Altra chiusura sul corso di Civitanova:
“Cafedelmar” abbassa la saracinesca
COMMERCIO - Il negozio di abbigliamento sta liberando il locale occupato dal 2015. Pochi metri più su aveva chiuso "Liu Jo". Tra i due c'è un cocktail bar che ferma l'attività durante l'estate e si trasferisce in uno chalet a Lido di Fermo

Il negozio di abbigliamento sul corso di Civitanova
di Laura Boccanera
Un’altra vetrina di corso Umberto I, a Civitanova, abbassa la saracinesca: il negozio di abbigliamento uomo “Cafèdelmar” sta in questi giorni liberando il locale occupato dal 2015.

Il cocktail bar Cheers, sempre su Corso Umberto
Nelle ultime settimane aveva avviato una campagna di liquidazione della merce e in questi giorni alcuni operai sono al lavoro per liberare la struttura.
Un punto della principale via dello shopping che si depaupera ulteriormente: solo a fine aprile infatti il punto vendita Liu Jo, che si trova a poche vetrine di distanza, infatti aveva cessato l’attività e dalla sera alla mattina sgomberato tutto chiudendo.
In mezzo a questi due locali c’è un’altra chiusura, questa volta temporanea solo per il periodo estivo, del cocktail bar Cheers che ha per questa stagione preso la gestione dello chalet Rivazzurra a Lido di Fermo, trasferendo lì la propria attività.
Nel 2023 sono stati 105 le attività commerciali che hanno chiuso a fronte di 113 aperture su tutto il territorio comunale. Nel settore food and beverage per la prima volta nel 2023 si è registrata l’inversione di tendenza con cessazioni in numero superiore alle aperture: 31 le chiusure a fronte di 21 aperture.
Vetrine vuote in centro, chiudono Liu Jo e Bottega della cuccagna
Ma come si chiudono i negozi pure a Civitanova ?? Strano secondo qualche Maceratese era considerata l’ Eldorado delle Marche….
Poi i cattivi sono gli imprenditori che pagano poco i dipendenti, fra qualche anno se non cambierà qualcosa, voglio vedere chi pagherà le tasse
Ma se “tu” ( ogni riferimento a quella persona è puramente voluto ) mi spendi centinaia di migliaia di euro, anche in alberi metallici che da un punto puramente estetico la dicono lunga sull’effettivo buon gusto del soggetto, mi sposti tutta la vitale, esuberante, Civitanova da bere ( così, per modo di dire ) in vie secondarie con l’idea di farne un centro da far invidia a Barcellona, Parigi , Rimini e mettiamoci pure Pitino che tanto non sta a rassomigliargli il già famoso Corso Umberto. Centro del paese dove si sono conosciuti nelle lunghe vasche migliaia di ragazzi spesso convolati a nozze e quando bastavano a fare da illuminante contorno le vetrine con jeans e scarpe ruggenti, bar dove se chiedevi un cocktail ti dicevano che era finito e una pizza da Ciriaco. È chiaro che mi dai una bastonata finale per chiudere il Corso spostandomi il baricentro. Non parliamo poi delle speculazioni per portare il commercio nelle lontane periferie e dei spasmodici eventi che per una notte tengono i negozi aperti. Civitanova si sta allargando e ciò fa la felicità di chi ha scelto una certa attività, lo dico come canzonatura e delineata da uno” sviscerato amore per il prossimo “e per farsi gli affari propri.
…’Citanò commanna’…si, ma chi!!? gv