«Nuovo polo scolastico a Sambucheto:
impianti obsoleti e finestre sbagliate,
ora il Comune deve correre ai ripari»
MONTECASSIANO - La denuncia del consigliere d'opposizione Enzo Piermarini: «Per l’ennesima volta abbiamo fatto notare queste problematiche per rimarcare che non si tratta di un completamento della scuola, ma di un rifacimento a partire da errori precedenti. Speriamo che non sia così per ogni lavoro pubblico»

Enzo Piermarini
L’amministrazione comunale deve già correre ai ripari per sistemare alcune parti del polo scolastico di Sambucheto aperto solo un anno fa. La denuncia arriva da Enzo Piermarini, già candidato sindaco e consigliere comunale di opposizione, che ha fatto le pulci alla struttura, che era stata riqualificata dal punto di vista sismico e dell’efficientamento energetico con lavori per circa 3,5 milioni.
«Avevo già notato diverse problematiche a livello di impiantistica e le avevo fatte presenti in consiglio comunale già lo scorso autunno – sottolinea Piermarini – in primis, ogni aula ha un lavandino ad uso dei bambini, ma l’acqua calda sanitaria è prodotta con la caldaia a metano. Si era parlato di scuola green, pompe di calore, energie rinnovabili e invece niente di tutto questo. Spendere 3 milioni e mezzo e non pensare a questo aspetto è follia. In secondo luogo, la ventilazione meccanica controllata, il ricambio d’aria all’interno della scuola: ci dicevano di stare tranquilli che sarebbe stata fatta e invece non c’è ed è importantissima perché dà anche un risparmio sui riscaldamenti. Poi il fotovoltaico: si è usata una tecnologia del 2005, senza accumulo di energia. Inoltre, ci sono i termostati ambiente che sono stati installati a 50-60 centimetri dal termoconvettore, per questo non funzionava».
Non solo: ci sarebbero anche finestre mal realizzate. «Su alcune finestre c’è una soglia che è a 20-30 centimetri da terra, in pratica è come se ci fosse uno scalino – rimarca il consigliere comunale – e infatti i vigili del fuoco hanno fatto delle prescrizioni e chiesto di intervenire. E il Comune è quindi costretto a rimettere le mani su una scuola aperta solo un anno fa, spendendo ulteriori soldi per cose che sono state fatte male. È ora che il sindaco dica la verità, anziché sbandierare solo presunti successi. Per l’ennesima volta abbiamo fatto notare queste problematiche per rimarcare che non si tratta di un completamento della scuola, ma di un rifacimento a partire da errori precedenti. Speriamo che non sia così per ogni lavoro pubblico».
(Ma. Pa.)
Di bene in meglio complimenti. Ma questi lavori chi li ha seguiti la cosa lascia perplessi o no?
Mi permetto di ricordare che questa scuola, costruita negli anni ’80, prima del terremoto di Ancona, durante la cerimonia dell’inaugurazione, pioveva dal soffitto l’acqua piovana e si cerco di rimediare. In seguito, con la scusa del terremoto, ebbero dei fondi di risarcimento,usati per qualche nuovo rattoppo, mentre la cooperativa Valpotenza, (la cosiddetta bocciofila) distante 15 metri, costruita risparmiando molti anni prima, col lavoro dei volontari, non ebbe neanche una crepa. Vediamo se stavolta questa storia avrà finalmente fine.
Vergognatevi
Signor Corsi, “quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”.