Un “Oscar alla carriera” per Minuti,
maestro dell’animazione:
«Se non vi divertite, andatevene»
MACERATA - Illustratore e fumettista tra i più importanti d'Italia, è tornato in città per incontrare gli studenti del liceo Artistico Cantalamessa, che frequentò subito dopo la Seconda guerra mondiale: lo hanno premiato con una statuetta. «Oggi è tutto troppo elettronico, ma è necessario adattarsi ai tempi»

Sergio Minuti si intrattiene con l’assessora alla cultura Katiuscia Cassetta
Incontro di prestigio per gli studenti del Liceo artistico Cantalamessa, che hanno dialogato con l’artista, animatore di cartoni animati ed illustratore Sergio Minuti. L’evento è stato organizzato dalle classi 4B, 4D e 4E dell’istituto, guidate dalle professoresse Giuditta Messi e Cristiana Torresi, per far conoscere un personaggio di rilievo del settore e farlo dialogare con studenti per i quali il disegno, l’animazione e in generale l’attività grafica e creativa rivestono un ruolo importante nel percorso formativo che stanno seguendo.
Maceratese, protagonista di una lunghissima carriera, creatore di storie e animazioni per bambini con grande diffusione soprattutto negli anni Settanta e Ottanta, creatore di cortometraggi e opere vendute anche all’estero che gli sono valse diversi premi anche internazionali, Minuti è un artista di grande rilevanza nel panorama dell’animazione e dell’illustrazione italiana.
Accompagnato dalle figlie Donatella (che ha partecipato all’organizzazione), Letizia e Simonetta e dal nipote Filippo Adriani, ha raccontato agli studenti di oggi la sua vita e la sua esperienza come creativo e animatore.
La mattinata è iniziata con una presentazione dell’artista preparata da una studentessa, seguita da una breve animazione creata dai ragazzi, da cui è scaturito il titolo all’incontro, ossia “Di Minuti in ora”.
Minuti ha poi condiviso ricordi personali, come gli anni della scuola durante la guerra, quando il suono delle sirene e le evacuazioni erano all’ordine del giorno e inoltre gli insegnanti cambiavano sempre; ha raccontato in particolare della “Scuola d’Arte”, nome che aveva allora l’odierno Liceo artistico, che ha frequentato tra il novembre 1944 e il giugno 1948. Ha parlato della sua passione per il disegno, nata nella bottega di calzature dei genitori, e del suo primo incontro con il capolavoro Disney “Biancaneve e i sette nani”, che, come ha voluto sottolineare, ha segnato profondamente il suo immaginario. Ha poi raccontato dei suoi primi lavori, per una mostra di una ditta di macchine fotografiche, per la Upim a Macerata come vetrinista («ho decorato le cose più strane e quando ho lasciato tutti mi chiamavano per fare vetrine»).
Quindi ha parlato degli inizi della sua carriera a Roma, quando rispose a un annuncio della Fax Film per disegnatori; e del ritorno a Macerata, dove il Ministero del Lavoro gli chiese di organizzare corsi per apprendisti cartoonisti all’Accademia. In Italia erano pochi gli esperti in questo campo e anche la televisione li cercava.

La sua esperienza si è poi consolidata con la fondazione della Urbs Film, con cui ha creato e prodotto diversi cortometraggi e film didattici per la Rai e ha rappresentato una realtà importante per il nostro territorio, contribuendo a formare molti talenti locali. Tra i suoi successi più importanti, Minuti ha ricordato “Il trenino del pianeta Favola”, un film trasmesso per 10 anni anche negli Stati Uniti, e il fumetto “La famiglia De Cubettis”, nato da un giocattolo a forma di cubo. Sono stati quindi presentati alcuni lavori di Minuti ed è stato proiettato uno dei suoi cartoni. Mostrando una delle sue tavole, alcuni disegni sui suoi personaggi e modellini di giocattoli, Minuti ha detto «senza gomma non faccio niente», evidenziando dunque la necessità di correggere continuamente e migliorare. «Bisogna essere anche cattivi con sé stessi» ha poi affermato, sottolineando il valore della dedizione al lavoro nella creazione artistica («durante la mia attività lavoravo tutto il giorno e andavo a dormire alle due»).

Gli studenti hanno quindi posto una serie di domande, soprattutto sulla questione dell’ispirazione. «Ho la sfortuna che le idee mi vengono sempre», ha risposto scherzando Minuti, sottolineando che con un po’ di fantasia si fa tutto. Riguardo a ciò ha ricordato che ad esempio Cleto testarossa (uno dei suoi personaggi animati) gli venne osservando le formiche rosse («quelle che pizzicano»); o anche di quando gli chiesero di fare un cartone animato sul tema del risparmio e l’idea gli venne ripensando alla favola della cicala e della formica, rivisitando la vicenda in modo personale.
Gli è stato chiesto poi un parere circa i cambiamenti vissuti negli ultimi decenni dal mondo dell’animazione e Minuti ha risposto che lui è partito come un tradizionalista, è “nato con la matita in mano”, ma poi si è dovuto adattare capendo che doveva assolutamente imparare anche il digitale. «Oggi sembra tutto troppo elettronico, ma è necessario adattarsi ai tempi» e, come ha confermato anche il nipote Filippo, l’abilità con il digitale è sempre più richiesta.
Quando poi un ragazzo ha chiesto qual è il consiglio più importante che darebbe ai giovani interessati al fumetto, ha risposto con un suggerimento molto significativo: «Pensate alla vostra storia, non copiate mai quella degli altri». E ha ricordato ad esempio che molti paesaggi in cui sono ambientate le sue opere si ispirano alla terra marchigiana, come dimostra la Macerata vista dall’alto in uno dei suoi cartoni animati.

L’evento si è concluso con la consegna a Sergio Minuti di un “Oscar alla carriera”, una statuetta dorata (con una matita vera nelle mani), realizzata dagli studenti di Arti figurative del liceo, un segno di riconoscimento per il grande contributo dato al mondo dell’animazione e dell’arte grafica. A fine giornata Minuti ha lasciato un messaggio forte e chiaro: «Per fare una cosa seria ci vuole tempo e pazienza; ma non bisogna mai perdere il piacere di disegnare e di creare. Quando insegnavo all’Accademia dicevo agli studenti: se non vi divertite andatevene».





