“La locandiera
a lu mare co’ Mirandolina”

MACERATA - Per la rassegna "A. Perugini" domani al Lauro Rossi andrà in scena lo spettacolo di Progetto Musical per la regia di Saverio Marconi: «Mi sono preso molte libertà, una su tutte è di averlo ambientato non in una locanda del ‘700, bensì una degli anni ’60. Evviva il dialetto marchigiano e mi perdoni Goldoni»

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di Fabrizio Cortella

Colpo di scena alla 56esima rassegna teatrale nazionale “A. Perugini” di Macerata: la compagnia MediaMusical di Torre del Greco, a causa di un gravissimo impedimento di alcuni suoi attori, è stata costretta a rinunciare alla competizione e non potrà presentare la pièce “Sabato, domenica e lunedì” di Eduardo de Filippo.

In-scenaAl suo posto, sulle assi del Lauro Rossi, domani alle 17.15 ci sarà lo spettacolo fuori concorso “La locandiera – a lu mare co’ Mirandolina”, proposto dall’associazione culturale Progetto Musical di Porto San Giorgio. Si tratta della rivisitazione in salsa maceratese-fermana della più conosciuta e fortunata commedia di Carlo Goldoni, composta nel 1752 a Venezia. Alla regia un mostro sacro che non ha bisogno di presentazioni: Saverio Marconi, considerato – a giusta ragione – il re del musical.

A differenza dell’originale, ambientato a Firenze, la storia si svolge in una cittadina sulla costa marchigiana, negli anni ’60 del secolo scorso. Mirandolina è una ragazza del posto che gestisce la piccola pensione Maresole. A fine stagione, sono rimasti solo pochi clienti, quelli più particolari: il marchese Filiberto di Servigliano, il conte Arbì di Monte Urano e l’ingegnere Sciapigotto di Amandola. Completano il quadro due “signorine allegre”: Ortenzia di Macerata e Dejanira di Sforzacosta. L’unico che non parla il dialetto è Fabrizio, il tuttofare della locanda, romano della Garbatella.

Progetto Musical è una compagnia da oltre cento spettacoli finora, nato nel 2012 proprio mettendo in scena una riduzione del celebre “Pinocchio – il grande musical” di Marconi, già applaudito in migliaia di repliche da Broadway all’estremo Oriente. Dice Manu Latini, il conte Arbì nonché traduttore in vernacolo: «Per rendere al meglio il realismo dei personaggi tipico di Goldoni, abbiamo tratto ispirazione dalla gente che si incontra nei bar e nella vita quotidiana”. Marconi, dopo avere dichiarato che sarà presente in sala domenica pomeriggio, tesse le loro lodi: «Sono una realtà amatoriale di livello molto alto. Sono bravi e sono seri. E, dettaglio non secondario, mi diverto».

E, commentando il suo lavoro sul testo e sulla drammaturgia, continua: «Mi sono preso molte libertà rispetto alla commedia di Goldoni, una su tutte è di aver ambientato lo spettacolo in una scenografia della commedia dell’arte, ma che non descrive una locanda del ‘700, bensì una degli anni ’60. Evviva il dialetto marchigiano e mi perdoni Goldoni». Il cast è interamente composto da attori marchigiani che vantano esperienze importanti e variegate, dalla recitazione al canto: Cinzia Paoletti (Mirandolina), Thomas Tossici (ingegnere Sciapigotto), Manu Latini (conte Arbì), Simone Pompozzi (marchese Filiberto), Simone Rossetti (Fabrizio), Rachele Morelli (Dejanira), Ombretta Ciucani (Ortenzia), Leonardo Scagnoli e Silvia Iacopini (camerieri). Molto curati anche l’allestimento e la scenografia (tre cambi-scena per mesi di lavoro), studiati e realizzati ad hoc per la pièce.

Il prezzo dei biglietti varia tra gli 8 e i 12 euro e la vendita si tiene presso la Biglietteria dei Teatri, in piazza Mazzini 10 a Macerata oppure il giorno stesso della rappresentazione, da un’ora prima dell’inizio, al teatro Lauro Rossi in piazza della Libertà.


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