«Intelligenza artificiale a scuola:
può essere una preziosa alleata
se va di pari passo con l’umanesimo»
MACERATA - Esperti, docenti e studenti della rete nazionale Biotech a confronto all'IIs Matteo Ricci. Rappresentati tutti gli atenei delle Marche. I relatori e le relatrici hanno affrontato il tema da ogni sfaccettatura in un prezioso contributo all'integrazione delle tecnologie nell'educazione

Un momento del convegno: da sinistra la dirigente Rita Emiliozzi con i docenti Flavio Corradini, Barbara Re, Catia Giaconi e Domenico Ursino
L’intelligenza artificiale può essere una preziosa alleata di studenti e insegnanti, ma va usata con spirito critico e attenzione. E’ questo il tema discusso ieri all’Iis Matteo Ricci di Macerata durante il convegno promosso dall’istituto capofila della rete nazionale Biotech – Istituti tecnici. Protagonisti docenti dei quattro atenei marchigiani che hanno affrontato il tema da diversi punti di vista.

Rita Emiliozzi
A salutare i presenti è stata la dirigente scolastica Rita Emiliozzi che ha voluto questa iniziativa: «La scuola ha bisogno di capire come affrontare questi nuovi strumenti, come utilizzarli e soprattutto come cambieranno il mondo scolastico. Abbiamo quindi voluto dare l’opportunità di riflettere su sfide, opportunità e applicazioni possibili nelle discipline scientifiche».
La vicesindaca Francesca D’Alessandro ha sottolineato l’importanza del convegno: «Siamo felici che l’Iis Matteo Ricci abbia scelto questo argomento che è di strettissima attualità». Hanno inviato i loro saluti anche Donatella D’Amico, direttore generale dell’ufficio scolastico delle Marche e Stefania Nardini, dirigente dell’Ambito Territoriale di Macerata.

Francesca D’Alessandro
E’ stato Flavio Corradini, docente di Informatica di Unicam ad aprire il giro degli interventi: «L’Ai è un fiume in piena – ha detto – inutile tentare di arginarla, ma la tecnologia deve andare di pari passo con l’umanesimo. Usiamola l’intelligenza artificiale ma mettiamoci dentro la nostra persona».
Ha sollevato, tra l’altro, la questione di genere Barbara Re, docente di informatica a Unicam, esperta nell’ambito dell’integrazione tra tecnologie avanzate e didattica: «Gli assistenti vocali a lungo sono stati considerati donne perchè legati allo stereotipo della segretaria. Poi la sensibilità di genere è evoluta e gli assistenti vocali sono oggi di genere neutro».

L’intervento di Catia Giaconi
Catia Giaconi, prorettrice Unimc, specializzata in didattica e pedagogia, ha parlato dell’importanza di inclusione e di integrazione della didattica speciale con l’intelligenza artificiale e ha ripercorso con i presenti collegati anche da remoto il percorso fatto con il centro di ricerca TincTec, focalizzato su tecnologie inclusive e di supporto educative. le sue ricerche recenti includono studi sull’inclusione educativa tramite chatbox e realtà aumentata: «Abbiamo visto che il primo strumento efficace è un metodo di studio adatto alle proprie esigenze, per questo cerchiamo di far sperimentare ad ognuno qual è il suo kit ideale».
Ha parlato di realtà aumentata, virtuale e metaverso Domenico Ursino professore ordinario al Dipartimento di ingegneria dell’informazione alla Politecnica delle Marche che ha mostrato l’immagine inquietante di una mucca con visori che la illudono di essere in campagna: «L’obiettivo è stimolare la produzione di latte. E’ chiaro che queste tecnologie sono applicabili in tutti i settori, ma è inevitabile che si ponga un problema etico».

L’intervento di Barbara Re
Alessandro Saracino , biotecnologo ed edutech specialist della Fondazione Golinelli, ente di riferimento nell’educazione scientifica e tecnologica utilizzando l’intelligenza artificiale, ha parlato dell’utilizzo di AI nelle biotecnologie: «E’ sempre più difficile fare i futurologi perché l’uso delle tecnologie non elimina comunque elementi imprevedibili e ambiguità».
Alessandro Bagliolo, professore ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni, ha presentato le infinite possibilità di gamificatione ed engagement: «Possiamo inserire elementi ludici in contesti non ludici per migliorare il coinvolgimento e la motivazione, ma l’importante è dare consapevolezza di come funzionano le tecnologie ed evitare l’oversemplificazione dell’intelligenza artificiale».
(a.p.)


I docenti Alessandro Bogliolo e Alessandro Saracino





L’assistente vocale ‘è donna’ perché la voce femminile si capisce di più di quella maschile perché l’udito è più comprensibile alle frequenze più alte, quelle emesse dalla donna. Non a caso si parla di lingua ‘materna’.