Inseguimento e sparatoria a Cingoli,
il pastore lascia i domiciliari

INCHIESTA - L'uomo, accusato di tentato omicidio, oggi si è presentato in tribunale per l'interrogatorio di garanzia: si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha disposto l'obbligo di dimora. E' ancora caccia al presunto complice

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tribunale-macerata2-325x209Esce dai domiciliari e avrà l’obbligo di dimora Marco Carzedda, il pastore 45enne titolare di un’impresa agricola a Staffolo accusato di tentato omicidio e porto illegali di armi dopo la sparatoria di Cingoli. L’uomo, arrestato sabato dai carabinieri, oggi si è presentato in tribunale a Macerata per l’interrogatorio di garanzia, assistito dall’avvocato Roberto Regni. Si è avvalso della facoltà di non rispondere e il giudice ha accolto le richieste della difesa di una misura meno afflittiva.

Carzedda è accusato, insieme a un tunisino ancora latitante, di aver inseguito un’auto con cinque tunisini a bordo con un furgoncino, da quale sarebbero partiti due colpi di fucile, uno dei quali avrebbe raggiungo al petto uno dei tunisini, poi ricoverato con un polmone perforato.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 25 novembre scorso i cinque tunisini sarebbero andati nell’azienda del pastore a Staffolo e se la sarebbero presa prima col tunisino ora latitante che avevano trovato lì, poi con un bastone si sarebbero accaniti sull’auto del 45enne, prendendola a mazzate e danneggiandola. Quindi sarebbero scappati. A quel punto, il 45enne e il tunisino che aveva assistito alla scena avrebbero preso il furgoncino e si sarebbero messi all’inseguimento dei cinque tunisini. Una volta incrociata per le strade di Cingoli l’auto, dal furgoncino sarebbero partiti due colpi di fucile: uno sarebbe andato a vuoto, finendo sul parabrezza. L’altro invece ha centrato uno dei cinque tunisini. Gli inquirenti hanno ricostruito anche il presunto movente. Secondo l’accusa, infatti, tutto sarebbe nato dal fatto che uno dei cinque tunisini avrebbe pretesto dal pastore la restituzione di 3mila euro, versata per una falsa assunzione nell’azienda agricola, che poi non si sarebbe concretizzata.

(redazione CM)

La ritorsione, il folle inseguimento e due colpi di fucile sparati da un furgoncino: arrestato per tentato omicidio

 


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