Marchestorie saluta Ussita
tra libri e poesia
USSITA - I sonetti di Giorgiomaria Cornelio e del "poeta-pastore" Renato Marziali hanno fatto da cornice alla tappa tra i Sibillini del festival promosso dalla Regione

E’ calato il sipario sulla tappa ussitana di Marchestorie. Un progetto che ha valorizzato una parte dell’identità dei luoghi ussitani, delle memorie e del presente, una occasione di dialogo intergenerazionale che ha fatto conoscere ai pubblici mondi diversi uniti dal discorso poetico.

Giorgiomaria Cornelio
Sette eventi dislocati nel paese frequentato da Giorgiomaria Cornelio a piedi e in biciletta nella sua residenza poetica, restituita al pubblico in uno scambio con cittadini e residenti e con le poesie dedicate ad Ussita che avranno nuovo futuro. Ricca di suggestioni, divertimento e profonde riflessioni la serata principale del format, grazie al dialogo tra i poeti Renato Marziali e Giorgiomaria Cornelio che si sono conosciuti per la prima volta nei giorni in cui hanno avuto occasione di ascoltarsi a vicenda ed apprezzarsi. Le letture delle poesie che Rodolfo Settimi, romano di nascita ma innamorato di Ussita, ha dedicato nel tempo a questi luoghi, hanno donato emozioni, come la musica dei maestri Samuele Giacomozzi e Lallo Pascucci.
Interessante e suggestiva anche la processione poetica nei luoghi feriti dal sisma e nella natura proposta dal collettivo Congerie, per una riattivazione dei luoghi «memoria e rinnovamento che trasforma la ferita in occasione di viandanza». La presentazione della riedizione del libretto “Pastorello” con le nuove poesie di Renato Marziali, voluto dall’amministrazione comunale e distribuito dalla Pro Loco Ussita 7.1, è stato un momento utile anche per comprendere la poetica di Marziali grazie all’ intervento del prof Andrea Rebichini che nella prefazione al volumetto scrive: «Nei versi di Renato si condensa un’esemplare saggezza di vita, fatta di ragione e sentimento, di realismo e di idealità, di conoscenza dell’uomo e nello stesso tempo di ascolto attento della voce di una natura madre e compagna dell’umana avventura». La prefazione della riedizione “Pastorello” ha una introduzione alla prima edizione del 1991 in memoria del cardinale Luigi Stella e si è arricchita anche delle parole della sindaca Silvia Bernardini che scrive: «Renato è un’istituzione per gli ussitani e non solo per il fatto, noto, di essere uno degli ultimi pastori-poeti dei Monti Sibillini. Il carattere poliedrico di Renato lo ha anche reso uno dei principali attori della vita sociale e amministrativa del nostro Comune, sedendo per diverse legislature sui banchi del consiglio e della giunta comunale e contribuendo con competenza e dedizione, con la sua saggezza e pacatezza, allo sviluppo del nostro Comune in un periodo sicuramente non facile. Io ho avuto l’onore di poter vivere quegli anni al suo fianco come giovane consigliere e poter far tesoro dei suoi consigli e aneddoti».

La parola è custode di ricordi, memorie, tradizioni, narrazioni intime e personali che fanno bene a chi la scrive e a chi vuole immergersi dentro racconti di vita che riguardano piccole comunità o singoli esseri umani ma che in qualche modo rappresentano anche i vissuti collettivi. Con questo spirito nell’evento conclusivo del progetto è stato dato spazio alle esperienze di frequentazione del laboratorio di scrittura autobiografica che ha dato vita alla pubblicazione “Nelle mie montagne che cambiano ogni giorno”, Zefiro Edizioni e al percorso che ha consentito la nascita della guida di comunità “Monti Sibillini. Ussita deviazioni inedite raccontate dagli abitanti”, Ediciclo Editore. E poi l’incontro con l’artigiano del legno Maurizio, con gli artisti Valentina e Franchino e di un mondo fatto di persone attive testimoni dei luoghi.





