«Export Marche, dati allarmanti:
flessione del -41,3% nel primo semestre.
Solo il settore moda ha perso 72 milioni»
L'INTERVENTO della Cna dopo i dati della Camera di commercio che certificano un profondo stato di crisi: «Le rassicurazioni sommarie fornite dal ministro Adolfo D'Urso, purtroppo, non hanno portato a interventi concreti. Se il governo non ha risorse, o ha altre priorità chiediamo l'intervento diretto della Regione, è giunto il momento che si faccia carico della situazione»

Maurizio Tritarelli
«Esprimiamo forte preoccupazione per i dati allarmanti sull’export delle Marche, con una flessione del -41,3% nel primo semestre del 2024. In questo quadro desolante, il settore moda, comprendente tessile, abbigliamento e calzature (Tac) si conferma, secondo i dati della Camera di Commercio delle Marche, tra i comparti più colpiti, con un calo delle esportazioni del 5,7%, corrispondente a una perdita di 72 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2023».
E’ l’allarme lanciato da Cna Macerata. Il presidente Maurizio Tritarelli, imprenditore del settore, conferma l’impasse su tutta la filiera: «Nonostante il recente incontro con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in cui erano presenti anche le delegazioni marchigiane, la situazione del settore Tac rimane estremamente critica. Le rassicurazioni sommarie fornite dal ministro, purtroppo, non hanno portato a interventi concreti. Al di là di vaghe promesse, non vi è stata alcuna certezza né sull’attivazione di risorse né su misure straordinarie per salvaguardare un settore che è storicamente il motore dell’economia manifatturiera marchigiana».
Cna Macerata ribadisce l’urgenza di concretizzare le richieste avanzate dall’associazione di categoria al Governo: «Abbiamo consegnato al ministro un pacchetto di misure essenziali da porre in atto, che prevede un credito d’imposta strutturale, un taglio del 50% sugli oneri fiscali, maggiori fondi per la transizione green e digitale, oltre a una moratoria sui mutui. Questi interventi, sono vitali per la sopravvivenza delle imprese del distretto, ma devono trovare risposte. Il settore moda, simbolo del Made in Italy nel mondo, non può più sopportare solo pacche sulle spalle e generiche rassicurazioni – ribadisce Tritarelli – Se il governo non ha risorse, o ha altre priorità chiediamo l’intervento diretto della Regione Marche. È giunto il momento che le istituzioni regionali si facciano carico della situazione, mettendo in campo risorse certe e misure tempestive per sostenere un comparto che rappresenta l’eccellenza del nostro territorio e che dà lavoro a migliaia di persone. Il distretto moda del Fermano- maceratese ha bisogno di interventi reali e tangibili per superare questa crisi. Non possiamo più permetterci di attendere i tempi della politica, mentre le nostre aziende soffrono e il futuro di centinaia di famiglie è a rischio».
A pochi giorni dall’inizio del Micam di Milano (15-18 settembre), il prestigioso salone internazionale dedicato alla calzatura, e dall’apertura della Settimana della Moda (17-23 settembre), sempre nel capoluogo lombardo, si prospetta un’importante occasione di confronto e condivisione per tutti gli operatori del settore. «In questo contesto – precisa Tritarelli – rilanceremo con determinazione le nostre proposte, volte a supportare e rilanciare il comparto moda, con l’obiettivo di affrontare le sfide attuali e garantire un futuro per le nostre imprese». Cna Macerata si impegna a continuare il confronto con tutte le istituzioni e a rappresentare con forza le istanze delle aziende del distretto della moda, affinché non si arrivi al collasso di un comparto che ha fatto la storia e il prestigio delle Marche. Ora, più che mai, servono scelte coraggiose e una politica che sappia rispondere con tempestività alle esigenze delle imprese.
Quelli che mi fanno più tenerezza sono i cittadini che pensavano che questo governo, sia regionale che nazionale, avrebbe migliorato qualcosa. Poi ci sono quelli che tifano per l’ideologia,ma li ci sono i paraocchi e non c’è speranza.
Questi nostri politici non ne azzeccano una .Va bene che si è persa la guerra e siamo diventati un protettorato americano ma darsi la zappa sui piedi è il massimo. Basta guardare la Germania come è finita prima era la locomotiva d’Europa adesso è un calesse . Silvio è stato un politico lungimirante ma è stato disarcionato per miseri calcoli politici e queste sono conseguenze signori che lo si voglia o no.
Signor valenti può farmi un esempio di lungimiranza da parte di Silvio? Il bunga bunga è escluso
Signor Mariani Silvio a Pratica di mare ha fatto incontrare Bush jr e Putin perché già sapeva che se non si portava la Russia su certi binari la storia finiva male cosa che adesso sta accadendo purtroppo seconda cosa il cavaliere per l’Ucraina propose il modello Alto Adige che da noi ha funzionato benissimo dopo anni turbolenti ma non si è voluto fare allora poi non ci si lamenti che in Donbass succede quel che succede.Per finire la Libia fu contrario all’uccisione di Gheddafi ed ora ci troviamo inondati di immigrati clandestini che partono di lì si ritiene soddisfatto delle cose che ho detto? Spero di si .
Ah quindi la lungimiranza di Silvio è stata quella di ruffianarsi un dittatore e un costruttore di armi che viene ricordato come uno dei peggiori presidenti americani,con il trattato NATO- Russia Relations, per poi partecipare alla vergognosa campagna contro Iraq e Afganistan. Ho capito come la pensa. Grazie.
Il problema è stato sollevato da Federmoda al ‘Tavolo della Moda’ il 6 agosto a Palazzo Piacentini a Roma.