Gran colpo per la Lube calcio:
affidata all’ex Milan Federico Giunti
la direzione tecnica dell’Academy
TREIA - L'ex allenatore della Maceratese in Serie C ha guidato la Primavera rossonera dal 2018 al 2022. La soddisfazione dell'ad Fabio Giulianelli: «Parte oggi una bella ed esaltante avventura»

Federico Giunti oggi nella sede della Lube con l’ad Fabio Giulianelli
Un grande nome dove essere e un grande nome è stato. Federico Giunti è il nuovo direttore tecnico della Lube Academy Treia. L’ex tecnico della Primavera del Milan (dal 2018 al 2022, gli ultimi tre anni sotto la gestione Maldini-Massara) in precedenza ha allenato la Maceratese in Serie C (stagione 2016-2017 durante la presidenza Tardella) e il Perugia nel 2017. La Lube calcio riparte dal tecnico umbro che da calciatore ha a lungo calcato i campi della Serie A (54 presenze col Milan poi Brescia, Bologna, Chievo e anche un’esperienza in Turchia con il Besiktas) facendosi apprezzare come centrocampista di qualità .
«Una grande soddisfazione – commenta Fabio Giulianelli, amministratore delegato del Gruppo Lube – Parte una nuova pagina di sport per la città di Treia. Costruiamo insieme il futuro dei nostri ragazzi. Una nuova, bella ed esaltante avventura. Adesso tutti al lavoro».
Nei giorni scorsi c’erano stati contatti anche con Fabrizio Castori e Giovanni Pagliari (entrambi in attesa di chiamate da categorie professionistiche), tutti nomi di grande livello come Federico Giunti che ha subito accettato il progetto Lube. Sarà lui a coordinare il progetto tecnico e gli allenatori del settore giovanile così come le prime squadre che hanno aderito al progetto Lube: l’Aurora Treia (Prima Categoria, in attesa di ripescaggio in Promozione), la Treiese (Seconda Categoria) e l’Abbadiense (Terza Categoria). Un nome, quello di Federico Giunti, che fa capire le ambizioni del progetto Lube calcio. Progetto illustrato venerdì scorso da Fabio Giulianelli (leggi l’articolo). Nei prossimi giorni ci sarà la presentazione ufficiale.
(m. z.)
Avanti con la squadra della provincia lo stadio c’è già. Della serie facciamo fare le cose a gente competente non al primo bingo pallino che passa.
Un altro grossissimo colpo della neonata LUBE CALCIO, se dovesse continuare in questo modo l’ha ritroveremo in pochissimi anni o in serie B o in serie A, e sta’ diventando il nuovo CHIEVO VR.
…con i quattrini che ci sono dietro (che ci vogliono, eccome…), speriamo che la società punti sui ragazzi giovani italiani, futuri talenti calcistici, su di un vivaio giovane e italiano, senza le ‘sirene’ che vengono dagli stranieri, in modo che tra qualche anno, forse, una qualche nazionale italiana sia degna di questo nome! gv
Che una società come la Lube inizi ad interessarsi delle realtà sportive del paese dove ha avuto origine e svolge la propria attività è sicuramente una buona notizia.
Lo è ancora di più se le società esistenti a Treia avranno comunque modo ognuna nel suo campionato di riferimento di impiegare, secondo le capacità ed il talento di ciascuno, i ragazzi che verranno formati dalla neo costituita Academy (parola bruttissima).
E’ qui che iniziano i dubbi, almeno i miei.
E’ un dato di fatto che Treia ridente paese che si affaccia sulla valle del Potenza ha un bacino di utenza riguardo i ragazzini da far giocare nell’Academy abbastanza ristretto.
Le squadre esistenti con i prodotti del proprio vivaglio o comunque con i giocatori di Treia in rosa (pochi) stentano a mantenere la già modesta categoria.
Il Chiesanuova, che ha un settore giovanile ridotto e in gran parte prestato, e che non a caso non ha, almeno per ora, aderito all’iniziativa, in eccellenza si mantiene (egregiamente) con tutti giocatori “stranieri” under compresi.
Appare evidente che più si alza la categoria e meno giocatori del proprio vivaglio, discorso che vale per Treia come per ogni realtà calcistica marchigiana e non, è possibile utilizzare in prima squadra.
Leggo nei commenti che la Lube con la sua potenza economica è in grado di ripetere a Treia le gesta del Castel di Sangro (fallita dopo un paio d’anni in serie B), di fare un’unica squadra provinciale e di portarla magari anche in serie A ecc. ecc.
Ora mi domando, l’iniziativa non ha lo scopo di “fare qualcosa di importante ed utile per la propria città (Treia)”, di “creare insieme il futuro dei nostri ragazzi”?
Già la scelta di affidare la direzione tecnica dell’Academy a Federico Giunti, lascia presagire che di Treia tempo un paio d’anni nel progetto rimarrà ben poco, forse il campo di allenamento.
Gli impianti sportivi di Treia sono sotto gli occhi di tutti, così come le capacità di spesa del Comune.
Del resto l’evoluzione delle vicende della Lube nel volley, ed il suo “migrar per la Marca”, con tanto di cambio nel nome della squadra della città di riferimento, è indicativo.
A mio sindacabilissimo parere, se veramente la Lube vuole fare qualcosa di buono per la sua città (città è na parola grossa direbbe il buon Moreno), come dice, e per i ragazzi del posto, non ha senso creare una squadra unica e portarla tra i professionisti, cosa non facile neanche per la Lube (vedi Ascoli, Fermana, Ancona, Recanatese ecc.), basterebbe fare un unico settore giovanile magari con il nome Lube dotandolo di tutto quello che serve, aiutando economicamente il Comune a rendere le strutture più moderne e funzionali (ad esempio il campo di Passo Treia), utilizzando i tecnici validi del posto, che ci sono, e sponsorizzare le “prime squadre esistenti” dando loro modo di trovare una stabilità economica che permetta loro, senza voli pindarici, di ben figurare a lungo nei campionati di appartenenza.
Si parte da treia e poi si sposteranno sicuramente più velocemente di come si sono spostati con la pallavolo. E se il volley costa 2 il calcio costa 10
All’Helvia Recina rigenerato ci si fa fino alla Serie B, la Serie C sicuro quindi……