«Mio marito malato oncologico,
impossibile fare un’ecografia di controllo:
Saltamartini non parli di prevenzione»
MATELICA - Lo sfogo di Patrizia Tiranti, che ha scritto una lettera aperta al vicepresidente della Regione. «Tre giorni per riuscire a parlare col Cup e sentirmi dire che era impossibile effettuare l'esame»

Un ecografo
«Mio marito operato per un tumore al pancreas, non ha modo di prenotare un’ecografia di controllo nelle Marche». L’ennesimo caso legato alle lunghe liste d’attesa della sanità pubblica lo segnala Patrizia Tiranti, matelicese come il marito. Da giorni cerca invano una soluzione per la situazione. Così ha deciso di scrivere una lettera aperta indirizzata all’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini.
Nella lettera segnala le difficoltà «che abbiamo incontrato per avere un’ecografia di controllo che dovrebbe essere fatta nella prima metà di settembre – scrive la donna – non riusciamo a trovare una soluzione con il servizio sanitario delle Marche e purtroppo credo dovremmo farla a pagamento come è successo per altre prestazioni e visite. Dopo diversi giorni che il centralino del Cup non era disponibile con il messaggio “le linee sono tutte occupate, riprovi più tardi”, finalmente al terzo giorno sono riuscita ad avere la linea e dopo aver atteso dalla 163esima fino alla prima posizione mi è stato gentilmente comunicato dall’operatore che non c’era nessuna possibilità di effettuare tale prestazione neanche per i controlli dei malati oncologici. Sicuramente questo mio sfogo non toccherà né la sua coscienza né la sua sensibilità – dice ancora – però almeno mi faccia il favore di non parlare di prevenzione nelle sue uscite pubbliche, sembra proprio una presa in giro visto che non riuscite ad erogare neanche lo stretto indispensabile per i malati oncologici. Se pensa di non essere responsabile di questa situazione ed è convinto che sia sempre colpa di altri, come spesso le ho sentito dire, allora eviti di rispondere a questa mia lettera».
(di Redazione Cm)
Mi sa tanto che con le castronerie ci accende il fuoco. Nessuno dice che le risorse (quelle economiche) scarseggiano sempre di più.
Oramai sono 4 anni che sono in regione: hanno smembrato l’ Asur creando cinque Ast asservite al potere di Saltamartini; il Piano socio-sanitario è un piano di distrazione di massa. Credo che nemmeno chi li ha eletti non si beva più la cantilena delle vecchie giunte.Non ci resta che aspettare un altro anno, sperando che fortuna e salute ci assistano, per vedere questi fenomeni fuori da Palazzo Raffaello
Una mattina qualcuno proverà a chiamare il Cup per prendere un’appuntamento per valutare un tumore che gli sta dando il tormento. Mi scusi, pagano quasi tutti e Lei che è parte in causa telefona qui? State privatizzando , sfasciando tutto, non dando la possibilità di curarsi a chi non può pagarselo e ha il coraggio di telefonare qui sapendo che comunque anche senza passare per il Cup qualcuno vedrà che per lei un buco lo trova. Vada incontro al suo destino come tutti e di certo non speri nelle preghiere di chi lo detesta e a ragione. A Lei non verrà concesso più tempo di quello che gli spetta, ad altri invece viene scientemente tolto.
…il nuovo che avanza “MODELLO MARCHIGIANO”…
Se continuiamo a votare alternando centro destra e pd non solo non risolveremo mai niente ma faremo la fine dell’Argentina. Lasciamo a casa i limiti ideologici e cerchiamo persone nuove.
Prosegue la corsa verso il privato, iniziata col csx e ora proseguita dal cdx. L’Assessore ha il solito stile imbonitorio che asseconda chiunque per un consenso, storia già nota.
Un abbraccio Patrizia.
PS: e c’è ancora chi rifiuta il Mes Sanitario …
Ultim’ora il debito pubblico sfiora i 3.000 miliardi poi dopo cosa vogliamo pretendere con questi numeri signori non si va da nessuna parte.
Sì, Valenti, ma il debito pubblico americano è di 35.000 miliardi di dollari e loro vanno da tutte le parti, perfino sulla luna, dicono, se riescono a ricordarsi com’erano fatte le tute nel 1969…
Querelate, e denunciate chi di dovere, alla fine, qualcosa di buono salterà fuori. Tutti insieme, siamo più forti.