Il Lauro Rossi si riempie di spiritualità
con la Form sulle orme di San Francesco
MUSICA - A Macerata si apre il secondo anno della rassegna dedicata agli 800 anni dalla morte del Santo. Al violino solista una strepitosa Francesca Dego per un programma dedicato a Pärt e Beethoven. Debutta anche una composizione di Marzocchi, presente in sala. Unica nota stonata la quasi totale assenza di pubblico

Francesca Dego
di Marco Ribechi
La Form suona per San Francesco, strepitosa la violinista Francesca Dego. È stata una notte a metà tra musica sublime e spiritualità quella andata in scena ieri sera nel Teatro Lauro Rossi di Macerata. Ospiti della Form per la rassegna “Le vie di San Francesco nelle Marche” il giovane direttore Aram Khacheh e la violinista di livello internazionale Francesca Dego, entrambi autori di una prova di ottimo livello. L’itinerario musicale è un percorso che si svilupperà a tappe fino alla ricorrenza, nel 2026, degli 800 anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia, andando a toccare diversi luoghi francescani delle Marche. Dopo le celebrazioni dello scorso anno, anniversario della Regula bullata (2023) quest’anno ricorrono le Stimmate (2024), per proseguire poi il cammino, ideato da Vincenzo De Vivo, verso il Cantico delle Creature (2025) per arrivare poi alla morte del Santo (2026). Proprio dal Lauro Rossi quindi la partenza del 2024 con lo spettacolo dal titolo “In tutte le tue creature” che proponeva attraverso le composizioni musiche di Arvo Pārt e Ludwig van Beethoven di indagare gli orizzonti musicali legati alla ricerca del divino, considerando che proprio il Santo era egli stesso un musicista e considerava la musica il miglior mezzo di connessione con l’assoluto.

Il critico Cristiano Veroli con il compositore Paolo Marzocchi
Presente in sala anche il compositore pesarese Paolo Marzocchi, autore di una meditazione su Die Ehre Gottes in der Natur Op. 48 n. 4 di Ludwig van Beethoven, commissionata dalla stessa Form e al debutto assoluto. Nella sua composizione Marzocchi ha cercato la tensione tra l’uomo e l’assoluto attraverso la contrapposizione di momenti solisti e orchestrali.
Le musiche di Arvo Pärt e Ludwig van Beethoven sono state invece scelte perché intrise di una spiritualità molto vicina a quella francescana che riconosce e “sente” la presenza di Dio nella natura. “Da pacem Domine” e “Fratres”, ovvero un quartetto d’archi seguito dalla composizione per archi e percussione, sono due delle opere più note e suggestive del compositore estone, tra i più importanti dell’epoca contemporanea. Esempi di quel minimalismo sacro che ne contraddistingue la produzione attraverso elementi molto semplici che dialogano con un ridotto materiale compositivo.

Il direttore Aram Khacheh con la Form
Nella seconda parte del concerto invece spazio a Ludwig van Beethoven, il Concerto per violino, sommo capolavoro della letteratura concertistica che esprime in forme grandiose il continuo germogliare dello spirito divino nel creato. Beethoven stesso, così come San Francesco, era famoso per andare a cercare ispirazione musicale attraverso lunghe passeggiate nella natura dove riusciva a contemplare e afferrare il sublime, riportato poi nella forma espressiva di cui il compositore tedesco è uno dei geni assoluti. Per il Concerto da sottolineare la presenza della violinista Francesca Dego che, con la sua strepitosa abilità da solista, è stata in grado di aggiungere un’ulteriore gemma (dato anche il suo abito color smeraldo) ad un concerto davvero ricco di significati e passaggi elevati. Unica nota stonata la scarsa presenza di pubblico, un vero peccato davanti ad un evento irripetibile di così alto valore artistico e culturale.
Il concerto successivo, Cieli e terre, avrà luogo al Teatro Feronia di San Severino dove, con la direzione di Pietro Consoloni, la FORM eseguirà musiche di Johann Sebastian Bach e Ludwig van Beethoven, due autori che condivisero con il Santo di Assisi la ricerca dei segni divini nella forma e nella natura. Poi il programma proseguirà a Fabriano nella cattedrale di San Venanzio, a Porto San Giorgio nella chiesa di San Giorgio Martire e infine a Fano nella chiesa di Santa Maria Nuova.

…sarà forse mancato un minimo di divulgazione… sulla data e sui contenuti dell’evento?…. personalmente … e penso di non essere l’ultimo dei disinformati… ne leggo per la prima volta ora…..
Condivido pienamente quanto scrive Biondini.