Operaio s’infortuna con la pressa,
in cinque sotto accusa dal Gup.
Contestati anche falso e favoreggiamento

SAN SEVERINO - L'uomo ha riportato oltre 40 giorni di prognosi. Al datore di lavoro vengono contestate le lesioni colpose. Ma sotto accusa sono finiti, a vario titolo, anche quattro dipendenti. Tra le contestazioni 32 firme false sul libretto di formazione. Qualcuno avrebbe anche cercato di convincere l'operaio a cambiare la versione dell'accaduto. Gli imputati contestano le accuse

- caricamento letture

tribunale-macerata-2-650x488

Operaio si infortuna usando una pressa, sotto accusa finiscono il datore di lavoro e altre 4 persone (dipendenti della ditta, tra capi reparto e impiegati) per reati che a vario titolo vanno dalle lesioni colpose (per il solo titolare della ditta), al falso, al favoreggiamento, alla minaccia per costringere a commettere un reato.

Lo scorso mercoledì si è svolta l’udienza preliminare al tribunale che è stata rinviata al 23 aprile.

Uno degli imputati ha deciso di chiedere il rito abbreviato, gli altri potranno decidere se chiedere un rito alternativo o meno.

I fatti risalgono al 20 dicembre del 2021 quando un dipendente di una ditta di San Severino, che faceva l’apprendista, si era infortunato ad una mano e aveva riportato oltre 40 giorni di prognosi. Quando era avvenuto l’infortunio il dipendente era con un collega e stavano piegando una lastra di metallo.

Al datore di lavoro, G. T., 68 anni, di Appignano, in qualità, all’epoca dei fatti, di presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante, vengono contestate le lesioni colpose.

Secondo l’accusa non avrebbe adottato «concrete ed efficaci misure volte a prevenire il rischio di infortuni dei lavoratori», avrebbe omesso di mettere a disposizione del lavoratore attrezzature di lavoro dotate dei necessari requisiti di sicurezza, e non avrebbe assicurato al lavoratore un’adeguata informazione sui rischi e sui pericoli connessi alle mansioni di fatto svolte e all’uso della macchina pressa piegatrice con cui poi si era infortunato. Inoltre non gli avrebbe assicurato – prosegue l’accusa – il corretto addestramento. Al 68enne viene anche contestato di aver attestando falsamente la formazione del lavoratore falsificando, sostiene l’accusa, le firme del dipendente che si era infortunato su un libretto individuale di formazione in apprendistato.

Per la questione del falso libretto individuale di formazione è finito sotto accusa anche un altro dipendente, N. P., 60 anni, di San Severino, quale tutor, dice l’accusa, del lavoratore che si era infortunato. Per l’accusa sul libretto sarebbero state apposte 32 false firme del lavoratore create con un programma informatico.

francesco-copponi

L’avvocato Francesco Copponi

Il 60enne, difeso dall’avvocato Francesco Copponi, contesta di aver mai fatto il tutor per il lavoratore e di aver messo le firme false. Ha chiesto di dare il rito abbreviato.

Al datore di lavoro e ad un altro degli imputati, A. M., 64 anni, di Treia, impiegato viene contestato il reato di violenza o minaccia per costringere a commettere un reato.

Per l’accusa avrebbero minacciato (minaccia che materialmente avrebbe fatto il 64enne, il 19 gennaio del 2022), il lavoratore infortunato rappresentandogli la possibilità della perdita del posto di lavoro, per costringerlo, continua l’accusa, a fornire una versione della dinamica dell’infortunio diversa da quanto sarebbe realmente accaduto.

Sempre il 64enne, insieme a C. P., 37 anni, di Campobasso, (capo reparto), sono accusati di favoreggiamento. Avrebbero cercato di aiutare il datore di lavoro a eludere le indagini. In particolare, dice l’accusa, in occasione del sopralluogo effettuato il 13 aprile 2022 nei locali della ditta da personale dell’Asur avrebbero dichiarato falsamente che il dipendente che si era infortunato si sarebbe fatto male da solo e in un punto diverso da quello dove l’evento era avvenuto, e che non si era infortunato utilizzando la macchina pressa piegatrice.

LeU_Macerata_BrunoPettinari_FF-7-e1611164805226-650x593

L’avvocato Bruno Pettinari

Inoltre in occasione del sopralluogo effettuato il 20 maggio 2022 nei locali della ditta dal personale dell’Asur, il 64enne avrebbe dichiarato, falsamente secondo l’accusa, che il macchinario non era in uso da un anno perché rotto. Inoltre avrebbero determinato il dipendente che era al lavoro con quello infortunato a fornire una versione della dinamica dell’infortunio diversa da quanto realmente accaduto.

Infine è imputato per favoreggiamento A. M. C., 45 anni, romeno, residente a Tolentino, quale capo reparto. Subito dopo l’infortunio avrebbe aiutato il datore di lavoro ad eludere le investigazioni, dice l’accusa. Lo avrebbe fatto cercando di convincere il dipendente infortunato a non dichiarare che si era fatto male con il macchinario.

Mercoledì l’udienza preliminare al tribunale di Macerata è stata rinviata. Nella prossima udienza, il 23 aprile, gli imputati (che contestano le accuse che vengono loro rivolte) potranno decidere se chiedere riti alternativi. Ad assisterli, tra gli altri, gli avvocati Bruno Pettinari, Mattia Benfatto, Sergio Poeta, Vittorio Ciarrocca. Parte civile si è costituito il dipendente, assistito dall’avvocato Valentina Pranzetti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X