Chiazza scura e odore di benzina,
scattano i controlli a Porto Potenza

MARE - La sindaca Noemi Tartabini ha contattato l'Arpam dopo alcune segnalazioni, sopralluogo anche della Guardia Costiera. L'ipotesi: la fuoriuscita naturale di idrocarburi dal sottosuolo

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I rilievi della Guardia costiera (foto d’archivio)

di Laura Boccanera

Macchie iridescenti, odore di benzina e chiazze scure in mare a Porto Potenza, sopralluoghi dell’Arpam, ma potrebbe trattarsi della fuoriuscita naturale di idrocarburi dal sottosuolo. Allarme ieri a Porto Potenza dove numerosi bagnanti hanno segnalato la presenza di un forte odore di idrocarburi e relative macchie scure nelle acque del litorale potentino nella zona sud e centro sud.

«Informiamo la cittadinanza – il post dell’amministrazione comunale sulla pagina Facebook ufficiale del Comune – che, in seguito alle segnalazioni di presenza di forti odori di idrocarburi e di relative macchie scure nelle acque del nostro litorale (zona sud e centro sud), il sindaco ha provveduto ad allertare l’Arpam che si occuperà delle dovute rilevazioni».

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Una ragazza sarebbe uscita dall’acqua con addosso una sostanza appiccicosa tipo catrame. Ma l’odore di petrolio si sarebbe sentito anche a Civitanova secondo alcune testimonianze. La sindaca Noemi Tartabini ha allora allertato le autorità competenti e l’Arpam per alcuni prelievi nella zona. Nel pomeriggio l’Agenzia per la protezione ambientale ha fatto alcuni monitoraggi nella zona non ravvisando però anomalie.

Questa mattina anche la Capitaneria di porto sta effettuando un sopralluogo nell’area interessata dalle segnalazioni. Potrebbe però trattarsi di un fenomeno del tutto naturale, già noto e presente in Adriatico, ossia dell’affioramento dal sottosuolo di idrocarburi solidi. Un fenomeno già studiato nel 2010 dalla Politecnica delle Marche che ha riscontrato al largo di Fontespina nel fondale la presenza di idrocarburi naturali, gas che spesso affiorano in superficie formando macchie oleose. Il rischio a riva è trascurabile per i bagnanti e sale a rischio basso a 2500 metri dalla riva.

 


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