Arianna Ciucci per il suo Haron:
«Prendo ciò che mi ha insegnato
e aiuteremo le famiglie in difficoltà»
MACERATA - Il progetto nasce dalla mamma e dal papà, Francesco Leoperdi, del bambino morto a 7 anni la scorsa settimana. L'idea è mettere a disposizione di altri l'esperienza acquisita in questi anni in cui hanno accudito il piccolo che soffriva di importanti patologie: «In suo nome vogliamo creare una catena umana per sostenere chi affronta situazioni come quella che abbiamo vissuto noi. Ringraziamo la città per la partecipazione, il messaggio che è passato è che l'amore vince su tutto»

Lo striscione per Haron esposto domenica dai tifosi della Maceratese
di Alessandra Pierini
«Vogliamo creare, in nome di Haron una catena umana per sostenere le famiglie che affrontano situazioni come quella che abbiamo vissuto noi». E’ il progetto di Arianna Ciucci e Francesco Leoperdi, mamma e papà di Haron, il bambino di 7 anni morto lo scorso 26 novembre all’ospedale di Macerata per un arresto cardiaco, dopo aver affrontato nella sua breve vita gravi patologie.

Il piccolo Haron Leoperdi
«Sono stati sette anni difficilissimi» spiega a Cronache Maceratesi la campionessa di ginnastica aerobica che, insieme a tutta la famiglia, vuole ringraziare quanti le sono stati vicini in questo momento di grande dolore: «Ringraziamo la città per la partecipazione numerosa e corale, ma anche le tante associazioni che in tanti modi ci hanno mostrato il loro affetto. Ringraziamo anche la primaria della Pediatria di Macerata Martina Fornaro e il Pronto soccorso di Macerata intervenuto con grande prontezza. Il messaggio che è passato è che l’amore vince su tutto».
E l’amore per Haron continua a vincere su tutto. «Da questo viaggio di sofferenza ma anche di crescita – spiega Arianna – ho deciso di prendere ciò che mi ha insegnato e di metterlo a disposizione di altre mamme e di altre famiglie. Per quanto riguarda me, ancora una volta nella mia vita, è stato lo sport a salvarmi, il poter formare tecnicamente e caratterialmente i miei atleti e atlete è stato per me uno stimolo fondamentale per affrontare le difficoltà ma tante altre mamme sono abbandonate e smettono di vivere per curare i figli, tante famiglie non ce la fanno. Essendo stata un’atleta non mi sono abbandonata ma ho cercato di ricreare degli equilibri. Lo sport aiuta a ritrovare una normalità per affrontare notti insonni, lunghi ricoveri e situazioni ardue. Per noi sono stati fondamentali i nonni. L’Italia non è pronta per la disabilità».

Arianna Ciucci
E’ con questa consapevolezza che i genitori di Haron stanno gettando le basi per un progetto concreto: «Per noi è stata fondamentale la catena umana. Facciamo parte di un gruppo Whatsapp che si chiama “Insieme si può” che per noi è stata fondamentale perché solo chi vive direttamente queste situazioni sviluppa un sesto senso che ti guida. Vorremmo ricreare qualcosa di simile ma che abbia anche a che fare con lo sport. In questi anni ci siamo fatti un’esperienza nei contatti di medici e ospedali, nel primo intervento, nella parte burocratica. Quello che a noi è mancato è, in un mondo che non conoscevamo, qualcuno che ci desse spiegazioni o indicazioni su come affrontare i problemi che di volta in volta si presentano».
Il tutto naturalmente onorando il cammino che il piccolo Haron ha fatto col coraggio di un super eroe: «Tra l’altro – conclude Francesco – è stato un volontario involontario e si è prestato ad analisi e ricerche per mettere un piccolo tassello nella ricerca su malattie come la sua».
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Brava Arianna, il tuo coraggio esalta il piccolo, ma grande, Haron e serve di esempio per tutti quelli che si girano dall’altra parte, nel deserto dell’indifferenza.
Cara Arianna, ti si può tranquillamente nominare la mamma dell’anno della città di Macerata, un abbraccio !!