciale. Nella seconda porzione sono consentiti interventi di ristrutturazione ampliamento, demolizione e ricostruzione mantenendo inalterati gli indici urbanistici. Nell’ultimo ambito, quello di via Ciarrocchi la variante conferma la destinazione urbanistica con almeno il 70% di attività produttivo artigianale e massimo il 30% per usi residenziali o commerciali».

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L’assessore Roberta Belletti

Infine il voto sulle linee guida per il piano particolareggiato del borgo marinaro. Anche qui a relazionare l’assessore Belletti che ha illustrato i confini del borgo marinaro. «Nuovo strumento che sa coniugare la tutela, la qualità urbana e sostenibilità senza snaturare l’identità. E’ stato fatto un rilievo di ogni singolo edificio e ad ogni edificio attribuito una tipologia di intervento, conservazione, manutenzione, demolizione o ricostruzione sulla base del valore storico e coerenza del contesto. In particolare abbiamo ora la possibilità di conoscere ogni singolo edificio e evitare interventi indiscriminati e guidare i privati nelle scelte, non sono ammessi aumenti volumetrici e consente di valorizzare l’identità urbana». Il punto, che è una tappa preliminare prima dell’adozione definitiva e approvazione con ulteriori tappe in consiglio è stato approvato col voto contrario dei 3 consiglieri di minoranza che hanno sottolineato lo stridore di un piano che si annuncia conservativo con i palazzoni a 5 piani già edificati o in corso di edificazione.

L’assise ha poi approvato l’aumento del 7,74% della tariffa rifiuti per il 2025. Per il Comune infatti i costi da coprire per il servizio sono passati dagli 11 milioni 459 mila del 2024 ai 13 milioni 092 mila del 2025. Una parte dell’incremento sarà coperto dalle entrate tariffarie che passano dopo le detrazioni da 8 milioni 905 mila a 9 milioni 561mila euro. Il vice sindacoClaudio Morresi ha sottolineato poi come il saldo sarà dilazionabile da settembre in tre mensilità.  Critico Micucci: «questa amministrazione si era insediata parlando di riduzione delle tasse invece anche l’acqua è aumentata e ora anche i rifiuti schizzano alle stelle e non finirà qui a causa di una gestione pessima dal punto di vista politico del Cosmari».
Murri ha ricordato invece come l’evasione sulla Tari sia elevata con oltre un milione di euro di avvisi emessi e come la differenziata sia più bassa a Civitanova che in altri comuni con aumenti che si distribuiscono indiscriminatamente e non in modo differenziato in base a chi produce più rifiuti non essendo mai entrato in vigore un sistema di tariffa puntuale.

Approvati poi alcuni prelevamenti dal fondo di riserva: 14mila euro per consumi anomali di acqua in una scuola, 50mila euro di cui 20mila per Civita Arcana e 30 mila per l’appalto ai servizi cimiteriali, 21.400 euro e altri 20.850 euro per il pagamento di due lavoratori interinali assunti per accelerare la pratica della graduatoria per l’edilizia agevolata e infine 19mila euro per il 2025 e 25mila per il 2026 e 2027 per gli aumenti relativi al servizio di vigilanza comunale nelle scuole.

 


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