Frontignano, c’è l’ok al progetto cabinovia.
«Ora servono i lavori sul Canalone»

NEVOLUZIONE - L'area conserva ancora un ottimo innevamento sopra i 1700 metri di quota, mentre sulle Saliere la stagione sciistica è già compromessa. L'amministrazione Francesco Cangiotti lancia un appello: «Il futuro dello sci nelle Marche-Umbria è proprio su queste piste. È ora di tornare a sciare lassù»

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L’area del Canalone

di Monia Orazi

Frontignano di Ussita rinasce con la neve del Canalone: Cangiotti spinge per l’avvio dei lavori. L’area del Canalone conserva ancora un ottimo innevamento sopra i 1.700 metri di quota, mentre sulle Saliere la stagione sciistica è già compromessa. Francesco Cangiotti, amministratore di Bolognola Ski, lancia un appello per accelerare i lavori della nuova cabinovia. «Non possiamo più aspettare. È ora di tornare a sciare sul Canalone» dice l’amministratore di Bolognola Ski che gestisce gli impianti di Pintura e Frontignano. Dopo l’approvazione del progetto della cabinovia che di recente ha ottenuto il via libera dopo la valutazione ambientale strategica, l’operatore turistico sottolinea l’urgenza di iniziare i lavori per riportare gli sciatori sulle piste più alte del comprensorio marchigiano.

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«Il futuro dello sci nelle Marche-Umbria è proprio su queste piste», afferma Cangiotti, evidenziando come «con la loro esposizione, la quota (la più elevata della regione) e con un buon impianto d’innevamento programmato che riesca a fare il fondo, su queste piste si possono fare tranquillamente oltre 90 giorni di stagione».

L’amministratore ha condiviso sui social un post ironico che annunciava l’apertura delle piste del Canalone, Jacci di Bicco e Coturnice, rivelando poi che si trattava di uno scherzo. Tuttavia, il messaggio di Cangiotti è chiaro: «Nonostante la neve non fosse mai stata lavorata e battuta, sulle piste del Canalone, Jacci e Coturnice, anche in una stagione nel complesso non un granché nevosa si sarebbe sciato ininterrottamente da metà dicembre ad oggi. Ora che il progetto della cabinovia è passato, non si può più aspettare e noi non possiamo più aspettare; i lavori devono iniziare al più presto e la prossima stagione vogliamo tornare a farci sciare su queste piste», incalza l’amministratore, aggiungendo che «bisogna lavorare anche per il ripristino in tempi brevissimi della sciovia Jacci e Coturnice che garantiscono un’area sciabile sempre innevata oltre i 1700 metri».

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Il progetto di ricostruzione del comprensorio, danneggiato dal sisma del 2016, prevede interventi complessi e articolati che coprono diverse aree. La nuova cabinovia sostituirà tre seggiovie danneggiate dal terremoto: quella di Vallone di Selvapiana, la Arboretti – Malghe del Cornaccione e la Madonna Pian della Croce – Memoria dei Fascinari. Al loro posto verrà installata una moderna cabinovia. L’impegno di spesa complessivo per l’opera ammonta a 13,9 milioni, finanziati attraverso l’ordinanza Pnrr-Pnc.

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Il piano prevede il recupero e la ristrutturazione completa del rifugio del Cornaccione a Frontignano, con la realizzazione di un collegamento verticale con ascensore alla nuova cabinovia. È inoltre previsto lo spostamento della cabina di trasformazione esistente al piano dell’arrivo della cabinovia. Importo stimato dei lavori è di 600mila euro.

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Per completare il sistema, verranno realizzate diverse opere di collegamento e riqualificazione: un ascensore alla partenza della cabinovia, connesso tramite una passerella alla biglietteria e alla sala macchine; la riqualificazione delle cabine elettriche di media tensione e l’ammodernamento delle opere di adduzione idrica per garantire il funzionamento degli impianti di innevamento artificiale. Completano il quadro la rimozione di funi ed impianti in disuso, oltre al completamento delle opere emergenziali per l’accoglienza turistica presso il palazzetto dello sport di Frontignano. Il 29 gennaio scorso, il comune di Ussita ha formalizzato il via libera alla liquidazione dei servizi per la documentazione ambientale relativa al rifugio “Cornaccione”, un passo decisivo verso l’attuazione del progetto. L’approvazione del parere del Parco Nazionale dei Monti Sibillini permette ora di procedere con le fasi successive.

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