«Giunta tutta al maschile,
violata la normativa
per la parità di genere»
LORO PICENO - La denuncia di Federica Lambertucci, coordinatrice comunale di Fratelli d'Italia, che cita il richiamo arrivato dal Garante regionale Giulianelli: «Eppure ci sono tre valide figure femminili in maggioranza, addirittura Marta Miconi è stata la candidata più votata»

Federica Lambertucci, coordinatrice comunale di Fratelli d’Italia
Il secondo mandato di Robertino Paoloni a Loro Piceno si è aperto con il varo di una giunta tutta al maschile, con Bruno Achilli come vicesindaco e Fabio Pisani come assessore, escludendo quindi dalle cariche almeno una tra le donne elette nelle ultime elezioni (le consigliere Mara Timi, Marta Galletti e Marta Miconi, quest’ultima peraltro la più votata tra i consiglieri con 80 preferenze). Una violazione della normativa, secondo la coordinatrice comunale di Fratelli d’Italia Federica Lambertucci.
«Paoloni ha creduto di rimediare alla discriminazione accontentando il gentil sesso presente in consiglio con due incarichi di mera rappresentanza alle pari opportunità, uno per la consigliera Timi Mara e l’altro per la consigliera Galletti – afferma Lambertucci – ma ora interviene anche il Garante regionale dei diritti alla persona della Regione Giancarlo Giulianelli, che ha invitato formalmente l’amministrazione di Loro Piceno ad adeguarsi al dettato normativo. L’Ufficio della Difesa civica regionale chiede espressamente il riesame delle nuove nomine della Giunta comunale al fine di garantire l’equilibrio della rappresentanza di genere, confidando, si legge nella nota, “nella volontà del sindaco di essere garante per una corretta amministrazione pubblica a sostegno di una democrazia sostanziale del suo territorio comunale”».
La normativa prevede l’obbligo, ma non stabilisce la sanzione. «E’ un vulnus normativo, ma il dato politico è chiaro ed è piuttosto avvilente – commenta Lambertucci – eppure il sindaco aveva nella sua squadra tre giovani donne valide sia per titoli di studio (Galletti e Timi sono laureate e Marta Miconi è un geometra) che per esperienza (se si pensa che Mara Timi, oltre ad essere dottore commercialista, è stata già consigliera nel primo mandato Paoloni con delega al bilancio). Insomma, se si considera che la carica di assessore è una carica fiduciaria assegnata dal sindaco con proprio decreto, è facile dedurre che nessuna delle stesse è stata ritenuta all’altezza. Ciò nonostante le preferenze e il rispetto della rappresentanza politica visti i voti ricevuti da Marta Miconi all’ultima tornata elettorale. A dire il vero non meraviglia molto la scelta di Paoloni, visto che già nel precedente mandato ha sì nominato Fabrina Mucci come suo vicesindaco, salvo poi bypassarla sistematicamente. Solitamente a sinistra le donne sono conosciute per essere combattive e per rivendicare il proprio ruolo. Sorprende che a difenderle su questo punto sia la sottoscritta, militante di Fratelli D’Italia. Spiace rilevare come il Comune di Loro Piceno, così determinandosi, rappresenti un esempio negativo nella garanzia della parità di genere. Peraltro, anche sotto un piano meramente politico, non solo ci si aspetta che chi si candida, donne incluse, sia disponibile anche ad incarichi amministrativi, ma anche che ciò sia frutto di una preventiva programmazione anche in fase di candidatura della possibile squadra amministrativa, specie in casi in cui al momento della candidatura si sa già di non avere avversari, visto che Paoloni era l’unico candidato sindaco in questa tornata. La parità di genere è un valore democratico con valenza sostanziale, frutto di lunghi percorsi di affermazione femminile anche nella gestione della res pubblica. Non è una mera regola procedimentale da aggirare. È un valore da perseguire anche verso le giovani generazioni. Spiace costatare che in questo caso non sia avvenuto».
I fratelli non trascurino le sorelle.
Si può arrivare al paradosso che una donna priva di competenze venga preferita ad un uomo che dotato di competenze. Insomma la parità deve essere vista alla luce delle competenze.