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Cosmari, il sarcasmo di Bisonni:
«Vista l’incapacità di Provincia e sindaci
bisognerebbe augurarsi l’arrivo dei privati»

RIFIUTI - Il portavoce provinciale di Europa Verde, ironia a parte, ribadisce il no all'apertura a un socio privato: «E’ chiaro che, se entrerà, non verrà per fare beneficenza ma per conseguire il suo lecito profitto, che sarà scaricato, ne siamo sicurissimi, sui cittadini. No cari amministratori, assumetevi le vostre responsabilità. Riprendete il controllo della situazione che vi è sfuggita di mano»

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Sandro Bisonni

Si unisce anche Europa Verde al coro di no sul paventato ingresso di soci privati nel Cosmari. L’intervento di Sandro Bisonni, portavoce provinciale del partito, non fa che ribadire le posizioni espresse da sempre dagli ambientalisti.

«Se non fosse per il fatto che siamo sicurissimi che l’ingresso di un privato nel Cosmari porterà a consistenti aumenti della Tari a svantaggio della comunità, ci sarebbe quasi di augurarselo vista la comprovata incapacità della Provincia e dei sindaci nel gestire la cosa pubblica e i rifiuti in particolare – attacca Bisonni – i ritardi dovuti agli errori commessi da più soggetti, nell’individuazione della discarica provinciale hanno portato e porteranno ad aumenti della Tari, aumenti che per ora tengono in piedi il bilancio del Cosmari ormai paragonabile ad un carrozzone all’italiana, con centinaia di dipendenti e un cda scelto anche e soprattutto con logiche politiche. In questa situazione drammatica, l’ente contemporaneamente programma di realizzare un digestore anaerobico da 60 milioni, perfettamente inutile in quanto l’organico dell’intera provincia è già attualmente gestito in totale autonomia».

Europa Verde ribadisce la sua contrarietà all’ingresso di un privato nel Cosmari per un motivi molto semplice. «E’ chiaro che, se entrerà, non verrà per fare beneficenza ma per conseguire il suo lecito profitto, che sarà scaricato, ne siamo sicurissimi, sui cittadini – prosegue Bisonni – non ci consola affatto nemmeno l’idea che il privato avrà inizialmente una quota minoritaria, perché l’esperienza ci insegna che con il tempo, gli squattrinati enti pubblici perderanno quote aggiuntive, soprattutto se dovessero servire aumenti di capitale per progetti milionari, a vantaggio del privato che al contrario pian pianino guadagnerà quote sempre più consistenti, fino ad impossessarsene completamente. Ma ora la pillola, o meglio la supposta, ce la indorano così. No cari amministratori, assumetevi le vostre responsabilità, studiate, lavorate, impegnatevi maggiormente e riprendete il controllo della situazione che vi è sfuggita di mano, fate quello per cui siete stati eletti e stipendiati, ossia il bene della comunità e respingete al mittente qualsiasi oscena proposta di privatizzazione».

 

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