Unione montana, ecco il Gentilucci-ter
CAMERINO - Il sindaco di Pieve Torina rieletto alla guida dell'ente dopo la modifica statutaria del 2022 che ha aperto al terzo mandato. Servizio idrico e ammissione di Castelsantangelo e Monte Cavallo le prossime sfide

Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina
di Monia Orazi
Non c’è due senza tre, recita il proverbio. Alessandro Gentilucci è infatti stato rieletto per la terza volta alla guida dell’Unione montana Marca di Camerino.
Il consiglio comunitario si è riunito ieri pomeriggio nella sede di Vallicelle a Camerino, con i rappresentanti dei Comuni di Camerino, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Serravalle e Ussita. Gentilucci ha esposto la mozione programmatica e successivamente si è tenuta l’elezione, dal risultato scontato visto che non vi erano degli sfidanti. Si è discusso dell’inclusione della Festa del solstizio d’estate, tenutasi a giugno a Pieve Torina, nella scheda marketing e sviluppo territoriale, finanziato con risorse regionali dei fondi europei Fesr 2014-2020. Ultimo punto in discussione è stata la salvaguardia degli equilibri di bilancio.
Gentilucci era stato eletto per la prima volta nel 2014 alla guida dell’allora Comunità montana, poi trasformata nel 2015 in Unione montana. È stato poi riconfermato nel 2019 per il secondo mandato. Fino all’aprile 2022 lo statuto dell’unione montana di Camerino prevedeva il limite di due mandati per la carica di presidente, ma durante una seduta del consiglio comunitario tenutasi il 28 aprile 2022 lo statuto è stato modificato per dare il via libera al terzo mandato. Altra modifica apportata allo statuto ha previsto la necessità della maggioranza semplice per l’elezione del presidente.
Tra i progetti portati avanti da Gentilucci nel corso del mandato appena concluso, l’attuazione della strategia delle aree interne e la ripresa del progetto del parco eolico di Monte Tolagna sito in un’area tra i comuni di Monte Cavallo, Pieve Torina e Serravalle di Chienti, attualmente in fase di valutazione di impatto ambientale. Tra le questioni aperte che Gentilucci dovrà affrontare il passaggio della società Valli Varanensi, che gestisce l’acquedotto comunitario, al soggetto pubblico provinciale per l’affidamento in house del servizio idrico, aspetto di cui Gentilucci si occupa anche in qualità di presidente dell’Ato, ed inoltre la questione tuttora aperta dell’ammissione nell’Unione montana dei comuni di Castelsantangelo e Monte Cavallo che avevano avviato un contenzioso con un ricorso al Tar, che è stato parzialmente accolto, con la prescrizione di esaminare di nuovo da parte del consiglio comunitario la richiesta di accoglimento dei due Comuni.
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