Povertà in aumento a Potenza Picena:
«350 persone alla Caritas nel 2024»

CRISI - Il rapporto della Caritas cittadina evidenzia un incremento delle richieste di aiuto, con 120 famiglie in difficoltà. Tra le cause principali la mancanza di lavoro e la difficoltà di trovare casa. Luigi Marconi: «Serve un progetto strutturato che vada oltre l’assistenza»

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Luigi Marconi

«Oltre 350 persone nel 2024 si sono rivolte alla Caritas cittadina. Tra le cause di povertà più importanti la mancanza di lavoro e la difficoltà a trovare casa, le associazioni fanno molto, ma occorre un progetto generale che vada oltre l’assistenza, un ruolo di guida da parte dell’amministrazione comunale».

Luigi Marconi, ex presidente del consiglio di Potenza Picena e volontario della scuola italiana per stranieri commenta il report sulla povertà diffuso dalla Caritas parrocchiale.

Secondo il rapporto, nell’anno 2024 le famiglie che si sono rivolte alla Caritas per ottenere un sostegno sono 120, con una forte crescita rispetto agli anni precedenti. Nello studio si identifica tra le cause di fragilità la mancanza di lavoro, ma anche il lavoro precario e sottopagato e la difficoltà estrema di trovare una casa anche in chi può pagare un affitto.

«C’è poi la povertà più insidiosa e nascosta – commenta Marconi – quella della solitudine e della marginalità di tanti anziani e delle persone affette da disturbi psichici. La Caritas, con i suoi volontari, si impegna per rispondere alle esigenze delle persone in difficoltà con la distribuzione di cibo e vestiario, con interventi di tipo economico ed esiste anche un servizio trasporti che andrebbe potenziato per le esigenze crescenti di chi chiede di essere accompagnato a fare visite, a ritirare i permessi di soggiorno ed altro. Inoltre la Caritas e il centro di ascolto “Il dono” collaborano con la scuola popolare multietnica per il contrasto alla povertà educativa che come si può immaginare colpisce le famiglie e i bambini più poveri. Il servizio è completamente gratuito e comprende anche l’insegnamento dell’italiano per adulti. Il rapporto Caritas, evidenzia una situazione negli anni sempre più preoccupante ma anche la realtà di un impegno generoso che però non è più sufficiente senza una maggiore consapevolezze e collaborazione da parte dell’intera comunità cittadina. Occorre un progetto generale che vada oltre l’assistenza, un coordinamento e una sinergia tra enti ed associazioni impegnati nel sociale e un ruolo di guida e di governo di questi processi da parte dell’amministrazione comunale. Viviamo un periodo storico che induce a considerare le persone più deboli e fragili della società soggetti estranei o addirittura ostili piuttosto che persone da rispettare e di cui prendersi cura. È necessario e auspicabile che su questi temi si avvii un confronto aperto che abbracci l’ intero territorio comunale e che veda protagonisti i soggetti istituzionali e politici, le parrocchie, l’associazionismo e l’ intera cittadinanza che può sentirsi pienamente comunità solo nella consapevolezza dei problemi, nella condivisione delle possibili soluzioni e nel coinvolgimento».



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