Tutela del patrimonio culturale
nelle aree del sisma
Focus con Rotary e Arma a Camerino
SICUREZZA - Incontro con il comandante del nucleo Tpc della Regione Marche, il maggiore Mattia Ivano Losciale.. Il prefetto Fusiello: «Territorio con moltissime opere d’arte e chiese, bisogna lavorare per la rinascita»

L’intervento del prefetto Isabella Fusiello
La tutela del patrimonio culturale al centro dell’ultimo incontro organizzato dal Rotary di Camerino, guidato dal presidente Giorgio Marcolini, che ha avuto come ospite e relatore il comandante del nucleo Tpc della Regione Marche, il maggiore Mattia Ivano Losciale.
«Sono molto vicina alla città di Camerino distrutta dal terremoto del 2016 e alla sua comunità formata da gente che lavora a testa bassa e cerca di risollevarsi – ha esordito il prefetto di Macerata Isabella Fusiello, presente alla conviviale –. Bisogna impegnarsi per riportare la provincia di Macerata e le Marche a una rinascita, in modo che i nostri giovani possano restare. È interessante parlare di tutela del patrimonio culturale perché nel nostro territorio abbiamo moltissime opere d’arte e vantiamo la presenza anche di molte chiese, che sono state rivalutate e già messe a disposizione della cittadinanza».

Il maggiore Mattia Ivano Losciale e Giorgio Marcolini
Presenti alla serata anche il presidente del Tribunale di Macerata, Paolo Vadalà, il capitano dei carabinieri di Camerino Angelo Faraca, il rettore di Unicam Graziano Leoni che ha ricordato come alle Casermette vi sia il progetto Unicam di recupero delle opere d’arte messe a repentaglio dalle calamità naturali.
«Vorrei ringraziare l’Arma dei carabinieri per il prezioso lavoro, svolto durante e dopo il terremoto, a tutela del nostro straordinario patrimonio culturale – ha detto il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli – e per aver fatto in modo che nessuna opera, nemmeno quelle presenti nelle chiese di campagna delle nostre frazioni, andasse perduta o rubata».
Tra le autorità rotariane, invece, erano presenti il prefetto del Distretto Rotary 2090, l’avvocato Chiara Fiorani e la presidente dell’Inner Wheel camerte, Carla Minnozzi.

Roberto Lucarelli e Giorgio Marcolini
«Le origini del Comando carabinieri tutela patrimonio culturale risalgono al 3 maggio 1969, quando il Comando generale dell’Arma determinò di costituire, al Ministero della pubblica istruzione e d’intesa con questo, il Nucleo tutela patrimonio artistico con la finalità di fronteggiare, con interventi mirati e strumenti efficaci, il fenomeno allarmante della depauperazione del più grande museo al mondo, che è rappresentato proprio dall’Italia dove si trova il 30% delle pere d’arte al mondo», ha spiegato il comandante Tpc di Ancona Losciale, narrando nel dettaglio origini e funzioni del Nucleo speciale dell’Arma dei carabinieri.
Il Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale è alle dipendenze funzionali del Ministro della cultura e svolge funzioni di polo informativo e di analisi, a favore anche delle altre forze di polizia. È presente sul territorio con un Reparto operativo, ubicato nella capitale, a cui sono attribuiti compiti di coordinamento investigativo in ambito nazionale e internazionale e in ogni regione è presente un Nucleo, nelle Marche si trova ad Ancona.

Paolo Vadalà e Giorgio Marcolini
«Per l’attività preventiva e di contrasto ai reati – ha spiegato il maggiore Losciale – il nostro Comando si avvale di uno strumento informatico, di ausilio alle indagini di polizia giudiziaria, costituito dalla Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, la più grande a livello mondiale nello specifico settore, che contiene informazioni sui beni da ricercare di provenienza italiana e estera. Oggi, come in passato, il Comando opera sul territorio nazionale in collaborazione con tutte le componenti dell’Arma dei carabinieri e in sinergia con le articolazioni del Mic. Per le attività di indagine finalizzate al recupero di beni culturali italiani esportati illegalmente, si avvale di Interpol e europei, mentre è dotato anche di una Task Force in caso di grave pericolo per il patrimonio culturale generato da guerre o calamità naturali, si tratta dei cosiddetti Caschi blu della Cultura».

Chiara Fiorani e Giorgio Marcolini