Falsi corsi di italiano e corruzione
per ottenere la cittadinanza:
in due patteggiano
TRIBUNALE - Un imprenditore maceratese e un argentino hanno patteggiato tre anni. La vicenda riguarda istanze presentate da cittadini extracomunitari tra il 2020 e il 2022 a Macerata e Civitanova

Il tribunale di Macerata
Corruzione e violazione delle legge sull’immigrazione per far ottenere a diversi argentini la cittadinanza italiana, in due patteggiano tre anni. Sotto accusa davanti al gup Claudio Bonifazi del tribunale di Macerata erano finiti Aldo Giustozzi, maceratese, 65 anni, imprenditore titolare di un’agenzia di pratiche per la cittadinanza e Luciano Amedeo Soffiato, 37 anni, argentino, residente in provincia di Rimini. Il primo doveva rispondere di corruzione e violazione della legge sull’immigrazione, l’altro solo di violazione della legge sull’immigrazione.
I due erano finiti nell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Macerata insieme ad altre tre persone che hanno deciso di affrontare il processo (Pablo Gabriel Buschini, 43, argentino, residente a Civitanova; Loriane Ribeiro Borelli, 32, residente a Civitanova e Eleonora Papili, 66 anni, civitanovese, ispettrice della polizia locale).
I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 2020 e il 2022 a Macerata e Civitanova. Secondo l’accusa, sostenuta in aula dal pm Vincenzo Carusi, diversi cittadini argentini avrebbero ottenuto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis illecitamente. In particolare a Giustozzi e Soffiato veniva contestato l’aver procurato fatture che attestavano il pagamento di corsi di italiano per stranieri da seguire in Italia ma in realtà mai frequentati dalle persone interessate. Mentre al solo Giustozzi l’aver concordato con l’ispettrice della polizia locale giorno e orario esatto (ben oltre, dice l’accusa, il principio di leale collaborazione in materia tra soggetto pubblico e soggetto privato) dei controlli riguardanti l’effettiva sussistenza della dimora abituale di diversi cittadini argentini clienti dell’agenzia di Giustozzi stesso, in cambio di consulenze e servizi gratuiti. Da qui l’accusa di corruzione.
All’udienza preliminare del maggio scorso mentre gli altri tre rinviati a giudizio avevano deciso di affrontare il processo, Giustozzi assistito dall’avvocato Valeria Attili e Soffiato difeso dall’avvocato Melissa Basilici avevano deciso di patteggiare e il gup aveva rinviato ad oggi per valutare se dare o meno l’ok al patteggiamento. All’udienza di stamattina quindi Giustozzi ha patteggiato tre anni, convertiti in lavori socialmente utili e una multa di 24mila euro. E anche Soffiato ha patteggiato tre anni convertiti in lavori di socialmente utili.
(Redazione Cm)
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