Corruzione per ottenere la cittadinanza,
rinviata a giudizio una vigilessa

DAL GUP - La vicenda riguarda istanze presentate da cittadini argentini. In 5 sotto accusa a vario titolo, tre andranno a processo, gli altri due hanno chiesto di patteggiare (per loro udienza rinviata a luglio)

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tribunale-macerata-1-650x488di Gianluca Ginella

Cittadini argentini avrebbero ottenuto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis illecitamente, in cinque finiscono sotto accusa dal gup. Tra loro una vigilessa in servizio a Civitanova e un imprenditore che sono accusati di corruzione. Gli altri tre imputati devono rispondere di violazione della legge sull’immigrazione. Oggi tre persone sono state rinviate a giudizio, altre due hanno chiesto di patteggia.re L’indagine è dei carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Macerata. I 5 imputati devono rispondere di fatti che sarebbero avvenuti tra il 2020 e il 2022 a Macerata e Civitanova.

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Il pm Enrico Barbieri

Sotto accusa davanti al gup Claudio Bonifazi del tribunale di Macerata sono finiti Aldo Giustozzi, maceratese, 65 anni, imprenditore, titolare di un’agenzia di pratiche per la cittadinanza, difeso dagli avvocati Valeria Attili e Danilo Bompadre, Luciano Amedeo Soffiato, 37 anni, argentino, residente in provincia di Rimini, Pablo Gabriel Buschini, 43, argentino, residente a Civitanova, Loriane Ribeiro Borelli, 32, residente a Civitanova. A queste quattro persone si è aggiunta una ispettrice della polizia locale di Civitanova, Eleonora Papili, 66 anni, civitanovese, ispettrice della polizia locale.

Oggi sono stati rinviati a giudizio Papili, Buschini e Borelli mentre Giusozzi e Soffiato hanno chiesto di patteggiare (il pm Enrico Barbieri ha dato l’ok) e il giudice ha rinviato al 3 luglio per valutare se dare o meno l’ok al patteggiamento. Dopo il rinvio a giudizio, i legali di Papili, gli avvocato Marco Massei e Gabriele Pacini hanno sottolinea che «al processo dimostreremo l’innocenza della nostra assistita».

A Soffiato, Buschini, Borelli viene contestata la violazione della legge sull’immigrazione in Italia. A Giustozzi viene contestata sia quella che la corruzione, mentre a Papili viene contestata la corruzione e la falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.

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L’avvocato Marco Massei

Giustozzi, Soffiato e Buschini devono rispondere di avere procurato ad una donna fatture o ricevute relative al pagamento di corsi di italiano per stranieri da seguire in Italia che comprovavano, falsamente per la procura, la sua volontà (in realtà inesistente) di partecipare ai corsi (mai frequentati). Con questa documentazione la donna avrebbe ottenuto il visto consolare per l’ingresso richiesto per i voli in partenza dall’Argentina verso l’Italia in violazione al Dpcm vigente durante l’emergenza epidemiologica.

Di una condotta praticamente identica per l’ottenimento di un visto consolare da parte di un argentino, viene contestata a Giustozzi, Soffiato, Buschini e Riberio Borelli. Anche in questo caso avrebbero procurato fatture che attestavano il pagamento di corsi di italiano per stranieri da seguire in Italia ma mai frequentati dall’uomo. I fatti sarebbero avvenuti a Macerata nell’agosto 2021.

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L’avvocato Valeria Attili

A Giustozzi e Buschini viene inoltre contestato di aver procurato ad una donna la sua illegittima iscrizione nei registri anagrafici del comune di Civitanova nonostante si trovasse in quel momento in Spagna, e garantendole «pertanto il presupposto – scrive la procura – per l’apertura della procedura amministrativa finalizzata al riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis che di fatto veniva da loro instaurata al comune di Civitanova così da consentirle di ottenere illegittimamente il rilascio del permesso di soggiorno per attesa cittadinanza». I fatti sarebbero avvenuti tra luglio 2021 e marzo 2022.

CORRUZIONE – A Giustozzi e ad Eleonora Papili viene contestata la corruzione. La donna avrebbe ottenuto utilità consistenti nella facoltà di avvalersi, in diverse occasioni, a titolo gratuito, dell’assistenza, delle consulenze, e dei servizi della agenzia di Giustozzi in materia di disbrigo pratiche amministrative per stranieri. In cambio avrebbe concordato con lui giorno e orario esatto (ben oltre, dice la procura, il principio di leale collaborazione in materia tra soggetto pubblico e soggetto privato) dei controlli riguardanti l’effettiva sussistenza della dimora abituale-presenza di diversi cittadini argentini clienti dell’agenzia di Giustozzi in relazione a pratiche concernenti il riconoscimento delle cittadinanza iure sanguinis da instaurare al comune di Civitanova e «presupponenti l’iscrizione degli stessi nei registri comunali della popolazione residente» dice la procura. In alcune occasioni, Papili avrebbe concordato giorno, orario esatto dei controlli e li avrebbe effettuati in luoghi concordati e diversi da quelli in cui erano effettivamente alloggiati gli stranieri clienti di Giustozzi.

In alcune occasioni Papili avrebbe attestato falsamente la presenza in un’abitazione di un cittadino argentino in quel momento non presente nel comune di Civitanova o addirittura nemmeno arrivato in Italia. Questi fatti sarebbero avvenuti a Macerata e Civitanova da ottobre 2020 ad agosto 2021.

«Corruzione per ottenere la cittadinanza», nei guai ispettrice della Municipale e il titolare di un’agenzia


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