«La maggioranza perde pezzi,
dopo Cacciolari se ne va anche Lo Presti»
BOLOGNOLA - L'affondo dei consiglieri di opposizione dopo le ultime dimissioni dell'assessore: «Due persone estranee alla vita sociale della nostra comunità a sono elette, assumono incarichi di rilievo e quindi, come sono apparse si dileguano». Attacchi anche ad alcune scelte dell'amministrazione

La maggioranza di Bolognola prima degli ultimi cambi
di Monia Orazi
«Abbiamo preso atto delle dimissioni dal consiglio comunale di Bolognola dell’assessore Alfredo Lo Presti. A distanza di pochi mesi dalle dimissioni di Barbara Cacciolari, l’attuale maggioranza perde dunque un altro consigliere. Le dimissioni di due consiglieri a breve distanza di tempo, peraltro gli unici a parte sindaco e vicesindaco, ad aver rivestito un qualche ruolo nel corso dell’attuale mandato, non possono passare in sordina».
Così il gruppo consiliare di minoranza di Bolognola formato dai consiglieri Mauro Angelo Blanchi, Alessandro Lancellotti e Gianni Pieroni si è espresso durante il recente consiglio comunale. Le dimissioni di Barbara Cacciolari risalgono allo scorso maggio quando si è candidata a Matelica ed oggi ricopre il ruolo di assessore alla cultura. È stata surrogata con Valentina Gregori, Alfredo Lo Presti con l’ultimo dei consiglieri eletti in lista. Negativo il giudizio dell’opposizione: «Due persone estranee alla vita sociale di Bolognola sono elette in consiglio comunale, assumono incarichi di rilievo e quindi, come sono apparse si dileguano. Non risulta a questa minoranza che i due consiglieri, al di la degli incarichi formali, abbiano conseguito, concreti, evidenti ed espliciti risultati nei loro settori. Cacciolari e Lo Presti hanno sempre difeso con decisione ogni scelta del sindaco e della giunta, anche le più infelici come quella della secessione di gran parte del territorio comunale dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini o l’insensato piano di opere pubbliche previsto con i fondi del Pnrr. Sulla base di queste considerazioni siamo indotti a pensare che i due consiglieri dimissionari non avessero per nulla a cuore le sorti del nostro paese ma che abbiano legittimamente sfruttato la situazione, acconsentendo acriticamente alle scelte portate avanti dal sindaco, solo per accrescere la loro visibilità personale e quindi lasciare la squadra e la partita nel momento in cui hanno intravisto migliori opportunità altrove».
Blanchi, Lancellotti e Pieroni parlano di “politiche fallimentari” dell’attuale amministrazione: «C’è la possibilità che le dimissioni dei consiglieri siano motivate dalla presa d’atto delle politiche fallimentari dell’attuale amministrazione, dalla acquisita consapevolezza che le scelte portate avanti in tre anni di mandato non hanno prodotto alcun risultato pratico (se non lo sperpero di denaro pubblico), dalla possibilità che possano essere chiamati a rendere conto degli atti adottati e da adottare, anche in termini di responsabilità amministrative. A partire dal prossimo consiglio comunale torneremo a chiedere ragione delle politiche inefficaci di questa amministrazione, delle scelte sbagliate, delle ingenti risorse pubbliche impiegate per produrre molto fumo e poco arrosto, oltre che degli interventi urgenti da realizzare per il paese».
I consiglieri hanno stilato poi un cahiers de doleances delle cose che non vanno a Bolognola: «Per la prima volta da anni durante la stagione estiva appena trascorsa, non è stato realizzato nessun evento pubblico di rilievo. Il degrado del paese è sotto gli occhi di tutti: strade dissestate, muretti cadenti, pubbliche piazze adibite a parcheggi e mal tenute, materiali vari accumulati ai margini delle pubbliche vie. E’ stata realizzata l’illuminazione della carrabile che conduce all’area picnic, un’opera invadente, brutta, costosa nella realizzazione e onerosa nella gestione. Non c’è alcuna segnaletica o informazione sul web con indicazione dell’opera, non è possibile raggiungere il luogo in auto, i lampioncini sono pubblicizzati dalla ditta che li produce come ideali per ambienti costieri. La nuova seggiovia è lettera morta e, come da noi proposto da tre anni a questa parte, non c’è alcun piano alternativo per l’ammodernamento e il potenziamento degli impianti esistenti. Proseguono, a rilento, i lavori per la realizzazione del nuovo punto ristoro a Pintura al posto del vecchio edificio. Un errore del passato risorge peggio di prima, più grande, più alto, non accessibile sul fronte pubblico, un vero scempio».
I consiglieri stigmatizzano anche la scelta di escludere parte del territorio comunale dal Parco dei Sibillini e lanciano l’ultima stoccata sull’acqua: «Nel Comune di Bolognola, il più alto delle Marche e che per questo fornisce acqua di qualità a molti comune della provincia, il 13 settembre è stata emessa un’ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua per uso potabile. Siamo alla farsa e vorremmo conoscere i progetti del Comune per porre rimedio a questa assurdità. Allo stesso tempo le acque reflue confluiscono nel fiume Fiastrone senza essere depurate e nei programmi formali del Comune, ad oggi, non è prevista la realizzazione di un depuratore».