Mubi, lavori “ultimati” da quasi 3 anni
ma le spese continuano:
26mila euro per una serie di forniture
MACERATA - La somma è stata prevista in una determina dei giorni scorsi. Si va dai 200 euro per la traduzione di testi in braille a circa 5mila euro per un video. Nel luglio del 2020 c’era stata l’aggiudicazione dei lavori per l’importo di 905mila euro, lo scorso anno una delibera aveva portato il costo dei lavori di restauro della ex Casa del custode a un milione e 405mila euro
di Luca Patrassi
Infinito Mubi. Non perchè la struttura museale realizzata dal Comune nella ex Casa del custode dei Giardini Diaz di Macerata esterni richiami letterari, quanto piuttosto per il fatto che sembra senza fine il ricorso a impegni di spesa. L’ultima determina dirigenziale è di pochi giorni fa e liquida poco meno di 26mila euro per una serie di forniture a trattativa diretta: si passa dai duecento euro al Museo Tattile Omero per la trascrizione di testi in braille ai pochi centesimi meno di cinquemila euro a Alia Simoncini per un video.
Sopra i cinquemila euro scatta il ricorso ad altri tipi di procedura e i 7.843 euro alla società jesina Anabasi srl (per l’allestimento di pannelli e di strutture espositive) sono arrivati con il ricorso alla piattaforma Mepa. A maggio il Comune aveva approvato il progetto di allestimenti degli spazi museali per la somma di 60mila euro, 40mila autorizzati a maggio ed ora ne sono arrivati ulteriori 26mila euro. Infinito Mubi. In base a quanto dichiarato dal Comune i lavori per la realizzazione ai Giardini Diaz del Mubi, il museo della biodiversità e delle scienze naturali nella ex casa del custode, si erano «regolarmente conclusi il 4 febbraio del 2022, entro i termini contrattuali e che con determina del 13 marzo 2023 è stato approvato lo stato finale e il certificato di regolare esecuzione». Poi sono arrivati oltre centomila euro di spesa dello scorso anno per le opere murarie resesi necessarie per eliminare i problemi di infiltrazione delle acque.
La realizzazione del museo era stata decisa nel 2019 dalla amministrazione di centrosinistra allora guidata da Romano Carancini. A giugno del 2019 era stato approvato il progetto esecutivo nell’importo di un milione e 270mila euro. Nel luglio del 2020 c’era stata l’aggiudicazione dei lavori per l’importo di 905mila euro (Iva esclusa), poco dopo la stagione appaltante aveva riconosciuto oneri aggiuntivi per circa 15mila euro. Nella delibera dello scorso anno c’era scritto: «Considerata la necessità di procedere all’allestimento degli arredi e alla realizzazione di opere accessorie di finitura al fine di rendere funzionale l’opera e consentire una maggiore fruibilità da parte degli utenti, l’importo dei lavori di restauro della ex Casa del custode ascende a un milione e 405mila euro». Se ne deduce che c’è un lavoro che si certifica eseguito, poi arriva una delibera che dice che bisogna fare altri lavori per rendere funzionale l’opera. Poi ancora delibere e determine. Infinito Mubi, o anche basta?
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