Ladri scatenati nelle aziende:
reti tagliate, allarmi messi ko,
fughe e sigarette dimenticate
TOLENTINO - Notte movimentata con i malviventi che hanno provato a rubare in diverse ditte. Sono entrati alla ex Nazareno Gabrielli (senza prendere nulla). Uno degli obiettivi era la T. B., in via Rossini: «Hanno agito arrivando dalla ferrovia. Sono entrati forzando la porta d'ingresso principale e tagliando i fili del sistema d'allarme per evitare che suonasse, ad avvisarci è stata la vigilanza». Pattuglia di guardie giurate anche in un impianto fotovoltaico dove l’obiettivo era probabilmente il rame. Alla fine zero bottino. Indagano i carabinieri

La rete tagliata che recinta l’impianto fotovoltaico
di Francesca Marsili
Ladri tentano di colpire in alcune aziende nella zona industriale di Tolentino, i furti sfumano. Sono entrati in azione questa notte, poco dopo l’una. Almeno quattro le attività prese di mira, tutte nella zona compresa tra via Rossini e contrada Cisterna: i malviventi hanno cercato di mettere a segno un furto alla T. B., che si occupa di lavorazione di metalli, alla Nazareno Gabrielli, in una ditta specializzata in campo meccanico e in un impianto fotovoltaico, senza però riuscire a prendere nulla.

La rete tagliata in via Rossini
Verso l’1,30 hanno tentato il furto alla T. B., in via Rossini. «Hanno agito arrivando dalla ferrovia e tagliando la rete di recinzione che abbiamo in comune col capannone a fianco – spiegano dalla ditta di lavorazione metalli -. Poi sono entrati forzando la porta di ingresso principale e tagliando i fili del sistema di allarme per evitare che suonasse, ad avvisarci è stata la vigilanza. Non hanno preso nulla, solo danni al sistema di allarme al quale abbiamo dovuto cambiare delle componenti. Poi abbiamo scoperto che hanno cercato di entrare anche in un altro nostro capannone che si trova alcuni metri più avanti.

La porta forzata in una delle ditte in via Rossini
Lì abbiamo trovato una nostra cassetta degli attrezzi appoggiata sul piazzale, che hanno preso dal capannone principale, probabilmente gli serviva per forzare qualche serratura, ma l’hanno lasciata a terra assieme ad un Pos, che non sappiamo di chi sia ma che è stato repertato dai carabinieri che questa mattina hanno effettuato i rilievi».

La rete tagliata in via Rossini
Sempre in via Rossini i ladri hanno tentato il colpo in una ditta meccanica, il titolare (che chiede di non comparire col nome) spiega preoccupato: «In questa zona, in passato, hanno cercato di rubare spesso, ma prendendo di mira una sola azienda, stavolta è stata una ronda. Anche da me sono entrati nell’area tagliando la rete di recinzione. Mi sono accorto questa mattina, quando sono andato in azienda: la porta era forzata e a terra ho notato un pacchetto di sigarette che ieri sera alla chiusura non c’era, e che è stato repertato stamattina dai carabinieri. Sono entrati solo nel magazzino, hanno rovistato ovunque senza prendere nulla».
Anche alla ex Nazareno Gabrielli, in contrada Cisterna, i malviventi sono riusciti ad entrare, senza però portare via nulla.

L’impianto fotovoltaico in contrada Cisterna
Verso le 2 è invece scattato l’allarme all’interno di un impianto fotovoltaico, sempre in contrada Cisterna. Sul posto è intervenuta una pattuglia della sicurezza privata, la Mondialpol Vedetta 2. Anche in questo caso la guardia giurata, arrivata subito sul posto, ha trovato la recinzione squarciata e tracce di pneumatici (i malviventi probabilmente sono fuggiti rendendosi conto di essere scoperti). Vista la situazione e che probabilmente qualcuno voleva mettere in atto un furto di rame, la pattuglia ha chiamato i carabinieri che sono intervenuti sul posto. Le indagini per risalire agli autori dei tentati furti sono in corso da parte dei carabinieri della Compagnia di Tolentino.

L’impianto fotovoltaico
Un’intera notte a schivare allarmi, vedette, forze dell’ordine. Tagliare, spaccare, rompere, scardinare e per fortuna senza aver trovato pesantissimi metalli da portar via scopo scambio con altro vile metallo o cartaceo per sopravvivenza e sigarette che con quello che costano perdile pure… Scrivo questo perché da qualche giorno sento parlare di ” bournout ” sul lavoro che tradotto significa soprattutto ” esaurimento “. Pensavo qualcosa di moderno ma penso che sto disturbo sia nato qualche decina di migliaia d’anni fa senza neanche uno riparacervelli e non deve essere comparso tanto più in là di quando l’homo sapiens che ancora ragionava e pure bene pare lavorando quindici ore al giorno tra caccia e ricerca di bacche decise di mettersi a fare l’agricoltore che a distanza di tempo ancora si lamenta su e giù per l’Europa con trattori Tesla. Adesso si bournottano in tanti che sembra facciano tutto loro forse perché non hanno mai veramente lavorato e se lo hanno fatto, male e con scarsa soddisfazione propria e e quindi figuriamoci del cliente. Tornando ai nostri, non è meglio, certo è diventato quasi impossibile se non al quartiere della Garbatella trovare facilmente lavoro vista che questa facilità la vede solo la Meloni nel racconto delle sue numerose .. si può scrivere stronzate?, ma se si riesce a trovare un bel posto anche fosse in catena di montaggio non è meno stressante? Se poi la cosa non piace nulla toglie che di notte uno non si possa rubare tutta la manovia e con quello che c’è sopra.
Un’intera notte a schivare allarmi, vedette, forze dell’ordine. Tagliare, spaccare, rompere, scardinare e per fortuna senza aver trovato pesantissimi metalli da portar via scopo scambio con altro vile metallo o cartaceo per sopravvivenza e sigarette che con quello che costano perdile pure…
Occorre chiedere ai ladri che faranno da grandi, mentre gli altri sono in pensione.