Aggressione alla ex ad una sagra,
minacce e 200 chiamate in un giorno:
scatta il divieto di avvicinamento
INDAGINE - Il provvedimento riguarda un 27enne di Potenza Picena. Oggi si è svolto l'interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale di Macerata. I fatti sono avvenuti in un piccolo centro dell'entroterra. Il giovane avrebbe iniziato a perseguitare la ragazza per gelosia e dopo che lei lo ha lasciato avrebbe continuato a cercarla inviando messaggi offensivi e dicendo che sarebbe andato da lei. Oggi lui ha dato la sua versione dei fatti
di Alessandro Luzi
Stalking nei confronti della ex, disposta la misura del divieto di avvicinamento per un 27enne di Potenza Picena. Il giovane oggi è comparso davanti al gip Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata per l’interrogatorio di garanzia ed ha dato la sua versione dei fatti.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, la relazione tra i due era iniziata a dicembre 2023. A tre mesi dal fidanzamento, lui avrebbe iniziato ad avere i primi atteggiamenti di gelosia. L’accusa parla di continue chiamate al cellulare della giovane e quando non rispondeva le inviava messaggi Whatsapp offendendola. Una sera di aprile dello scorso anno, mentre lei era in giro con alcuni amici, il giovane avrebbe iniziato a chiamarla a ripetizione e, visto che non rispondeva, le avrebbe poi inviato dei messaggi per insultarla. Insulti e minacce tramite messaggio sarebbero arrivati anche l’11 giugno e il 5 luglio con messaggi come: «Ti ammazzo» e altri irripetibili. Lo scorso luglio, prosegue l’accusa, mentre i due stavano lavorando in uno stand durante una festa e avevano iniziato a litigare.

L’avvocato Simone Santoro
Lui, dice l’accusa, avrebbe insultato la giovane strattonandola e prendendola per i capelli, poi l’avrebbe sbattuta contro un congelatore. Alcuni amici sarebbero intervenuti per fermare il 27enne. Poi a settembre lei avrebbe deciso di lasciarlo. A quel punto il giovane, non accettando la fine della relazione, avrebbe iniziato a perseguitarla con chiamate e messaggi, minacciando anche di compiere gesti autolesionistici. Il 24 settembre lui avrebbe inviato un messaggio alla ex dicendo cose come: «Io mi farò male» o «Me butto de sotto». Altri messaggi contestati dall’accusa sarebbero stati inviati il primo e il quindici dicembre scrivendo cose come «Parto tra un secondo e vengo a casa tua» e altri in cui l’accusava di fare le orge, di andare con dei parenti di lei. L’8 dicembre il giovane avrebbe detto alla ex che il giorno dopo si sarebbe presentato sul posto di lavoro della ragazza. L’accusa dice anche che il 27enne avrebbe fatto circa 200 chiamate in un solo giorno, il 4 gennaio, sul cellulare della ex. Per avere notizie su di lei, da quando i due si sono lasciati, lui avrebbe contattato più volte anche il fratello della ragazza. Tutti gli episodi contestati sarebbero avvenuti in un piccolo comune dell’entroterra.
Il 27enne, difeso dall’avvocato Simone Santoro, oggi ha dato la sua versione e ha detto che dopo i fatti contestati ci sono stati dei riavvicinamenti tra i due.